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sabato 19 febbraio 2011

Ci hanno venduto pure i gioielli di famiglia!


COME VOLEVASI DIMOSTRARE!
LEGA E PDL LA FANNO DA PADRONI

Grandi giri di parole e acrobazie linguistiche e mentali non sono bastati a capovolgere una realtà che era chiara sin dall’inizio e che è stata confermata dalla lettura del rogito notarile del 27 dicembre scorso: la biblioteca Frera è stata venduta alla Seprio. L’Amministrazione comunale è stata quindi sbugiardata dallo stesso atto che è andata firmare: non può infatti definirsi in altro modo se non come compravendita la cessione di un bene da un soggetto ad un altro a fronte del pagamento di un prezzo.

Per questo motivo, e per il fatto che essendo già stato effettuato (a tempo di record) il passaggio di proprietà non è più possibile chiedere la sospensiva della delibera da noi impugnata, non riassumeremo il giudizio avanti al Tar di Milano. Non riteniamo inoltre che sia il caso fornire pretesti all’Amministrazione per buttare altri soldi in spese legali: il ricorso al Capo dello Stato da noi promosso non costava nulla mentre la semplice mossa di portare inutilmente la questione al Tar è già costata a tutti i tradatesi 3.000 euro.

Restano comunque tutti i dubbi su una operazione nebulosa, escogitata solo per aggirare il patto di stabilità, e dai vantaggi finanziari per le casse comunali e della Seprio ancora tutti da dimostrare.

Luca Carignola, Luigi Luce, Piergiorgio Campanini, Pino Scrivo,

Gianluigi Margutti, Massimo Tagliabue e Carlo Uslenghi

mercoledì 19 maggio 2010

«Sciacalli» ora li definisce il sindaco della Lega di Tradate...

C'ERA UNA VOLTA UN AVVOLTOIO

Riceviamo e pubblichiamo
Potrebbe iniziare proprio così il racconto di questa storia, con fatti e misfatti che a volte si consumano all’interno del palazzo municipale, nella stanza dei bottoni, dove il potere celebra ogni giorno se stesso.
Torniamo indietro nel tempo, un salto di ben otto anni.
Era il 17 luglio 2002, nel mio ruolo di consigliere comunale della lista civica Città Nuova scrissi alla Corte dei Conti, chiedendo se fosse giusto che dalle casse comunali venivano legittimamente sottratti soldi per pagare le rate di un mutuo per qualcosa che, allora, c’era solo sulla carta, la piscina comunale.
Insomma, per quale motivo, per quale ragione, da una parte si dovevano pagare obbligazioni per un debito, e dall’altra si tardava a definire un percorso che avrebbe portato poi alla costruzione della piscina, purtroppo passata di mano, dal Comune al privato ?
Chi esercitava il controllo sull’intera operazione, la costruzione della piscina comunale ?
Quali controlli il Comune si è forse dimenticato di attuare per avere la complessa situazione monitorata?
Ci sono stati eventuali danni erariali a danno della collettività ?
Queste domande le posi, appunto, alla Corte dei Conti.
Dopo sette anni, esattamente l’11 giugno 2009, in apertura di consiglio comunale, il sindaco introdusse le sue comunicazioni parlando di avvoltoi (ora diventati sciacalli !) che si aggiravano sui cieli del palazzo municipale, e che, a suo parere, con azione delatoria, informavano gli organi di giustizia contabile su quanto avveniva tra le mura degli uffici comunali.
Il sindaco, con soddisfazione, informava così il consiglio comunale che l’esposto presentato alla Corte non era stato accolto dalla Corte stessa.

Ma sulla piscina, per avere chiarimenti, non si sono mossi solo sprovveduti consiglieri comunali di minoranza, infima razza di avvoltoi !
Infatti l’Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici, in data 29 ottobre 2003, aveva censurato la condotta del Comune di Tradate per l’ “eccessiva tolleranza accordata” nei rapporti con l’impresa costruttrice della piscina comunale.

Il Comune aveva presentato ricorso al TAR contro la censura dell’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici, ottenendo un successo in seguito all’istanza presentata.
L’Autorità di Vigilanza, a sua volta, presentò ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza “assolutoria” del TAR, ed arriviamo così ai giorni nostri...

Cosa ha scritto il Consiglio di Stato nella sentenza n. 2503 del 3 maggio 2010?
Ecco in sintesi la decisione: è inammissibile il ricorso del Comune di Tradate, avverso la deliberazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici in cui è stata sottoposta a censura la condotta del Comune per l’ “eccessiva tolleranza accordata” nei rapporti con l’impresa, ed è stata contestualmente disposta da parte del Consiglio di Stato la segnalazione della questione alla Procura della Corte dei conti per gli eventuali accertamenti di competenza.
Per caso il sindaco ne ha dato notizia ? Assolutamente no ! E se ne guarda bene di farlo !
Del resto il Comune è una sorta di dependance della sua azienda !
Sono gli avvoltoi che visitando il sito www.unitel.it, cliccando sulla finestra con la scritta: “Sentenze commentate da Sonia Lazzini”, al n. 14, hanno trovato, appunto, la sentenza del Consiglio di Stato, che convalida la censura al Comune di Tradate per l’eccessiva tolleranza accordata nei confronti dell’impresa che aveva iniziato la costruzione della piscina e mai portata a termine.
Noi avvoltoi crediamo che c’è un principio che tutti devono rispettare, a partire dai politici eletti: la trasparenza!
Per questo continueremo nella nostro ruolo istituzionale di controllo e vigilanza, a tutela degli interessi dell’intera comunità civica.
Carlo Uslenghi,
consigliere comunale


UN COMMENTO GIURIDICO
E’ inammissibile un ricorso di un Comune avverso una deliberazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici in cui è stata sottoposta a censura la condotta del Comune per l’ “eccessiva tolleranza accordata” nei rapporti con l’impresa ed è stata contestualmente disposta la segnalazione della questione alla Procura della Corte dei conti per gli eventuali accertamenti di competenza.
L’art. 4, L. n. 109 del 1994, riconosceva all'Autorità poteri di vigilanza sull'intero sistema dei lavori pubblici
Né la natura non provvedimentale delle determinazioni assunte dall'Autorità può essere desunta dalla circostanza per cui la stessa Autorità stessa ha "dichiarato" l’ “eccessiva tolleranza accordata” dal Comune nei rapporti con l’impresa, essendo comunque mancata ogni concreta determinazione incidente sia sugli atti adottati che sui comportamenti tenuti.
Con la sentenza impugnata il primo giudice ha accolto il ricorso proposto dal Comune di Tradate avverso la deliberazione assunta il 29 ottobre 2003 dal Consiglio dell’Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici (di seguito: Autorità) e la relativa nota di comunicazione, con cui in esito all’esame dell’accordo transattivo, intercorso tra l’amministrazione comunale e l’impresa “Il ALFA s.r.l.” in relazione ai lavori per la costruzione della piscina comunale, è stata sottoposta a censura la condotta del Comune per l’ “eccessiva tolleranza accordata” nei rapporti con l’impresa ed è stata contestualmente disposta la segnalazione della questione alla Procura della Corte dei conti per gli eventuali accertamenti di competenza.
Nel dettaglio, il primo giudice, disattesa l’eccezione di inammissibilità dedotta dall’Autorità, ha accolto il ricorso reputando l’atto impugnato illegittimo in quanto non preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, oltre che, conseguentemente, per ritenuto difetto di istruttoria.
Propone gravame l’Autorità ritenendo l’erroneità della sentenza impugnata di cui chiede l’annullamento.
Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo di appello del Consiglio di Stato?

