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venerdì 28 maggio 2010

La famiglia vero ammortizzatore sociale. Ma il governo la ignora.

Sui giornali abbondano i commenti alla Finanziaria. Voi cosa ne pensate? Siamo curiosi di conoscere l'opinione dei nostri lettori; vi proponiamo questo articolo come spunto di discussione.

Parola d'ordine: "stringere la cinghia". La manovra arriva tra lodi e proteste. C'è chi definisce questo un "cortocircuito politico" per il governo a causa della mancanza di un intervento strutturale in primis contro l'evasione fiscale che, invece, sembrava sarebbe stato uno dei cardini della Finanziaria: semplicemente "evaporata"?

Mentre i magistrati si ribellano "gridando all'attentato alla loro autonomia", i parlamentari puntano i piedi per evitare la riduzione di circa mille euro ai loro compensi che ritengono "spese essenziali per il funzionamento della democrazia". Fai e Wwf si schierano contro la sanatoria edilizia che definiscono "un condono mascherato".

Dopo anni di rassicurazioni ottimistiche, agli italiani è richiesto ora di farsi carico di una situazione difficile e pesante. Proprio ora sarebbe l'occasione per mostrare "massima trasparenza".
Non sono, invece, in questa direzione l'aver, forse, accantonato il controllo della ragioneria dello Stato sui conti di Palazzo Chigi e della Protezione civile; la riduzione del 20 o del 10 per cento sui rimborsi ai partiti, mentre prima si parlava di dimezzarli; la scomparsa di misure sulle stock-options dei banchieri.

I segnali sembrano indicare che a fare i sacrifici e le rinunce saranno sempre i soliti.

Le uscite secondo il premier Berlusconi sono "fuori controllo". Chi sono gli agnelli sacrificali di queste misure da "lacrime e sangue" è molto chiaro: regioni e dipendenti pubblici. Per Roberto Formigoni "la manovra non è sostenibile, il ridimensionamento sarebbe del 30%"; per i cittadini sono a rischio l'11% dei servizi.

La paternità della manovra é di Tremonti, Feltri non ha dubbi. Così come non ha dubbi a sostenere che è necessario "ridimensionare lo stato sociale, altrimenti detto welfare, adesso impotente e di tipo comunistoide".

Ma in questo stato sociale che vogliamo azzerare, limitare, minimizzare non ci si accorge dell'importanza che ha sempre svolto e continua a svolgere, tra mille difficoltà, la famiglia?

Dove sono le tracce di un intervento strutturale?

Ci sono interventi che per alcuni sembrano non essere mai opportuni; interventi che, invece, sono necessari e che proprio in momenti di crisi [come quello che stiamo attraversando] potrebbero essere posti in essere andando oltre gli interessi particolari che sarebbero, in tempi normali, altrimenti intoccabili.
Per il Sole24ore è la famiglia "l'argine della crisi". La famiglia ha assorbito e contrastato il colpo della perdita e del mancato ingresso nel mondo del lavoro dei figli.

Sono stati i figli le vittime privilegiate della crisi. Secondo dati Istat, infatti, solo nel 2009 è diminuita di 332 mila unità l'occupazione tra i giovani di 15-34 anni. La convivenza prolungata in casa si è prolungata ed è divenuta sempre più forzosa. Il 40 per cento degli intervistati, che tempo fa furono definiti i "bamboccioni", invece, dichiara di essere costretto a restare con i genitori a causa di difficoltà economiche.
In Italia milioni di donne e uomini saranno costretti a "rimanere figli per sempre" (!).

Al sud il dramma è ancora più diffuso e profondo. Due milioni di ragazze e ragazzi "non lavorano e non studiano", per Irene Tinagli su La Stampa "sono loro la prima vittima non tanto dell'attuale manovra ma in generale della crisi".

Oggi in Italia le difficoltà economiche per avere dei figli sono enormi. Un taglio alla spesa sociale, una contrazione nello stato sociale, ignorare la famiglia significa rendere questo problema ancora più radicato nel tessuto sociale del paese.

Per guardare davvero il futuro, se vogliamo davvero farlo, possiamo chiedere sacrifici al Paese solo per loro, per i figli.

di Andrea Margutti

questo articolo è stato tratto dal sito di Unione Italiana

venerdì 3 aprile 2009

Casa sì, casa no, casa come, casa quando...

IL PIANO CASA
Riceviamo e pubblichiamo

Il Consiglio dei Ministri ha definito le linee su cui si muoverà l’intervento congiunto dello Stato, delle Regioni e dei Comuni sulla questione del piano-casa.
In considerazione della materia e della competenza dei singoli livelli di governo, è stata raggiunta in sede di Conferenza unificata un’intesa fra Governo ed enti territoriali che il Consiglio ha collegialmente condiviso a seguito di un’ampia relazione del Presidente Berlusconi e del Ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, che ne hanno guidato i lavori.
Prendendo atto dell’esigenza di varare interventi di politica abitativa sia per rilanciare l’economia che per corrispondere a bisogni di famiglie e cittadini, l’intesa prevede che le Regioni approvino nel termine di tre mesi proprie leggi per disciplinare interventi volti a migliorare la qualità architettonica ed il risparmio energetico, entro il limite del venti per cento della volumetria esistente, di edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di cubatura non superiore a 1000 metri; le leggi regionali disciplineranno altresì interventi straordinari di demolizione e ricostruzione, con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del trentacinque per cento della volumetria esistente, al fine di migliorarne qualità architettonica ed efficienza energetica, nonché di utilizzare energie rinnovabili. Saranno esclusi da questi interventi tutti gli edifici abusivi ed i centri storici, nonché altre aree che le Regioni riterranno opportuno rendere inalterabili.
Il ruolo dello Stato si esplicherà con il varo di un prossimo decreto-legge che al fine di velocizzare e semplificare le procedure rimuoverà, ove possibile ed opportuno (nonché d’intesa con le Regioni), i vincoli superabili. Il Governo avvierà in sinergia con Regioni ed autonomie locali uno studio per un ulteriore intervento di politica abitativa teso a soddisfare il fabbisogno di soggetti disagiati che abbiano difficoltà ad accedere al libero mercato degli immobili in affitto. Particolare attenzione, infine, sarà dedicata alla tutela della sicurezza del lavoro nei cantieri.