Il ricorso va accolto.
Ritiene, invero, il Collegio che meriti accoglimento il primo motivo di gravame con cui l’Autorità deduce l’erroneità della sentenza appellata laddove ha disatteso l’eccezione di inammissibilità dalla stessa Autorità dedotta in primo grado con riguardo al ricorso introduttivo.
Il Collegio condivide, invero, l’assunto della natura non provvedimentale dell’atto impugnato in primo grado, come tale privo di reale e concreta attitudine lesiva.
Giova, al riguardo, considerare che l’art. 4, L. n. 109 del 1994, riconosceva all'Autorità poteri di vigilanza sull'intero sistema dei lavori pubblici.
E’ sufficiente fare riferimento alle specifiche disposizioni contenute nei commi primo (" al fine di garantire l'osservanza dei principi di cui all'art. 1, comma 1, nella materia dei lavori pubblici..."), quarto ("...vigila sull'osservanza della disciplina legislativa e regolamentare in materia, verificando ... la regolarità delle procedure di affidamento dei lavori pubblici...") e sesto ("...può richiedere ... può disporre...") del citato articolo 4 perché si possa desumere la titolarità, in capo all’Autorità, di un potere di vigilanza sull'intero sistema dei lavori pubblici, dovendo la stessa assicurare l'osservanza dei principi di efficienza, efficacia, tempestività, trasparenza e correttezza nella materia dei lavori pubblici.
Ciò posto, il potere di vigilanza concretamente esplicato nei confronti dell’appellato non può aver prodotto conseguenze lesive della sua sfera giuridica, avendo l'Autorità espresso sostanzialmente un proprio "avviso" sulla vicenda, inidoneo, in quanto tale, a recare direttamente ed immediatamente alcun pregiudizio.
Né la natura non provvedimentale delle determinazioni assunte dall'Autorità può essere desunta dalla circostanza per cui la stessa Autorità stessa ha "dichiarato" l’ “eccessiva tolleranza accordata” dal Comune nei rapporti con l’impresa, essendo comunque mancata ogni concreta determinazione incidente sia sugli atti adottati che sui comportamenti tenuti.
In conclusione, non avendo gli atti impugnati natura provvedimentale, siccome consistenti in null'altro che in un contributo utile all'orientamento dei comportamenti degli operatori del settore dei lavori pubblici, deve concludersi per l’inammissibilità del ricorso proposto in primo grado.
Alla stregua delle esposte ragioni va quindi accolto il gravame e, per l’effetto, previo annullamento della sentenza impugnata, va dichiarato inammissibile il ricorso proposto in primo grado.

A cura di Sonia Lazzini

lunedì 10 maggio 2010

La Corte dei Conti a Tradate. Atto secondo!

IL «CONTROLLO ANALOGO?»
Non è una chiacchierata tra consiglieri,
signor Sindaco!

«La Corte dei conti fu istituita agli albori dello Stato unitario (legge 14 agosto 1862, n. 800), perchè vigilasse sulle amministrazioni dello Stato, così da prevenire ed impedire sperperi e cattive gestioni. In questa funzione, la Corte dei conti assunse la veste di una "magistratura", essendo emersa - secondo la storica affermazione di Camillo Benso conte di Cavour - la assoluta necessità di concentrare il controllo preventivo e consuntivo in un magistrato inamovibile».
La Corte è arrivata a Tradate!
Due documenti: una mozione (proposta da Carlo Uslenghi, di Città Nuova) tesa a mettere ordine nella Seprio Servizi - che non relaziona con metodo nè regolarità al Consiglio Comunale - e una interrogazione (presentata da Gianluigi Margutti, del gruppo consiliare Unione Indipendente) per conoscere i veri motivi dell’intervento della Corte dei Conti nella vicenda.
La nostra opinione? Candiani (e la sua «accodata» truppa politica leghista e dei rimasugli del PdL) diranno che tutto è a posto e che sarà sufficiente incontrarsi ogni tanto in commissione bilancio – senza regole né metodo tracciato – per parlare (perdere tempo, quindi) della Seprio.
Come è caduta in basso la Amministrazione del Comune.
Pare però che ai cittadini, vada bene così, anche se il Comune non rimborsa l’IVA non dovuta sulla Tia, anche se continuano a costruire e a rovinare con continuo cemento la città, anche se si sprecano i soldi in questioni altamente inutili, come la pista del ghiaccio, la vigna per il futuro vino del «pissarell», in fuochi artificiali, per proporre e progettare improbabili pinacoteche padane, eccetera. A breve proporremo l’elenco degli sprechi. Ma basterebbe cliccare qui: ne troverete moltissimi (di Tradate e no) da noi denunciati!

Ecco la mozione di Carlo Uslenghi
Oggetto: mozione consiliare sull’integrazione dello statuto della Società Seprio
Patrimonio Servizi srl, relativa al regolamento per il “controllo analogo”.

Ai sensi dell’art. 29, comma 4, del Regolamento del Consiglio Comunale, presento la seguente mozione in ordine all’oggetto:

“Il Consiglio Comunale,

ritenuto necessario adempiere pienamente ai propri compiti istituzionali di indirizzo e di controllo, anche in merito al cosiddetto “controllo analogo”, da esercitare nei confronti della propria società partecipata, Seprio Patrimonio Servizi srl;

ribadito il principio della trasparenza, del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa, da attuare nelle forme previste dalla normativa vigente, al fine di ottemperare al mandato elettivo nell’esclusivo interesse della civica comunità;

considerato improcrastinabile formalizzare, secondo un protocollo normativo, l’esercizio del cosiddetto “controllo analogo” nei confronti della società partecipata, Seprio Patrimonio Servizi srl;

richiamata la propria deliberazione in data 15 maggio 2006, n. 24, di approvazione dello statuto della società patrimoniale;

delibera

1) di modificare lo statuto della Società Seprio Patrimonio Servizi srl ,come
segue: aggiungere l’art. 11bis avente per titolo: “Regolamento per l’indirizzo
e il controllo da parte dei soci”;

2) di approvare il regolamento per l’indirizzo e il controllo da parte dei soci
secondo quanto previsto dall’allegato A) alla presente mozione.”

Il consigliere proponente
f.to Carlo Uslenghi



Ecco la interrogazione di Gianluigi Margutti

* Al signor Sindaco
* Al signor Segretario Generale e Direttore Generale del Comune

Oggetto: interrogazione a risposta scritta – (ai sensi del regolamento consiliare)

Nella vostra rispettiva veste di capo della Amministrazione comunale e di Responsabile dei servizi sopra indicati

interrogo per conoscere

* i motivi formali della vostra «convocazione-incontro-audizione» presso la Corte dei Conti, notizia da me appresa leggendo la stampa in data odierna.

* Nel contempo cortesemente chiedo di avere copia della lettera di «convocazione-incontro-audizione» per poter essere personalmente edotto sulla rilevanza della stessa, anche perchè da parte mia ho sollecitato nel passato la stessa Corte per alcune questioni amministrative che non trovavano risposte da parte della vostra Amministrazione, quale la situazione del personale presso la Seprio Servizi srl e la assenza del «controllo analogo».