lunedì 30 marzo 2009

Berlusconi: "Contro la crisi gli italiani lavorino di più"

DISOCCUPATO SI DA' FUOCO

venerdì 27 marzo 2009

Il consigliere Scrivo sul Bilancio del Comune

TAGLIATE LE SPESE SOCIALI
AUMENTATO IL DEBITO PUBBLICO
30 MILIONI DI MUTUI
LA SEPRIO DIVORATRICE DI DENARO PUBBLICO
Il commento del consigliere dr Pino Scrivo (gruppo consiliare dell'Ulivo) puntualizza lo sfascio del Bilancio Comunale. Una notizia: l'altra sera in commissione, non si è potuto affrontare l'argomento perché mancava il bilancio della Seprio Servizi, che doveva essere presentato il 30 novembre 2008! Dopo 4 mesi e non era ancora predisposto. I consiglieri dr Gianluigi Margutti di FI e  Carlo Uslenghi di Città Nuova hanno stigmatizzato tale situazione e chiesto che fosse riconvocata la commissione con tutti gli elementi per valutare il Bilancio Comunale.

Pino ha detto...
L'importante è foraggiare la Seprio che è così efficiente da non riuscire a produrre per tempo il proprio bilancio. E meno male che il governo ha prorogato di un mese (prossimo 30 aprile) la data massima entro cui approvare il bilancio comunale, pena il commissariamento del Comune. Comunque in sintesi si tagliano le spese sociali, aumenta l'indebitamento del Comune, altri 6 milioni di mutui si aggiungono ai 24 milioni già contratti, si riducono di poco le spese per nani e ballerine, si continua a trasferire grandi somme alla Seprio per opere che non finiranno mai. Sul fondo anti crisi stanno già mettendo dei paletti per ostacolare l'erogazione delle prestazioni. Il dato di 623.363 è accessibile a chiunque voglia collegarsi ad internet nel sito della finanza locale (spettanze) e digitate Tradate. Ad oggi sono stanziati 623.000 euro per il rimborso dell'Ici prima casa da parte dello Stato. Ma nel bilancio sono previste entrate per 1.150.000 euro sotto la stessa voce. A volte per far tornare i conti si gonfiano le entrate, tanto poi ci saranno i servizi sociali a pagare il Conto finale.
27 marzo 2009 13.18 

Il Pd e la crisi: aiutare chi ha bisogno!

TRADATE: TAGLIATI FONDI AI SERVIZI SOCIALI
PER 130 MILA EURO
BASTA CON GLI SPRECHI

Riceviamo e pubblichiamo
L'Amministrazione, in sede di bilancio 2009, si aspetta un rimborso dell'ICI pari a 1.065.504 euro da parte dello Stato. Il rimborso era stato promesso dal governo Berlusconi, dopo il taglio della tassa comunale anche per i redditi più alti, e rappresenta la doverosa compensazione dei Comuni a seguito del mancato introito. Apprendiamo dal sito del Ministero dell'Interno che, invece, nel 2009 lo Stato rimborserà al Comune di Tradate solo 623.363,20 euro creando un notevole ammanco nelle entrate previste. Si tratta dell'ennesima promessa tradita dal Governo e vogliamo capire come l'Amministrazione porrà rimedio a questa situazione. 
Con la crisi che incombe gran parte dei comuni ha provveduto ad aumentare le risorse dei Servizi Sociali (si attende un aumento della domanda di servizi), mentre a Tradate si e' invece operata una riduzione di 130.000euro che non e' accettabile in un momento di crisi come quello odierno. Il buco nella restituzione dell'ICI porterà ulteriori tagli ai Servizi Sociali?
La lista Ulivo per Tradate presenterà al prossimo Consiglio Comunale più di 20 emendamenti per tagliare gli sprechi e le spese superflue e destinare i soldi cosi' ottenuti per un Fondo Anticrisi. Ci aspettiamo la ragionevolezza della maggioranza in un momento difficile per molti cittadini. Cosi' non fosse, avranno da spiegarne le ragioni alle persone che hanno perso il lavoro.

Andrea Botta - Portavoce PD Tradate

domenica 15 marzo 2009

Il Pd e la crisi economica

FINALMENTE APPROVATA
UNA PROPOSTA DELLA MINORANZA...
Da non credere!

Riceviamo e pubblichiamo 
Il Partito Democratico ha fortemente chiesto e voluto la Commissione Anticrisi che è stata approvata giovedì in Consiglio Comunale: deve essere una priorità assoluta per l'amministrazione comunale. In quella sede porteremo i nostri emendamenti per reperire i soldi necessari, operando nel bilancio delle scelte di priorità e chiedendo uno sforzo a chi, in questo momento, sta meglio. Abbiamo apprezzato la disponibilità della maggioranza ad affrontare il tema delicato della crisi con apertura, anche nei confronti della nostra iniziativa.
Cominceremo dando il buon esempio in Consiglio Comunale, dove i consiglieri del gruppo Ulivo rinunceranno ai gettoni di presenza (o una parte), lasciando quei soldi al Comune per il Fondo Anticrisi.
Proporremo anche agli altri consiglieri di fare lo stesso e al Sindaco e agli assessori di rinunciare, volontariamente, ad una parte del loro stipendio. Non si tratta di una "sparata" populista, ma in un momento di eccezionale difficoltà altrettanto eccezionali devono essere le misure messe in campo, cercando la responsabilità di tutti, a partire dagli amministratori.
Queste sono solo una assaggio delle proposte, che porteremo in modo più approfondito in sede di Commissione, per reperire i soldi necessari per costituire un Fondo Anticrisi in grado di sostenere iniziative efficaci. 
Andrea Botta - portavoce PD Tradate
.

martedì 24 febbraio 2009

Aiutiamo chi è in crisi!