* Chiedo di conoscere in quale specifica situazione la Corte dei Conti (e per quali periodi) abbia preso quale riferimento «esemplare» la Amministrazione Comunale di Tradate così come avrebbe dichiarato il Sindaco: «La Corte dei Conti da cinque anni considera il Comune di Tradate come esempio e capita che ogni tanto vengano a studiare i nostri documenti contabili».
In tale evenienza personalmente sarò perfettamente soddisfatto.

* Chiedo infine quali specifiche richieste o contestazioni siano state avanzate dalla Corte dei Conti in merito alla Società Seprio Patrimonio Servizi srl, anche perchè il sottoscritto richiede (da tempi oramai lontani) che sia regolamentato il controllo da parte del Consiglio Comunale sulla stessa società, mediante report almeno trimestrali (vedasi mia dichiarazione di voto nel consiglio comunale dello scorso anno, aprile 2009); solo recentemente e con un’urgenza quasi sospetta si sta attivando il procedimento per il cosiddetto «controllo analogo», prima aggirato e/o vanificato.
In attesa, ringrazio e porgo distinti saluti,
Gianluigi Margutti
consigliere comunale di Unione Italiana
Riportiamo anche l'allegato alla mozione di Carlo Uslenghi, perchè potrebbe essere utile come approfondimento a coloro che seguono più da vicino la amministrazione pubblica

Allegato A)

REGOLAMENTO PER L’INDIRIZZO E IL CONTROLLO DA PARTE DEI SOCI AI SENSI DELL’ART. 11BIS DELLO STATUTO.

Indice
art. 1 – Oggetto e definizioni
art. 2 – Composizione del comitato di controllo
art. 3 – Competenze
art. 4 – Documenti da inoltrare al comitato di controllo
art. 5 – Modifiche del regolamento


art. 1 – Oggetto e definizioni
1. Il presente regolamento, previsto dall’art. 11bis dello statuto della Società, disciplina l’esercizio del controllo analogo che l’attuale Socio unico, rappresentato dal Comune di Tradate, esercita sulla Società stessa, individuando e definendo le modalità, nel rispetto della normativa vigente di riferimento e all’evoluzione giurisprudenziale amministrativa e comunitaria.
2. La Società rappresenta un “bene strumentale esterno” dell’attuale Socio unico, che se ne avvale per il perseguimento dell’interesse pubblico secondo parametri di efficienza, efficacia, economicità, ai sensi di quanto previsto dalla legge 241/90, e nel rispetto del principio di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa così come sancito dell’art. 97 della costituzione.
3. Il controllo è effettuato nella forma dell’indirizzo (controllo preventivo), del monitoraggio (controllo contestuale), e della verifica (controllo finale), sia attraverso l’assemblea ordinaria, sia attraverso il Comitato di controllo che si configura nell’attuale Commissione consiliare Finanze e Bilancio.
4. Altre modalità di controllo e verifiche, con i corrispondenti obblighi per la Società, possono essere previste negli eventuali contratti di servizio che, in ogni caso, devono prevedere il potere per l’attuale Socio unico, il Comune di Tradate, di effettuare verifiche ed ispezioni periodiche presso la sede sociale e nei luoghi di svolgimento del servizio, ai fini di controllarne la regolarità, il raggiungimento e il mantenimento della sua qualità.

art. 2 – Composizione del Comitato di controllo
1. Il Comitato di controllo è rappresentato nella sua composizione e funzioni dalla Commissione consiliare Finanze e Bilancio del Comune di Tradate.
2. Il funzionamento del Comitato di controllo segue quanto prescritto dal Regolamento del Consiglio Comunale di Tradate in ordine alla composizione e funzionamento delle commissioni consiliari permanenti.
3. Il Responsabile del Servizio Finanze del Comune di Tradate o suo delegato, assume il ruolo di segretario del Comitato di controllo.

Art. 3 – Competenze
1. Al Comitato di controllo sono assegnati i compiti e le funzioni previste nel presente regolamento, fatte salve le funzioni istituzionali di controllo ed indirizzo previste dalla legge per i consiglieri comunali.
2. Il Comitato controlla lo stato di attuazione degli obiettivi, risultanti dai piani strategici, economici, finanziari ed industriali di breve e lungo periodo della società, così come approvati ed autorizzati dai competenti organi della società, anche sotto il profilo dell’efficacia, efficienza ed economicità della gestione; a tale scopo la Società deve inviare al Comitato, con cadenza quadrimestrale, una relazione predisposta dall’Amministratore Unico o dal Consiglio di Amministrazione, corredata dal parere dell’organo di revisione sull’andamento economico, patrimoniale, finanziario, nonché sull’andamento gestionale, di indebitamento, e sulle previsioni a breve e medio termine.
3. Il Comitato, esaminate le suddette relazioni, può approvare pareri di indirizzo sulle modalità di gestione economica, patrimoniale e finanziaria della società ,da inoltrare alla Giunta e al Consiglio Comunale.
4. Il Comitato acquisisce una relazione predisposta dall’Amministratore Unico o dal Consiglio di Amministrazione, da inviarsi nel primo semestre dall’approvazione del bilancio, che illustri le operazioni compiute ed i provvedimenti adottati in attuazione di quanto stabilito nella relazione previsionale, motivando, in particolare, gli eventuali scostamenti verificatesi rispetto alla spesa preventivata.
Anche in tale caso il Comitato può approvare pareri di indirizzo dal inoltrare alla Giunta e al Consiglio Comunale.
5. Il Comitato, in ogni caso, esprime tutti gli indirizzi ed i pareri che ritiene necessari per l’esercizio del potere di controllo sulla società e per il regolare andamento gestionale, economico e finanziario della società.
6. Per l’esercizio del controllo, il Comitato ha accesso a tutti gli atti della Società.
Art. 4 – Documenti da inoltrare al Comitato
1. Al fine di esercitare il corretto esercizio del controllo demandato al Comitato, deve essere inviata al Comitato medesimo, attraverso la segreteria del Comitato, copia della sotto elencata documentazione:
- Verbali di deliberazione dell’Assemblea dei soci, entro cinque giorni dalla
data di riunione dell’Assemblea stessa;
- Atti relativi all’istituto dell’autorizzazione preventiva di cui all’art. 2364 , comma 1, n. 5. del Codice Civile;
- Atti relativi ad ogni operazione immobiliare;
- Atti relativi all’assunzione di mutui, concessione di avvalli, fideiussioni, ipoteche e altre forme di garanzia,
- Atti di spesa più importanti, programmazione degli obiettivi;
- Atti relativi alla dotazione organica e sue variazioni;
- Atti di regolamentazione.
2. Il Comitato può chiedere l’audizione, al fine di eventuali approfondimenti della documentazione ricevuta, degli organi della società e del rappresentante dell’attuale Socio Unico in seno all’Assemblea dei soci.

Art. 5 – Modifiche del regolamento
1. Qualora la Società Seprio Patrimonio Servizi srl fosse partecipata da altri soci, oltre all’attuale socio unico, rappresentato dal Comune di Tradate, sarà modificato l’art. 2 del presente regolamento, relativo alla composizione del Comitato di controllo.
2. Ogni modifica del presente regolamento è approvata dall’organo istituzionale fonte primaria di deliberazione.

venerdì 4 dicembre 2009

Cronaca dal Consiglio Comunale di Tradate

LA MAGGIORANZA 'CELTICA' HA PERSO GIOCANDO IN CASA!