Ma chi ci pensa a quelli di "TRADAA"?

Tre vostri commenti che decidiamo di mettere in evidenza: la crisi c'è anche a Tradate, eccome! La politica del palazzo delle ultime settimane? Pista di pattinaggio, pinacoteca, sauna e (fresca fresca, si fa per dire -sigh!) il vino di Tradate. Per chi ci governa, quindi, nella splendida Tradate la vita scorre tutta rose e fiori. La qualità della vita è al top! Crisi? Ma quale crisi! I soliti comunisti, disfattisti! 
Loro, invece, sono ottimisti, pensano ad una città in cui i cittadini al pomeriggio, dopo il lavoro (che tutti hanno!) possano godersi una visita alla Pinacoteca Civica, un aperitivo, una sauna e poi la sera deliziare il palato con il famoso "vino dei colli" tradatesi, che in confronto il Sassicaia ci fa un baffo! 
"Mi scusi, la strada per il Paese delle Meraviglie?" 
"Chieda al cappellaio matto".

Di seguito i tre commenti 
Operaio RUTIL ha detto...
[...] Vogliamo un piano per rioganizzare chi non ha più un lavoro,ho 51 anni abito a tradate, la RUTIL mi ha messo in cassa integrazione a me e altri miei colleghi, dove andrò a mangiare tra qualche mese? aggiunga 3 posti a tavola signor sindaco che tra non molto verrò a casa sua a mangiare,io mia moglie e mio figlio come invito le porterò il verbale per eccesso di velocità che ho ricevuto a casa preso sulla costa del RE [...]

Andrea Botta - Portavoce PD Tradate ha detto...
[...] i dati ufficiali della crisi parlano di 500 disoccupati nel tradatese, ma quelli ufficiosi, che riguardano anche grosse imprese in crisi che stanno mandando in cassa integrazione, sono molto piu' alti.
Per questo motivo, come Partito Democratico abbiamo promosso un'iniziativa affinche' la crisi venga affrontata dal Comune, IN Comune. 
Con la lista Ulivo per Tradate abbiamo chiesto che venga istituita un'apposita COMMISSIONE ANTICRISI per reperire proposte e fondi per realizzarle.
Speriamo di venire ascoltati, siamo ancora in attesa di risposta ufficiale...

ALPINO ha detto...
alla Lega e a Candiani frega NULLA della disoccupazione....
buttano via il denaro pubblico in cazzate come l'acquisto della pista del ghiaccio (120 mila euro) o per creare una inutilissima pinacoteca? Ma mandateli via a pedate nel sedere! VERGOGNA!

lunedì 23 febbraio 2009

Il manifesto anti crisi del PD

Riceviamo e pubblichiamo

martedì 17 febbraio 2009

Capire e affrontare la crisi economica

INIZIATIVA DEL PD

Riceviamo e pubblichiamo

Ciao Altra Tradate. Allego la mozione che abbiamo presentato come lista civica "Ulivo per Tradate" sabato mattina in Comune. Chiediamo, vista la difficilissima situazione economica, che si convochi al più presto una "Commissione Anticrisi" per valutare, insieme ad industriali, artigiani, sindacati e associazioni sociali, le migliori misure da mettere in campo a Tradate. In quella sede porteremo le nostre proposte come PD e lista civica. Buona giornata, Andrea Botta, portavoce PD Tradate.

MOZIONE PER L’ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE “ANTICRISI”

I sottoscritti Consiglieri Comunali, 
coscienti della situazione di crisi economica che sta vivendo tutto il Paese ed anche la nostra città, vogliono collaborare con l’Amministrazione comunale per trovare risorse e soluzioni affinché anche le istituzioni locali facciano quanto in loro potere per limitare gli effetti negativi della crisi. In particolare

PRESO ATTO

-che nel Tradatese 20 piccole aziende hanno chiuso nel 2008, 500 persone hanno perso il posto di lavoro, altre grosse aziende sono in uno stato di crisi;

-che il numero delle persone in mobilità sono 223 e segnano un aumento del 29% rispetto al 2007 (dati: Centro per l’Impiego);

-che il numero di iscritti alle liste del Centro per l’Impiego e’ salito a 1464 persone (+25% rispetto al 2007);

CONSTATATO

che l’Amministrazione ha messo a disposizione € 30.000 per un intervento di sostegno al reddito delle famiglie meno abbienti, sotto forma di contributo in denaro, che tuttavia non appare oggettivamente sufficiente a fare fronte alla dimensione del fenomeno in corso,

CHIEDONO

l’istituzione di una “Commissione anticrisi” - consiliare ovvero, se non ritenuto possibile, non consiliare -, della durata di tempo limitata a 60 giorni e senza oneri per il bilancio comunale, in cui possano partecipare esponenti dei sindacati, delle associazioni di categoria e delle principali associazioni sociali che si occupano in città delle persone meno abbienti, con la funzione di:
- proporre interventi concreti di sostegno alle famiglie e alle imprese colpite dalla crisi 
- valutare, di concerto con il Sindaco e la Giunta, la reperibilità dei fondi, la durata e le modalità di intervento.

Tradate, 11 febbraio 2009.

sabato 7 febbraio 2009

SENZA COMMENTO!

TESTAMENTO BIOLOGICO.
ECCO L'ANTEPRIMA DEL 
DISEGNO DI LEGGE DEL PDL

mercoledì 17 dicembre 2008

La paura sociale. 18 dicembre a Varese

GIORNALI, TV e POLITICA

Come è arrivato il nostro Paese a nutrire un così elevato livello di paura sociale? Quale ruolo hanno avuto la comunicazione e l'informazione nell'amplificare le paure e le insicurezze, oltre i dati di realtà? Nel corso della serata, verranno analizzati gli atteggiamenti e il linguaggio di tre "agenti-chiave" nel processo di costruzione dell'ansia collettiva, tre veri imprenditori della paura: i giornali, la tv, la politica. Una attraversata avventurosa, azzardata ma suggestiva, alla scoperta dell'evolversi dei linguaggi e dei palinsesti.