Calcisticamente potremmo dire che hanno perso in casa. La maggioranza Lega/FI/AN (la chiamiamo cosi, perche tale è) ha preparato male la serata, l’ha gestita peggio, in modo svogliato e sciatto e non ha saputo nascondere i contrasti, al limite ormai dell’insopportabilità fisica e personale, tra le due componenti del PDL tradatese (AN e FI), perdendo decisamente il confronto con la pattuglia per una volta al completo della composita, ma agguerrita e preparata minoranza.
L’ultima tornata di variazione al bilancio dell’anno 2009 ha dato modo a Carlo Uslenghi e Giuseppe Scrivo di 'fare le pulci' ai conti del Comune con proposte semplici e di buon senso, risparmiose ed adatte per un bilancio in sofferenza, che quadra a fatica l’obiettivo di restare nel “patto di stabilità 2009”, rimandando al 2010 il pagamento di fatture scadute dei fornitori per 2 milioni di Euro. L'intervento di Gianluigi Margutti sugli sprechi (come la pista di pattinaggio sul ghiaccio, costata oltre 120 mila euro e che mangia enormi cifre mensili di energia elettrica) ha lasciato senza fiato quelli della maggioranza. Nessuno ha replicato!
Al Vicesindaco Pipolo, chiamato a relazionare sul piano di diritto allo studio per l’anno scolastico 2009/2010, in sostituzione del collega Renna assente, l’argomento “scuole” risulta ostico al limite dell’intelleggibilità. Il punto passa con voto unanime, ma non porta fortuna al nostro…”aspirante direttore” del periodico comunale in attesa di approvazione dell’Ordine dei giornalisti (c'è stato un animatissimo 'fuori onda' tra Margutti e lo stesso Pipolo, visibilmente alterato, perchè colto ancora una volta fuori posto... Un consiglio: non insistere Margutti a sparare contro la crocerossa; è un confronto impari! n.d.r.).
La convenzione da rinnovare con i Comuni di Induno, Malnate e Binago (Progetto SISCOTEL) per la gestione dei Sistemi informatici, positivamente sperimentata da anni non fa fare bella figura nemmeno all’assessore Bonasso, che non conosce neppure quanto costa questo servizio. “Al pensionamento, del tutto prevedibile del funzionario tradatese del settore non si ha per il momento una proposta compiuta per il Consiglio comunale,” chiosa Uslenghi senza far sconti alla Giunta.
La messa a gara del servizio di distribuzione del gas per il periodo successivo al 31/12/2009 porta il Comune di Tradate a dover far di conto con le prescrizioni del decreto Letta e della legge Marzano. Una svolta che riguarderà tutti i comuni ed i cittadini, una tappa nel processo di liberalizzazione dei servizi di “utilità pubblica” che coinvolgerà le amministrazioni a partire dal recentissimo decreto Ronchi sulla gestione dell’acqua.
Il punto sette dell’odg.tanto atteso per l’enfasi attribuita dalla Lega, dal suo Sindaco e Segretario Provinciale Candiani, che ne ha fatto punto d’onore della sua militanza nel 'movimento', propone la modifica dello Statuto comunale tradatese con un 'preambolo' inneggiante alle radici greco-romane, insubri, celtiche e cristiane… mediante una 'mozione'. Lo stop, che sarebbe dovuto per vizio di forma e di sostanza da parte del Segretario comunale dott. Carmela Pinto (…una mozione non può modificare uno Statuto… ) è 'fischiato' questa volta del consigliere Avv. Bascialla (AN), che dà il via ad un vero 'mitragliamento' da parte di tutti i consiglieri di minoranza. Serve a poco il contingentamento dei tempi da parte del Presidente del Consiglio Tonazzo: Scrivo, Carignola, Margutti con un documentato intervento sulle origini della città di Varese e dell’Insubria, Luce e Tagliabue stroncano la paginetta preconfezionata da Candiani. Doppio errore per la Giunta, di forma e sostanza. La 'mozione'dei Celti dovrà ripassare per la Commissione Affari istituzionali…e recuperare cammin facendo anche i Longobardi…dei quali non si può fare a meno.
Il verdetto del campo questa sera è pesante… SI E’ PERSO GIOCANDO IN CASA
Cronista sportivo

domenica 4 ottobre 2009

Tradate, il Consiglio Comunale (1)

CRONACA DI UNA BRUTTA SERATA
Riceviamo e pubblichiamo

Rubando qualche ora al sonno, vi mando questo resoconto. In tanti anni di frequentazione del Consiglio Comunale, MAI mi era capitata un'esercitazione meglio riuscita di pressapochismo. CHE VERGOGNA!!! Qualche volta come le....formiche si INCAZZANO. Ciao (mail firmata).
COSI’ LA NAVE VA A FONDO
Questa l’opinione prevalente tra lo scarso pubblico presente ad una serata impegnativa di Consiglio comunale tradatese. Temi di rilievo, mal…trattati con improvvisazione, pressapochismo, scarso rispetto dell’Istituzione Comune, delle norme di legge e dei regolamenti, della professionalità e del rigore necessario per gestire l’Ente comune e la cosa pubblica.
L’Assessore al Bilancio dott. Davide Fratus, l’unico a salvare la credibilità della Giunta in serata, ha illustrato con puntualità le variazioni ed i difficili equilibri di bilancio che, anche per il 2009 consentiranno a Tradate, attingendo a piene mani dagli Oneri di Urbanizzazione, di rispettare il Patto di Stabilità imposto dalla Finanziaria governativa agli enti locali. Un lavoro apprezzato che ha saputo conquistare l’astensione sui documenti finali sia del Dott. Tagliabue (osservato speciale delle serata dopo la recente costituzione di un gruppo consigliare autonomo da Forza Italia di Tradate insieme con il Dott. Margutti) che del consigliere Uslenghi di Città Nuova.
Colpo di scena sulla nomina dei Revisori contabili: in palese violazione di quanto previsto dal Regolamento di Contabilità del Comune, l’elenco dei candidati ammissibili alla votazione NON RISULTAVA ESSERE STATO ESPOSTO ALL’ALBO PRETORIO. Alla richiesta in merito di Uslenghi l’imbarazzatissima segretaria comunale Dott. Carmela Pinto replicava interpretando… estensivamente la normativa, rimandando all’autonoma decisione dell’Assemblea civica la facoltà di procedere nonostante una violazione apparsa a tutti evidente.
Dalla successiva votazione, usciti dall’aula le minoranze e Tagliabue, ennesima scivolata dell’Amministrazione comunale. Non avendo indicato, come da regolamento tra i professionisti votati la funzione di Presidente del Collegio dei Revisori, a scrutinio concluso il Presidente del Consiglio Tonazzo decideva per l’annullamento della votazione effettuata, la sospensione del punto all’Ordine del Giorno ed il passaggio ai successivi punto di tema urbanistico (Tonazzo non "c'azzecca" proprio con leggi e norme: per annullare una delibera ci vuole un'altra delibera; per invertire l'ordine del giorno ci vuole il consenso del Consiglio: insomma, da dove sbuca fuori costui? n.d.r.). Procedura del tutto inusuale, non votata dall’Assemblea, motivata nei fatti dalla necessità di predisporre nuove schede per la votazione (che il capogruppo leghista Mario Clerici con pazienza andava compilando a mano quale PRO MEMORIA per tutti i quattordici consiglieri della maggioranza rimasti in aula. Sono così incapaci????).
Estremamente sintetica e svogliata l’illustrazione del Sindaco Candiani sui temi urbanistici, vuoi per il Piano di Recupero di via Manzoni, (con problemi per la viabilità ed i marciapiedi) che per quello di via Melzi (votato all’unanimità) per l’ultimo di via Micca ad Abbiate(votato solo dalla maggioranza)... Si riprova poi ad eleggere i Revisori. Al secondo tentativo, con qualche ulteriore indecisione lo scrutinio permette di eleggere i revisori per il prossimo triennio.
Non sono finiti gli inciampi della serata. L’importante punto riguardante la nuova legge sulla casa recentemente votata dalla regione Lombardia(L.13/2009) sembra non essere stata ancora ben digerita a Tradate. Fissati i vincoli che ne impediscono l’applicazione nei centri storici (zone A/1 e A/2), nelle zone commerciali ed industriali, si è deciso di non decidere per tutto il resto…..in attesa di norme interpretative meglio definite e nuovi convegni d’approfondimento.
QUALCUNO PENSA CHE LA NAVE VADA… NOI PENSIAMO CHE VADA A FONDO.

MA CHE SI INABISSI E IN FRETTA, CON SANSONE E TUTTI I FILISTEI! CE LO AUGURIAMO PER TRADATE!

venerdì 31 luglio 2009

Qui Tradate, dove le norme, come la donna, sono mobili!

BELLI I TEMPI IN CUI
GLI ATTI COMUNALI ERANO SOTTOPOSTI AI CONTROLLI!
ORA INVECE CHI CONTROLLA?
A CHI SPETTA?

Riceviamo e pubblichiamo
Vorrei portare a conoscenza dei lettori del blog, per un momento di simpatica lettura estiva, due stravaganti ”avvisi ai naviganti” in cerca di assunzioni pubbliche…
Gli avvisi sono stati sottoscritti dal responsabile dei Servizi urbanistici del Comune di Tradate, con lo scopo di trovare un professionista a cui affidare un incarico di consulenza-collaborazione presso lo Sportello Unico Attività Produttive.
Come si può notare, nel primo avviso, in data 1 luglio 2009 (clicca qui) si annuncia una selezione pubblica, della quale non si conosce a quale normativa, legge e regolamento, si faccia riferimento, in relazione ad un incarico esterno all’ente. Una sorta di avviso fantasia, libero e creativo…

La legge a cui fare riferimento, ci permettiamo di richiamarla, è il decreto legislativo 165/2001, all’art. 7, commi 6 e 6bis, qui riportati:
“Comma 6): Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità:
a) l'oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell'amministrazione conferente;
b) l'amministrazione deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;
c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata;
d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione”;

“Comma 6bis): Le amministrazioni pubbliche disciplinano e rendono pubbliche, secondo i propri ordinamenti, procedure comparative per il conferimento degli incarichi di collaborazione”.
L’avviso è rimasto esposto 10 giorni; poi è seguito un secondo avviso, in data 23 luglio 2009, relativo all’affidamento dell’incarico in cui si fa riferimento all’art. 122 del codice dei lavori pubblici sottosoglia comunitaria (!), che recita:
“Ai contratti di lavori pubblici sotto soglia comunitaria non si applicano le norme del presente codice che prevedono obblighi di pubblicità e di comunicazione in ambito sovranazionale. Le stazioni appaltanti possono ricorrere ai contratti di cui all'articolo 53, comma 2, lettere b) e c), qualora riguardino lavori di speciale complessità o in caso di progetti integrali, come definiti rispettivamente dal regolamento di cui all'articolo 5, ovvero riguardino lavori di manutenzione, restauro e scavi archeologici”.
Qualcuno direbbe che “ci azzecca” il codice dei lavori pubblici con un incarico di collaborazione per pratiche interne/autorizzazioni di un ufficio comunale!
Lasciamo pertanto ai lettori del blog, come compiti delle vacanze, trovare la soluzione di come è avvenuta l’assunzione a 50euro/ora, in base a quali norme, così completeremo l’avviso.
Dunque buon lavoro e buone vacanze estive.
Carlo Uslenghi,
capogruppo consiliare lista civica “Città Nuova”

lunedì 13 luglio 2009

l'altro Piano di Governo del Terriorio - terza puntata

Aggiornamento Bozett + intervento Uslenghi
Abbiamo ricevuto commenti e segnalazioni via mail che segnalavano interessanti aggiornamenti sulla foto aerea del rione Bozett. In effetti oltre a via Sant'Ambrogio, è da segnalare il cantiere (ci dicono avviato) in via Albisetti. Proprio davanti alla attuale caserma, invece, ci hanno segnalato (in effetti lo ricordiamo) un orto, in via Passerini: oggi in quell'orto sorge una palazzina di 3 piani (o 4?). Poi pare abbastanza probabile l'apertura di un cantiere nel parco di Villa Castiglioni. Dopo Villa Inzoli, Villa Mayer e Villa Taccani...i parchi delle ville ci piacciono senza alberi!;-)
> per vedere meglio la foto basta cliccarci sopra!

Servono soldi, sempre più soldi!
Da dove arrivano ?
Dagli oneri di urbanizzazione !
Dunque.......... costruire, costruire, costruire !

I soldi poi vengono girati alla Seprio Patrimonio Servizi per realizzare le opere pubbliche con minore spesa, maggiore qualità, minor tempo di realizzazione, così dovrebbe essere secondo le intenzioni dei pubblici amministratori!

Le opere pubbliche, in particolare quelle visibili, eleganti e raffinate, costose e faraoniche, originali ed irripetibili, creano immagine, fondamento dell'attuale società, e l'imamgine porta voti, molti voti.....

Il Piano di Governo del Territorio (PGT), a cui dovrebbe partecipare la città nella sua elaborazione di principi, finalità e di scelte fondamentali, non farà altro che constatare ciò che ormai è avvenuto: montagne di cemento !

Purtroppo la pianificazione (devastazione) del territorio è irreversibile: tutto ciò che è stato fatto resterà così fino alla fine dei tempi, con tutto ciò che ne consegue in termini di qualità della vita per le persone che non sono animali da batteria (non dovrebbero esserci nemmeno questi!), ma uomini e donne che vivono emozioni e sentimenti, bellezza e stupore, dunque la ricchezza dell'ambiente naturale, e non solo i desideri, seppur legittimi, se l'uso è corretto ed equo, di portafoglio e potere.

Quale Tradate dunque per un presente vivibile, di qualità della vita, di fruibilità dei servizi, di relazioni aperte alle sfide del mondo contemporaneo, dalle culture alle dinamiche sociali ed economiche, quale valore della natura riconosciuto e tutelato per la percezione che ognuno di noi ha degli spazi, della salubrità dell'aria, delle acque, della terra ?