Universasuser in collaborazione con Coop Lombardia organizza:

LE PAROLE DELLA PAURA
Docenti: Massimo Tafi e Attilio Attemi
Giovedì 18 dicembre ore 21,00
Sede: Spazio Scopricoop Via Daverio Varese

info 333-4169612 - Bruna Brambilla

sabato 6 dicembre 2008

L'Altro "Tradatese dell'anno"

INCONTRARE LE PERSONE
RISPONDERE AI BISOGNI

Anche AltraTradate intende proporre un proprio concorso senza sponsor né patrocini, ma molto radicato nella vita vissuta. Saranno necessari i vostri voti espressi, sia in internet che con segnalazioni. Sinceramente abbiamo 'scopiazzato' l'idea dalla iniziativa che da anni tiene banco a Tradate. Verifichiamo se qualcuno ci vorrà seguire, per creare una interfaccia nuova e differente alle celebrazioni ufficiali.

Per gioco e con un po' di ironia, a volte emergono situazioni interessanti.
E' sufficiente smuovere lo stagno.
Viene sempre a galla un po' di fango, ma contemporaneamente lo stagno si purifica.

Ad esempio, potremmo conoscere che esistono gli ultimi commercianti che tengono duro e vogliono continuare nella propria attività in centro città, nonostante tutto giochi contro di loro: dalla viabilità 'impedita e proibita' (vedere via Bianchi, che blocca da mesi ogni ingresso al centro), ai centri Commerciali. Si renderanno amaramente conto che questo forse sarà l'ultimo Natale relativamente 'fruttifero', perchè poi l'attenzione e il business saranno catapultati nella zona FORNACE, con il caos che ne conseguirà.
Oppure ci sarà segnalata la pensionata, sola in casa, che con 500 euro mensili cerca di vivere. Oppure ci sarà evidenziato quello studente modello, che ha il papà in cassa integrazione e la mamma in una impresa di pulizie  con il mutuo della casa da pagare.

Non siamo pessimisti, ma realisti. Occorre prestare attenzione a queste aree di difficoltà in cui vivono parecchi cittadini di Tradate.

Conoscendole, si potrà intervenire con risorse mirate per chi ha bisogno.
Non solo feste, bande musicali, concerti, fuochi artificiali, costosissime piste per il pattinaggio (che in energia elettrica sprecano migliaia di euro al mese); diamo anche qualche significativo contributo (oltre al panettone e alla bottiglia!) a coloro che hanno difficoltà a pagare la bolletta del riscaldamento, del gas e della luce. E' un esempio concreto di solidarietà, che aiuta ed educa. L'altra è una giostra, un circo.
Che ne dite? 

martedì 25 novembre 2008

Urgentissimo, da conoscere e firmare!

DIRITTO ALLA SALUTE
UNA QUESTIONE DI CIVILTA'
Questa non è la repubblica delle banane!

Cara AltraTradate, Vi invio un'iniziativa dei medici pediatri da pubblicizzare. I medici pediatri hanno promosso un appello per tentare di fermare la proposta della Lega di abolire le cure primarie ed essenziali agli immigrati sprovvisti di permesso di soggiorno (forse il più turpe dei provvedimenti che il governo sta prendendo) (p.s.).
Curare gli indigenti, soprattutto i bambini, è un dovere deontologico per tutti i medici, ma è un imperativo etico per un paese civile.
Non cancelliamo con un decreto un diritto costituzionale.

…." chi di questi ti sembra stato il prossimo di colui che fu ferito dai briganti ?"
Quello rispose "chi ha avuto compassione e si è preso cura di lui"
ed Egli disse "va e fa anche tu lo stesso" (Vangelo secondo Luca)


Appello promosso dalla Segreteria Provinciale FIMP 
( Federazione Italiana Medici Pediatri ) di Modena 

L'art. 32 della Costituzione Italiana sancisce come diritto fondamentale dell'individuo il diritto alla tutela della salute e garantisce agli indigenti il diritto alle cure gratuite, anche nell'interesse della collettività.

Il DL 286/ 98 all'art. 35 prevede la gratuità delle cure urgenti ed essenziali anche agli stranieri non iscritti al SSN, privi di permesso di soggiorno, e privi di risorse economiche e non prevede nessuna segnalazione, salvo i casi di obbligatorietà di referto, come per i cittadini italiani.

La Lega Nord - Padania ha presentato attraverso 5 Senatori un emendamento che prevede l'abrogazione del comma 5 dell'art. 35 e abolisce la gratuità della prestazione urgente ed essenziale agli stranieri non iscritti al SSN e privi di risorse economiche, e propone inoltre l'obbligo per le autorità sanitarie di segnalarli all'autorità competente.

I Pediatri di libera scelta aderenti alla FIMP ( Federazione Italiana Medici Pediatri ) operanti nel SSN, sottoscrittori di questo appello, 
ritengono gravissimo tale emendamento che finirebbe per respingere in sacche di esclusione la popolazione più indigente e ne richiedono il ritiro : 
esso non è soltanto la negazione di un diritto costituzionalmente sancito, ma costituisce anche un pericolo per la tutela della salute della collettività, per la mancata cura di patologie anche gravi, con conseguente rischio di diffusione e rappresenta inoltre un pericoloso passo legislativo verso l'abolizione del diritto alla cura.

Ritengono inoltre che la segnalazione all'autorità competente di un paziente indigente sia in aperto contrasto con il codice etico ordinistico al quale i medici debbono attenersi e di cui affermano il primato.

Denunciano con preoccupazione che tale emendamento priverà della assistenza sanitaria essenziale migliaia di bambini divenuti "per Decreto invisibili e senza diritti" in totale contrasto con la Convezione ONU sui diritti del fanciullo e richiedono che lo Stato Italiano firmatario con 
L. 176/91 della Convenzione ONU di New York del 20.11. 1989 sui diritti del fanciullo garantisca ad ogni minore straniero il pieno diritto di usufruire delle prestazioni mediche pediatriche a prescindere dalla regolarità del soggiorno.

Richiedono quindi a tutti i colleghi Pediatri, a tutti i Medici, agli Operatori Sanitari e a tutti i Cittadini Italiani ai quali stanno a cuore i fondamenti dello stato sociale e la solidarietà di sottoscrivere questo appello. (Per firmare clicca qui).

domenica 9 novembre 2008

Un invito a non sprecare...

CONSUMI: SARA' NATALE DI AUSTERITY
Si salveranno i consumi di base e i dolci tradizionali


(ANSA) - ROMA, 9 NOV - Si preannuncia sottotono il Natale 2008. La crisi finanziaria ridimensionerà i consumi di cibi di fascia alta e l'acquisto di doni ricercati.Le previsioni dei commercianti concordano su un Natale di consumi in calo con una sostanziale tenuta delle vendite dei prodotti di base, dagli addobbi ai dolci tipici. Sulle tavole degli italiani non ci saranno caviale e frutta esotica, ma non mancherà il panettone o il pandoro. Per Confcommercio Natale sarà contraddistinto da 'oculatezza nella spesa'.

Confidiamo che anche la Amministrazione Comunale di Tradate non sprechi denaro pubblico in discutibilissime iniziative. Buona cosa sarebbe, una volta tanto, utilizzare risorse per aiutare chi ha bisogno e non destinarle al superfluo (piste del ghiaccio, fuochi artificiali e altro). Spieghiamoci meglio: non si possono spendere 100 mila e più euro, come l'anno scorso; aiutiamo invece coloro che, con la pensione bassa, non riescono a far fronte alla bolletta del gas e della luce. Un aiuto concreto, quindi, nel segno della solidarietà.

mercoledì 17 settembre 2008

A proposito di prostituzione sulle strade

Un documento del gruppo MARES
Ciao, vi consiglio di pubblicare questo articolo (tratto da Varesenews) dove il gruppo Mares prende posizione sulla nuova legge contro la prostituzione. Potrebbe aiutare i lettori a farsi un'idea delle associazioni che operano sul territorio, di come facciano bene il loro lavoro...(Andrea).

Ecco fatto:
Tradate - Il gruppo Mares che opera da anni per aiutare le vittime della prostituzione ha firmato una lettera contro il disegno di legge proposto dal ministro Carfagna.
“Vietare la prostituzione in strada è inefficace e rischioso”

“Vietare la prostituzione di strada è dunque una operazione non solo inefficace, ma controproducente, e molto rischiosa”. Il gruppo Mares, che da anni si occupa di assistenza alle vittime delle prostituzione, prende posizione contro il disegno di legge firmato dal ministro Mara Carfagna. Ed è proprio al ministro che i volontari, che hanno chiamato il proprio gruppo con il nome della prostituta uccisa a Lonate Ceppino nel 2001, hanno inviato una lettera, firmata anche da diverse associazioni simili di volontari che operano nel settore.

Nella lettera il gruppo Mares esprime “fermo dissenso in merito all’art. 1.a del disegno di legge, che prevede il divieto di prostituzione in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Esprimiamo inoltre preoccupazione per la proposta contenuta nel disegno di legge in merito al rimpatrio dei minori. Non vediamo la necessità ed anzi vediamo un pericolo nel prevedere procedure accelerate o semplificate o specifiche per il rimpatrio di minori stranieri coinvolti e/o sfruttati nella prostituzione. Riteniamo che un minore migrante debba essere rimpatriato nel proprio paese d’origine soltanto se tale misura corrisponde alla realizzazione del superiore interesse del minore medesimo, circostanza che in tali casi raramente sussiste. Ci sembra peraltro non opportuno che il tema del rimpatrio venga affrontato nel quadro di un disegno di legge sulla prostituzione”.

Nella lettera, lunga tre pagine, vengono raccontati anche i risultati del lavorare a stretto contatto con il territorio. “I servizi messi in campo dalle sigle firmatarie sono variegati: interventi di promozione della salute, unità di strada, sportelli di ascolto, interventi di mediazione sociale e dei conflitti, accoglienza, consulenza e assistenza legale, corsi di formazione professionale, inserimenti lavorativi, ecc. Inoltre ricerche, pubblicazioni, sensibilizzazione, lavoro di rete ecc. Tra marzo 2000 e maggio 2007 il complesso degli enti impegnati nel settore sono entrati in contatto con 54.559 persone coinvolte nella prostituzione offrendo ascolto, accompagnamento ai servizi socio-sanitari, consulenza, aiuto e nello stesso periodo hanno realizzato 13.517 programmi art. 18 per le vittime di grave sfruttamento e tratta, 938 dei quali in favore di minori. Grazie a questo tipo di azioni, l’Italia è il Paese con il più alto numero di arresti e processi per reati di tratta e correlati. Un dato che potrebbe essere ulteriormente incrementato”.

“Questo operare comune – concludono dal gruppo Mares -, assieme all’aiuto e al sostegno dei Ministeri competenti, ha contribuito a fare dell’Italia il modello di riferimento nello scenario internazionale per gli interventi di tutela delle persone vittime di grave sfruttamento e tratta. Presupposto di tali interventi deve essere la consapevolezza che per incidere sulla percezione di insicurezza di parte della cittadinanza e di alcuni territori, occorre costruire la sicurezza sociale e dei diritti, costruire contesti sociali ed economici in cui tutte le persone che ne fanno parte vedano garantiti i propri diritti fondamentali, possano contare su opportunità di aiuto e di integrazione, siano protagoniste, partecipino, coltivino relazioni positive, abbiano una buona qualità della vita”. (M.S.
redazione@varesenews.it)

mercoledì 3 settembre 2008

Mutui difficili


Può essere utile a qualcuno di voi. La fonte è autorevolissima e per questo vi proponiamo questo articolo.