Purtroppo la risposta a questa domanda risulta oggi davvero difficile!

venerdì 5 giugno 2009

Un'ottima proposta: vediamo se il Palazzo la accetterà

CONSULENZE?
SI', ANCHE... MA...
Riceviamo e pubblichiamo
Cara AltraTradate, vorrei partecipare allo spazio messo a disposizione sul vostro blog per informare di un'iniziativa regolamentare, proposta insieme al collega consigliere comunale Giuseppe Scrivo del gruppo consiliare "Ulivo per Tradate".
Si tratta di un regolamento che, a nostro parere, se perfezionato con il contributo di tutti i consiglieri, di maggioranza e di minoranza, e successivamente approvato dalla Giunta Comunale (per legge è infatti sua la competenza), garantirebbe il principio di trasparenza, concorrenza, rotazione, selettività, in merito agli incarichi esterni che il Comune, e la sua società partecipata, la Seprio Patrimonio Servizi, affidano ad esperti qualificati per consulenze, studio, ricerca, collaborazioni continuate o occasionali.
Infatti per il principio di autosufficienza organizzativa, il Comune deve far fronte alle funzioni amministrative attraverso assunzioni in ruolo con concorso pubblico.
In casi straordinari sono possibili concorsi pubblici a tempo determinato.
In casi eccezionali, è possibile affidare incarichi esterni nell'ambito delle prescrizioni di legge e regolamentari locali.
In pratica non è possibile affidare incarichi a questo o a quel collaboratore o professionista senza una comparazione di titoli e professionalità.
Abbiamo così proposto una bozza di regolamento, che ci auguriamo sia oggetto di serio confronto in sede di commissioni riunite Bilancio e Affari Istituzionali, e che successivamente la Giunta Comunali adotti con propria deliberazione.
Essere di minoranza, come i gruppi qui rappresentati, Città Nuova e Ulivo per Tradate, significa svolgere con severità la funzione istituzionale di controllo ed indirizzo, ma anche saper essere propositivi, oltre i ruoli distinti di maggioranza e minoranza consiliare, nel comune interesse per il bene della civica comunità.
Grazie per l'ospitalità.
Carlo Uslenghi, capogruppo consiliare della lista civica Città Nuova

Tradate, 3 giugno 2009
Alla cortese attenzione della Giunta Comunale
e p.c. ai componenti della Commissione consiliare Bilancio
COMUNE DI TRADATE

Oggetto: approvazione programma di incarichi di studio, ricerca e consulenza per l’anno 2009.
Proposta di nuovo regolamento per il conferimento di incarichi esterni.

Egr. Signor Sindaco,
Egr.i Signori Assessori,
Egr.i colleghi consiglieri della Commissione Bilancio,

i sottoscritti consiglieri comunali, Carlo Uslenghi e Giuseppe Scrivo, in seguito al rinvio del programma indicato in oggetto in sede di commissione Bilancio, al termine del dibattito consiliare di approvazione del bilancio comunale in data 21 aprile 2009, sottoponiamo alla vostra cortese attenzione alcune valutazioni e proposte al fine di concorrere, nell’ambito di un confronto istituzionale positivo e costruttivo tra maggioranza e minoranza, alla definizione di nuove norme regolamentari in materia di incarichi di collaborazione autonoma, conseguenti alle deliberazioni della Sezione regionale di controllo per la Lombardia della Corte dei Conti, e alle recenti modifiche introdotte dal ddl n. 1082-B/ art. 22 approvato definitivamente dal Senato in data 26 maggio 2009.

A tal fine,
- richiamato l’art. 3, comma 55 della legge 244/2007;
- viste le deliberazioni della Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Lombardia n. 37/2008 in data 4 marzo 2008, e n. 37/2009 in data 11 febbraio 2009;
- visto altresì il punto 10 della sopra indicata deliberazione n. 37/2009 che recita:
“Nel regolamento deve essere espressamente precisato che le società “In house” debbono
osservare i principi e gli obblighi fissati in materia per gli enti cui appartengono nonché criteri per il
controllo dell’Ente locale sull’osservanza delle regole da parte delle società partecipate”;
- preso atto della deliberazione di Giunta Comunale n. 65 del 13 marzo 2008, avente per oggetto:
“Integrazione regolamento sull’ordinamento generale degli uffici e servizi”;
- viste le modifiche introdotte dall’art. 22 del ddl 1082-B, approvato in via definitiva dal Senato ed in attesa di promulgazione e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale;
ritenuto necessario proporre modifiche nell’ambito di una nuova regolamentazione più organica e completa della materia;

propongono:

1) la revoca della deliberazione di Giunta n. 65/2008;
2) l’adozione da parte della giunta di un nuovo regolamento che si allega in bozza quale lavoro istruttorio;
3) la modifica delle schede relative alla programmazione per il conferimento degli incarichi da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale riportando esclusivamente le voci: Settore/Servizio………; Tipo di professionalità specialistica; Tipo di incarico (studio, ricerca, consulenza, co.co.co. ed occasionali); Motivazione generale dell’incarico; Spesa prevista.
L’occasione è gradita per inviare cordiali saluti .
(Carlo Uslenghi)
(Giuseppe Scrivo)

Allegato n. 1 al regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI ESTERNI
Art. 1 – Oggetto
1. Il presente regolamento definisce e disciplina le procedure adottate dal Comune di Tradate per il conferimento di incarichi di collaborazione autonoma per tutte le tipologie di prestazione, al fine di garantire l’accertamento della sussistenza dei requisiti di legittimità per il loro conferimento in attuazione dell’art. 7, commi 6 e 6bis, del D.Lgs. 165/2001.
2. Le disposizioni del presente regolamento sono finalizzate a definire un’organica disciplina in materia di incarichi a soggetti esterni all’Ente e a consentire la razionalizzazione delle relative spese.
3. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni che seguono, sono considerati incarichi di collaborazione autonoma tutte quelle prestazioni che richiedono competenze altamente qualificate da svolgere in maniera autonoma secondo le seguenti tipologie:
a) Incarichi di studio:
b) Incarichi di ricerca;
c) Consulenze;
d) Collaborazioni coordinate e continuative ed occasionali ad alto contenuto professionale.

4. Il contratto è espletato senza vincolo di subordinazione o sottoposizione alla potestà organizzativa, direttiva e disciplinare dell’Ente, non comporta l’obbligo di osservanza di un orario di lavoro né l’inserimento nella struttura organizzativa dell’Ente; può essere svolto nei limiti concordati anche nella sede istituzionale dell’Ente.
5. L’attività del Comune è volta a garantire uniformità alle procedure adottate nel rispetto dei principi generali di imparzialità, efficienza, efficacia, economicità, trasparenza, non discriminazione, selettività, concorrenza,rotazione, di pari opportunità.

Art. 2 – Esclusioni

1. Sono esclusi dall’applicazione del presente regolamento:
a) Gli incarichi legali di rappresentanza in giudizio e gli incarichi per attività notarili;
b) Gli incarichi relativi alla partecipazione a commissioni;
c) Gli incarichi relativi a funzioni di controllo interno;
d) Gli incarichi disciplinati dall’art. 90 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, con riferimento agli incarichi di staff presso gli organi dell’Ente e quelli riferiti all’attività di comunicazione ed informazione istituzionale;
e) Gli incarichi attribuiti a componenti di commissioni di gara e di concorso e dei nuclei di valutazione, nonché gli incarichi già disciplinati da una specifica normativa di settore.