I CONTI DELLE FAMIGLIE DOPO LA LETTERA DELLE BANCHE
Il rebus dei mutui: cinque soluzioni per tagliare la rata

(Pagina a cura di Marco Bellinazzo)
L'"assalto" agli sportelli lo danno quasi tutte per scontato. E si stanno attrezzando per farvi fronte potenziando i front office delle filiali. Scaduto, il 29 agosto scorso, il termine per spedire le lettere per la rinegoziazione, le 200 banche che hanno aderito alla convenzione Abi-Tesoro si preparano a ricevere tra un milione e un milione e mezzo di titolari di mutui a tasso variabile (stipulati prima del 29 maggio 2008) potenzialmente interessati all'operazione.Calcolare la convenienza del l'offerta concordata all'inizio dell'estate dagli istituti di credito con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti – nonostante gli sforzi di trasparenza fatti dalle banche – sarà tutt'altro che facile. E soprattutto non sarà semplice mettere a confronto i vantaggi della rinegoziazione con quelli derivanti dalle altre misure teoricamente a disposizione per combattere il caro-rata. Dalla chance della portabilità e della surroga a quella della rinegoziazione libera e gratuita, varate nel 2007 con le liberalizzazioni promosse dall'ex ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani.
Ai destinatari della proposta di rinegoziazione, dunque, non resterà che recarsi in banca per valutare con i tecnici incaricati il proprio profilo di rischio e i propri margini di manovra. Decisivo più che mai nella scelta sarà il raffronto tra l'importo (crescente) della rata e il reddito disponibile (spesso con poche prospettive di crescita).
In ogni caso, ci saranno tre mesi di tempo per decidere se aderire alla proposta Tremonti, se optare per una delle alternative Bersani oppure se lasciare le cose come stanno e seguire l'originario piano di ammortamento.
Alcune peculiarità e differenze fra le "offerte" in campo però sono già chiare (si vedano anche le schede a fianco).
La rinegoziazione "coattiva" targata Tremonti, per esempio, è l'unica via per obbligare le banche ad alleggerire mutui diventati troppi gravosi. Ma è un congegno che se ha il vantaggio di abbassare subito la rata in modo certo e significativo, presenta lo svantaggio – non secondario – di convertire il mutuo originario in un prestito senza più una durata predeterminabile e con la possibilità di esporre a un rimborso molto più alto ed esoso rispetto a quello preventivato con il primo prestito.
Dal 1° gennaio 2009, infatti, accettando l'offerta di rinegoziazione frutto dell'accordo Abi-Governo, si verserà una rata fissa bloccata sulla media dei tassi applicati nel 2006. Ciò vuol dire inferiori anche del 2% rispetto ai livelli attuali. La differenza tra la rata variabile di base e la nuova rata fissa (di minore entità) confluirà su un altro conto (denominato "conto di finanziamento accessorio"), al quale verrà applicato un tasso d'interesse pari, di norma, all'Irs a 10 anni maggiorato di uno spread dello 0,5%, che il mutuatario dovrà saldare, sempre con rate fisse, dopo aver rimborsato il mutuo-base. Fissato il tasso di interesse "accessorio" e il numero delle rate extra da pagare, si aprono cioè tre scenari: 1) se l'Irs salirà ancora prima della chiusura del mutuo-base, il residuo sul conto accessorio aumenterà e si allungherà il numero delle rate extra; 2) se l'Irs, viceversa scenderà l'importo del conto accessorio diminuirà e di conseguenza sarà minore il numero delle rate da pagare; 3) se poi, nella migliore delle ipotesi per il mutuatario, i tassi di mercato scenderanno fino a che la vecchia rata variabile sia inferiore alla nuova rata fissa la differenza andrà a "credito" e potrà essere scalata dal conto accessorio.

Le alternative a disposizione
1 L'accordo Abi-Tesoro 

Tremonti
La rinegoziazione «coattiva»
La cosiddetta rinegoziazione coattiva è stata prevista dal decreto legge n. 93/2008 (converito nella legge n. 126) e poi tradotta nella Convenzione attuativa stipulata tra il ministero dell'Economia e l'Abi lo scorso 19 giugno

Che cos'è
Chi oggi ha il problema di una rata cresciuta troppo in fretta e teme un ulteriore incremento dei tassi può congelarne l'importo per tutta la durata residua del finanziamento. Dal 1° gennaio 2009 accettando l'offerta di rinegoziazione verserà una rata fissa calcolata sulla media dei tassi del 2006, inferiore anche del 2% rispetto ai livelli attuali
La differenza tra rata originaria e nuova rata fissa confluirà su un conto "accessorio" al quale verrà applicato un tasso pari all'Irs a 10 anni maggiorato di uno spread dello 0,5% da rimborsare dopo aver chiuso il mutuo iniziale
Il vantaggio: rata subito giù
La rinegoziazione conviene a chi ha bisogno di alleggerire subito e in misura "certa" la rata. Appare come l'unica soluzione per chi ha stipulato un mutuo variabile con un basso livello dei tassi (anche al 2%) ma con un importo delle rate già superiore al 30% del reddito disponibile 
Lo svantaggio: durata e importo indeterminabili
Fissato il tasso "accessorio", se l'Irs salirà ancora si allungherà il numero delle rate extra. Se l'Irs calerà le rate extra diminuiranno. La durata e l'entità complessive del mutuo non si potranno prevedere

2 Surroga e portabilità

Bersani
La portabilità
Portabilità del mutuo e surrogazione sono state potenziate e rese più appetibili nell'ambito delle liberalizzazioni promosse dall'ex ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani (decreto legge n. 7/07 poi convertito nella legge 40/07)