Art. 3 – Presupposti di conferimento degli incarichi

1. I presupposti per il conferimento degli incarichi di collaborazione autonoma di cui all’art. 1 del presente regolamento sono:

a) L’assenza di professionalità idonee interne all’Ente che siano in grado di assicurare la rispondenza dei risultati agli obiettivi prefissati dai documenti e atti di programmazione dell’Ente; l’avvenuta verifica di tale circostanza deve essere specificata nella determinazione di conferimento dell’incarico da parte del responsabile di servizio, previa dichiarazione del responsabile del personale dell’Ente che attesti la mancanza di professionalità idonee interne all’Ente;
b) L’affidamento ad esperti di comprovata specializzazione anche universitaria: per tale specializzazione si individua la laurea magistrale del nuovo ordinamento o laurea del vecchio ordinamento; si prescinde dalla comprovata specializzazione universitaria nei casi previsti dall’art. 7, comma 6, del D.Lgs. 165/2001, ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore;
c) L’oggetto della prestazione deve corrispondere alle attività istituzionali stabilite dalla legge e previste nel programma approvato dal consiglio comunale ai sensi dell’art. 42, comma 2, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;
d) Gli incarichi non possono includere la rappresentanza del Comune o altre funzioni che l’ordinamento prevede come prerogative di soggetti ad esso legati da vincoli di subordinazione;
e) La prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata;
f) Devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione;
g) L’incarico deve essere previsto, con motivazione specifica, nella relazione previsionale e programmatica;
h) L’incarico deve rispettare i limiti di spesa previsti dalla programmazione annuale stabilita in sede di bilancio.

Art. 4 – Modalità di individuazione dei collaboratori

1. Il responsabile del servizio competente individua le professionalità predisponendo un apposito avviso pubblico, previa dichiarazione del responsabile del Personale dell’Ente che attesti la mancanza di professionalità idonee interne all’Ente, nel quale sono evidenziati i seguenti elementi:

a) Oggetto dell’incarico, ovvero titolo del progetto in caso di collaborazioni coordinate e continuative o occasionali ad alto contenuto professionale;
b) Specifici requisiti professionali richiesti per lo svolgimento della prestazione;
c) Durata dell’incarico;
d) Luogo dell’incarico e modalità dell’espletamento;
e) Compenso per la prestazione e tutte le informazioni connesse (periodicità del pagamento, trattamento fiscale e previdenziale da applicare, ecc…)
f) Indicazione del servizio di riferimento e del responsabile del procedimento.
2. L’avviso pubblico e l’esito della procedura sono resi pubblici tramite il sito web dell’Ente e l’albo pretorio del Comune.
3. Nel medesimo avviso è individuato un termine per la presentazione dei curricula e un termine entro il quale viene resa nota la conclusione della procedura, oltre ai criteri di assegnazione del punteggio relativo ai titoli di studio, di esperienze professionali, di pubblicazioni scientifiche, e di ogni altra qualificazione aderente alle esigenze da assolvere attraverso l’incarico da affidare.
4. Il responsabile del servizio redige, dopo la valutazione dei titoli e l’assegnazione del punteggio, la graduatoria al fine di assegnare l’incarico al primo classificato.
5. Il responsabile di servizio, se lo ritiene opportuno, può ricorrere allo svolgimento di colloqui o prove specifiche per accertare la professionalità del collaboratore; o disporre nel bando che la selezione viene effettuata da un’apposita commissione qualora la qualificazione tecnica sia particolarmente complessa.

Art. 5 – Esclusione del ricorso alla procedura comparativa

1. Si prescinde dalla procedura comparativa nei seguenti casi:

a) Quando, a seguito di svolgimento di precedente procedura comparativa, per qualsiasi motivo, l’affidamento dell’incarico non abbia avuto luogo, purchè non siano modificate le condizioni dell’iniziale proposta di incarico;
b) Per lo svolgimento di attività che per motivi di natura tecnica, culturale, didattica o artistica un solo soggetto può fornire o eseguire con il grado di perfezione richiesto o comunque non siano comparabili in quanto strettamente connesse alle abilità del prestatore d’opera o a sue particolari interpretazioni o elaborazioni;
c) Quando l’incarico viene conferito gratuitamente;
d) In casi di particolare urgenza non imputabili all’Amministrazione Comunale; quando le condizioni per la realizzazione delle attività mediante l’esecuzione di prestazioni professionali qualificate da parte di soggetti esterni non rendono possibile la procedura comparativa di selezione.

2. Per i casi di esclusione sopra citati, la determinazione di incarico deve dare conto espressamente della tipologia delle prestazioni e della connessione fra l’eccezionalità della esclusione e la non esperibilità della procedura comparativa, fatto salvo il principio di trasparenza, concorrenza e non discriminazione, per il quale si attua il principio di rotazione per l’individuazione dei collaboratori da incaricare.

Art. 6 – Disciplinare d’incarico

1. Il responsabile del servizio interessato provvede a formalizzare l’incarico conferito mediante stipulazione di un disciplinare d’incarico inteso come atto di natura contrattuale nel quale sono specificati gli obblighi per il collaboratore incaricato.
2. Il disciplinare d’incarico, stipulato in forma scritta, deve contenere tutte le condizioni previste in sede di approvazione della programmazione dell’Ente.

Art. 7 – Pubblicazione degli incarichi

1. Per tutte le tipologie di incarico di collaborazione autonoma affidate a soggetti esterni l’efficacia di ciascun contratto decorre dal giorno della pubblicazione sul sito web dell’Ente dei seguenti dati:

a) Estremi della determinazione e del contratto;
b) Generalità, cognome e nome, luogo e data di nascita del soggetto incaricato;
c) Oggetto dell’incarico e relativo compenso.

Art. 8 – Verifica dell’esecuzione e del buon esito dell’incarico

1. Il responsabile del servizio competente verifica periodicamente il coretto svolgimento dell’incarico, in particolare quando la realizzazione dello stesso sia correlata a fasi di sviluppo mediante verifica della coerenza dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi affidati.

Art. 9 – Rescissione del contratto

1. E’ facoltà del Comune rescindere anticipatamente l’incarico qualora, a seguito di verifiche di cui all’art. 8 del presente regolamento, si sia accertato il mancato rispetto degli obiettivi affidati.
2. La rescissione avviene mediante comunicazione scritta, debitamente motivata, trasmessa al soggetto con cinque giorni di preavviso.
3. Nel caso di rescissione del contratto, ai sensi del presente articolo, nulla è dovuto all’incaricato per il servizio non effettuato.
4. E’ fatto salvo l’eventuale diritto al risarcimento danno da parte del Comune.

Art. 10 – Controlli dell’organo di revisione e della Corte dei Conti

1. Gli atti di spesa superiori a cinquemila euro devono essere sottoposti al controllo successivo della sezione regionale della Corte dei Conti, secondo le modalità fissate dalla sezione medesima.
2. Il presente regolamento viene trasmesso alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti entro trenta giorni dall’adozione.

Art. 11 – Società partecipata

1. La Seprio Patrimonio Servizi, società partecipata del Comune di Tradate, deve assumere i principi e gli obblighi fissati in materia di incarichi prescritti dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi del Comune di Tradate.
2. I consiglieri comunali con istanza diretta al direttore della Seprio Patrimonio Servizi, possono accedere a tutte le informazioni, atti e documenti relativi agli incarichi con le stesse modalità previste nel regolamento del consiglio comunale in materia di accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali.