Che cos'è
Con la portabilità è possibile trasferire il mutuo a un'altra banca con nuove e più favorevoli condizioni, ad esempio, modificando tipo e misura del tasso, oppure la durata del contratto. Non è possibile invece modificare o aumentare il debito residuo. La portabilità si rivolge perciò a chi non ha un'immediata necessità di incrementare il finanziamento
La banca con cui si contrae il nuovo prestito subentra nell'ipoteca originaria: in sostanza, il denaro preso a prestito dal nuovo istituto viene utilizzato per saldare il debito derivante dal precedente contratto di mutuo
Il vantaggio: oneri ridotti e migliori condizioni
Con la portabilità non si perdono i benefici fiscali (come quelli sulla prima casa), il mutuatario non deve pagare l'imposta sostitutiva sul nuovo mutuo, né le imposte ipotecarie e di bollo (dato che l'ipoteca non si cancella). Inoltre, si possono ottenere migliori condizioni da parte della banca che rileva il mutuo riducendo la rata o risparmiando sugli interessi
L'incognita: la banca non è obbligata a subentrare
La nuova banca non è obbligata, a differenza della rinegoziazione Tremonti, a concludere il contratto a condizioni più favorevoli per il cliente

3 Continuare con il vecchio mutuo

Quando conviene
Può risultare più vantaggioso non aderire all'offerta di rinegoziazione quando si conserva un margine di manovra nel rapporto rata/reddito 
Se la rata assorbe ancora meno di un quarto del reddito disponibile, in genere, sarà possibile far fronte a eventuali rialzi dei tassi d'interesse disposti dalla Bce. In simili circostanze basterà non rispondere alla lettera ricevuta dalla banca
I benefici
Si continuerà così a pagare le rate secondo l'originario piano di rimborso avendo la certezza sulla chiusura del mutuo 
Si potrà beneficiare, inoltre, di eventuali riduzioni dei tassi d'interesse che andranno a tagliare l'importo della rata

4 La trattativa «ad personam»

Quando conviene
La trattativa ad personam è in teoria la strada preferibile perché permette di ri-contrattare con la banca tutti gli elementi del prestito. Molto dipende però dalla capacità del cliente di strappare condizioni migliori, visto che la banca non è obbligata a concederle
Per ridurre la rata si può chiedere, per esempio, di allungare la durata del mutuo di un certo numero di anni ovvero uno sconto sul tasso (o sullo spread). Se si opta per la sicurezza si può tentare di "sostituire" il vecchio mutuo a tasso variabile con uno fisso
Operazione gratuita
Oltre a quello di avere un mutuo "su misura", l'operazione non comporta spese grazie al decreto-Bersani-bis del 2007

5 Se un solo rimedio non basta

Le strade per avere una doppia chance 
Per i titolari di un mutuo a tasso variabile in affanno, ma che conservano ancora un certo margine di manovra, è possibile anche giocare su più tavoli 
Dopo aver bloccato la rata con la rinegoziazione "Tremonti", per esempio, si può poi approfittare della "surrogazione Bersani" (e cioè della portabilità del mutuo) trovando un'altra banca che offra condizioni migliori rimborsando alla prima le somme relative al mutuo originario e quelle del conto accessorio. Non sembra invece praticabile il percorso inverso, dalla surrogazione Bersani alla rinegoziazione Tremonti 
Qualunque scelta si sia compiuta poi si può sempre tentare con la banca una rinegoziazione ad personam

mercoledì 6 agosto 2008

Assenteismo a Tradate: siano più precisi!

TUTTO QUANTO FA PUBBLICITA'

Pubblichiamo due interessanti commenti che ci sono giunti proprio ieri riguardo la nozitia apparsa il 4 agosto su Varesnews ovvero che il Comune di Tradate con il suo 16% di assenteismo tra i dipendenti si collocava positivamente al di sotto della media provinciale (24%). Lo stesso Candiani commentava soddisfatto il buon risultato del 16% ma vediamo di capire grazie ai commenti perchè questo dato non è assolutamente lusinghiero per la nostra amministrazione locale. Secondo uno studio effettuato a livello nazionale la media tra i lavoratori dipendeti è tra il 4-6% mentre tra quelli autonomi tra l'1-1,5%. Sempre lo stesso studio riporta il dato dei lavoratori pubblici: tra il 12 e il 14 per cento!.

Primo commento:
Leggiamo la virtuosità del Comune di Tradate con alcuni appunti:

Su 80 dipendenti ben 25 sono a tempo determinato (speriamo assunti in modo chiaro e secondo le leggi.... i consiglieri comunali controllino). Una percentuale altissima!

I servizi sociali non hanno avuto assenteismo, ma quanti sono numericamente questi dipendenti dei servizi sociali?

Ma la balla incredibile è: il numero dei dipendenti è tra i più bassi della Provincia: sara' anche vero, ma quanti ne hanno assunti alla Seprio Servizi e quanti di questi erano dipendenti comunali?
Per favore non prendiamo in giro i cittadini! I dipendenti della Seprio li paga sempre il Comune!

Chiaro?
firmato: Vogliovedercichiaro!

Secondo commento:
La velina su varesenews non spiega un granchè.
Mi sono fatto un giro su internet e ho trovato la risposta. Sono più o meno tutti concordi nel definire il tasso di assenteismo come il rapporto tra le ore di assenza per malattia e quelle lavorabili in un anno.
Il venti per cento significa quindi che ogni 40 ore lavorative, 8 sono dedicate a curarsi un qualche malanno. Sedici per cento vuol dire poco più di 6 ore ogni 40.
Non mi pare che ci sia da essere soddisfatti. Anche perchè ho trovato questo intervento sul sito della Camera: "... secondo il professor Pietro Ichino, il tasso di assenza per malattia di un lavoratore autonomo è tra l'1 e l'1,5 per cento. Tra i lavori dipendenti di un'azienda privata varia tra il 4 e il 6 per cento. Nel settore pubblico si arriva invece a volte tra il 12 ed il 14 per cento."
firmato Manolo

terzo commento "POSTicipato" di Manolo: Tradate con il 16% è come Catanzaro! (clicca qui)

venerdì 25 luglio 2008

Questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai.

Espulso lo sposo albanese: non vedrà nascere il figlio
Prosegue la tragedia amorosa, frutto della illustre penna del nostro Sindaco!

Abbiamo letto sul sito di
Pago & Mad che dopo le nozze negate dal sindaco leghista di Tradate, Stefano Candiani, lo sposo clandestino è stato rinchiuso nel Centro di permanenza temporanea di Bologna per effetto del decreto di espulsione che gli è stato contestato ieri dalla Questura di Varese. Il ragazzo (classe 1983) si sarebbe dovuto sposare ieri mattina con la sua fidanzata tradatese, con cui convive da tempo e da cui aspetta anche un figlio. Ad unirli in matrimonio sarebbe dovuto essere il consigliere comunale Luca Carignola (Pd), che ha avuto la delega dallo stesso sindaco, dopo che quest’ultimo lo scorso sabato si era rifiutato di celebrare le nozze in assenza di un regolare permesso di soggiorno. Si sarebbe dovuto sposare, ma non è successo. I due giovani infatti non sono nemmeno arrivati al primo piano del municipio, nella sala delle cerimonie: a mettersi di mezzo, questa volta, ci ha pensato la polzia locale.
Ma andiamo con ordine. 

La coppia, accompagnata dai soli testimoni e dai parenti più prossimi, si è presentata in municipio, ovviamente con molti timori, visto il clamore seguito alla cerimonia sfumata di settimana scorsa. Ad attenderli in piazza Mazzini c’era però la polizia locale, con il comandante Claudio Zuanon in testa. Ai ragazzi è stato impedito di salire al primo piano del comune, in quanto l’extracomunitario non è stato in grado di esibire un regolare permesso di soggiorno. A nulla sono valse le proteste della sposa e dell’avvocato della coppia (lo stesso Luca Carignola ndr). Sotto gli occhi increduli delle molte persone presenti, nell’atrio del palazzo comunale si è accesa una violenta discussione e, a differenza di quanto accaduto una settimana fa, il giovane senza permesso di soggiorno è stato accompagnato in Questura dove, con impeccabile solerzia, si è visto notificare il decreto di espulsione, con immediato trasferimento al centro di permanenza temporanea di Bologna, dove lunedì si svolgerà l’udienza di convalida del provvedimento.

La sposa mancata ha annunciato denunce appropriate al grave torto subito dal comune di Tradate, che non aveva nessun titolo per negare le nozze. Per sposarsi, infatti, non è necessario essere già titolare di un permesso di soggiorno, ma è sufficiente esibire all’ufficiale di stato civile il passaporto ed il nulla osta al matrimonio rilasciato dalla propria ambasciata. La questione, ora, è tutt’altro che conclusa. Per lunedì si attende la sentenza di convalida del decreto di espulsione, mentre per il prossimo futuro l’avvocato Luca Carignola ha promesso battaglia: "Per risolvere la questione bisognava usare solo il buon senso, l’amministrazione di Tradate, opponendosi per ben due volte in maniera illegittima al matrimonio, ha voluto offrire una prova di forza a discapito di una giovane famiglia. Così ha negato ad un padre la gioia di poter vedere nascere e crescere il proprio figlio, costringendo una ragazza tradatese in una situazione a dir poco precaria".

mercoledì 9 luglio 2008

BISOGNA PENSARE AI NOSTRI RAGAZZI

Centri diurni estivi per minori
Lettera aperta del consigliere comunale Carlo Uslenghi al Presidente delle commissione consiliare, Rosario Tramontana
Egregio Signor Presidente,
come più volte ribadito in sede di commissione consiliare e di consiglio comunale, ritengo di primaria importanza garantire da parte del Comune il raggiungimento di tutti quegli obiettivi previsti nell’ambito della programmazione delle politiche sociali e delle politiche scolastiche.
A questo proposito, ritengo doveroso che le risorse finanziarie – lei è anche presidente della commissione consiliare finanze-bilancio - siano anzitutto destinate, secondo una scala di priorità, a progetti di valenza sociale e scolastica, rispetto a tutte le altre iniziative in campo ricreativo, pubblicitario e di immagine, di bonus e contributi vari, di commemorazioni e di festeggiamenti variegati per adulti.
Fatta questa doverosa premessa, desidero sottoporre alla sua attenzione, e successivamente all’attenzione della commissione consiliare da lei presieduta, la necessità di garantire per tutto il periodo estivo, dal termine della scuola fino all’inizio del nuovo anno scolastico, la possibilità per i minori di partecipare alle attività dei centri diurni estivi, finora garantiti dagli oratori dal mese di giugno alla fine di luglio.
Come più volte ricordato, non tutti i ragazzi vanno in vacanza nel mese di agosto, per un intero mese. Si evidenzia pertanto la necessità di garantire l’organizzazione del tempo libero e la preparazione scolastica (compiti delle vacanze) in attesa dell’inizio della scuola, in particolare per coloro che hanno entrambi i genitori al lavoro e che hanno limitate risorse economiche.
In commissione abbiamo sentito la proposta formulata dall’assessore ai Servizi Sociali, dr Cesare Crespi, al fine di garantire la prosecuzione delle attività oratoriane, previo accordo di collaborazione con gli oratori stessi, dal 25 luglio al 10 agosto.
Di questa proposta, che abbiamo apprezzato, dopo un questionario distribuito nelle scuole, si è persa ogni traccia, senza che nessuno dei consiglieri-commissari fosse stato informato in merito agli sviluppi della situazione.
Credo che allo stato attuale sia troppo tardi per organizzare al meglio un centro estivo diurno per minori nel mese di agosto.
In ogni caso, al più tardi nel mese di settembre, le chiedo di convocare la commissione Affari Sociali per informare anzitutto i consiglieri sulla mancata iniziativa che avrebbe dato la possibilità di prolungare le attività ludico-ricreative per i minori fino al 10 agosto, ma soprattutto per programmare l’attività ludica per l’estate 2009, alla presenza dei responsabili oratoriani e di tutti coloro che operano in città nel campo educativo-ludico-ricreativo per minori. Con l’occasione, in attesa di cortese riscontro, invio cordiali saluti.