Art. 12 – Disposizioni relative ai collaboratori esterni

1 – Gli incarichi di collaborazione ricollegabili ai contratti di cui al presente regolamento non determinano l’esercizio da parte dei collaboratori di tipiche attività istituzionali quali la sottoscrizione di atti o provvedimenti o apposizione di visti, che restano rimesse esclusivamente al Personale dell’Ente assunto con contratto di lavoro dipendente.

venerdì 22 maggio 2009

Tradate: parco di Villa Inzoli

LA PROPOSTA DI ACQUISTO
TIENE BANCO!
E LA GIUNTA COMUNALE CHE COSA DICE?
Di seguito alcuni vostri commenti, così come ce li avete scritti. Aspettiamo (siamo sempre un po' ingenui) quello della Giunta Comunale, non su Gianluigi Margutti, ma sulla sua proposta!
Andrea Botta ha detto...
Bene l'idea di Villa Inzoli parco pubblico, come da piu' parti (Legambiente per prima, ma non solo!) si e' proposto.

Tradate ha bisogno di uno spazio verde pubblico (tipo Monteruzzo a Castiglione) che stia vicino al centro della citta' e sia percio' fruibile a piedi da molti cittadini, bambini ed anziani in particolare.
I soldi? Quando le proposte arrivano da altri (da opposizione, associazioni o pensatori "liberi") i soldi non ci sono mai.
Quando si devono comprare piste di ghiaccio, pinacoteche o altre fantasie, i soldi ci sono sempre.

COME MAI?

E per favore, rispondete PER UNA VOLTA nel merito, senza evitare le domande dicendo "i soliti cattocomunisti" o "sono personalismi".

Signori della maggioranza, abbiate il coraggio delle idee e del confronto!
21 maggio 2009 14.09

Dott. Fabrizio Piacentini ha detto...
E' una proposta CHIARA E CONDIVISIBILE quella avanzata da MARGUTTI.
Più volte anche nella precedente legislatura comunale, che seguii da vicino come Capogruppo di FORZA ITALIA, si andò in argomento riguardo l'urgenza di dotare la citta' di PARCHI (Villa Castiglioni, villa Inzoli,Villa Mangiagalli i più nominati allora).
L'urgenza di rispondere alla richiesta risulta evidente quando si verifica la frequentazione INTENSISSIMA del Parco Giochi intitolato a Mario e
Sandro Saporiti lungo viale Marconi o dei pochi metri quadri ricavati per i giochi dei più piccoli in Piazza Mazzini.
La proposta a mio avviso va
valutata attentamente e se posso formulare una speranza....percorsa fino in fondo per fare un grande regalo alla città.
Dott. Fabrizio Piacentini.
21 maggio 2009 14.48

Machiavelli ha detto...
ritorno dopo un periodo di assenza, ma nulla cambia in questo paesotto che vuole ambire al ruolo di città.
Seguite i consigli: un parco pubblico a Villa Inzoli vi farebbe lavare da tanti precedenti sfregi al territorio!" Una penitenza quasi plenaria!
21 maggio 2009 15.45

cincia dal ciuffo ha detto...
Magari il giorno che le ville saranno tutte costruite e per caso andremo a guardare i campanelli, leggeremo qualche bella sorpesa...chissà!?!
21 maggio 2009 16.21

Alpino ha detto...
a CINCIA
avanti onorevoli colleghi, c'è posto....infatti....
21 maggio 2009 17.53

Anonimo ha detto...
E' terribile leggere tante nefandezze. La testa come punto di ragionamento NON ESISTE!!! MA E' UNA DECISIONE CHE DEVE ESSERE - una volta tanto, signor SINDACO, mi permetta - a favore di quanto il dottor MARGUTTI dice ed esprime. Sembra che giochi (a mo' dei ragazzini) a RIMPIATTINO E AD ARRIVARE AD OTTENERE CIO' CHE SONO I SUOI CAPRICCI O I SUOI SOGNI. Questo signore - dovrebbe essere portavoce dei cittadini, non dei suoi giochetti. DAI MARGUTTI, NON DEMORDERE! SIAMO CON TE
21 maggio 2009 18.01

se fossi io... ha detto...
dove prendere i soldini?

- vendere quella spece di terreno dietro Madonna delle vigne.

-vendere (se si riesce) la pista del ghiaccio.

- Lasciare per ora piazza Mazzini com'è.

-mettere un altro multanova sulla varesina.

-inventarsi una nuova tassa per i commercianti.

-Chiudere,vendere o privatizzare la seprio servizi.

-vendere la ex biblioteca di via mameli, o affittarla a qualche banca....
21 maggio 2009 20.19

micio micio bau bau ha detto...
x se fossi io.

daccordo con lei su tutti i punti o quasi.........
i commercianti di Tradate sono già tartassati abbastanza lasciamoli in pace,e la biblioteca sarebbe un vero peccato venderla .....ma affitarla non sarebbe una cattiva idea......le banche pagano....
per il resto daccordo su tutto.
21 maggio 2009 22.38

Mauro Prestinoni ha detto...
Riprendo qui il mio commento al post di Margutti sul Convento del Crocefisso. 

Gianluigi mi costringere a fare il funambolo.

Il Parco di Villa Inzoli pubblico! Un'ottima idea per la quale valgono però le domande che ho scritto di là (cosa se ne vuol fare, cosa ci costa e come lo menterremo). 

Leggo anche le proposte per trovare i finanziamenti. Non entro nel merito...ma una cosa viene però alla luce! Non si può programmare la gestione del territorio di una città alla carlona. La piazza qui (ad Abbiate non finita, anzi neppure cominciata), una rotonda là... un Osservatorio là (su cui ho dei dubbi miei personali), ecc ecc.

Sempre tutto pagato poi a suon di oneri e, quindi di cemento.

Cosa è mancato e cosa manca? Manca quello che una volta era chiamato PRG (piano regolatore generale) dove si stabiliva dove costruire e cosa costruire, quali aree era destinate a parcheggio, quali a verde pubblico, quali a verde privato. Uno strumento di ampio respiro e di lunga programmazione che disegnasse la città. Si sono fatte più di sessanta varianti al PRG il che vuol dire il suo stravolgimento (e chi ci capisce sui calcoli fatti circa gli abitanti teorici, i volumi ecc è bravo.. son calcoli sempre diabolici) Adesso la frittata è fatta. I palazzi sono costruiti, il mercato immobiliare è fermo e la città non brilla certo di armonicità urbanistica.

Il problema non è solo per il Parco di Villa Inzoli, Tradate ed Abbiate ne hanno molti (a parte Villa Mayer che non c'è più). Cosa ne faremo in futuro? Tutti destinati ad essere pubblici.. non penso... tutti destinati ad essere costruiti.. Dio non voglia!
21 maggio 2009 23.18

secondo caso provinciale ha detto...
Concordo pienamente con la proposta del dott. Margutti perchè la ritengo chiara, intelligente e quindi utile per la nostra città.
Curiosa la reazione di un vertice della politica tradatese che sembra fare l'offeso e nel suo ragionamento ci dice di tutto, prova a banalizzare la questione portandola sul piano personale e su quello politico locale ma è bravissimo a non dire una sola parola su cosa pensa, nel merito, della proposta del dott. Margutti. Chapeau !!! 
Sulla asserita effettiva necessità di parlarne prima con il vertice locale del PDL ricordo che lo stesso ha bollato il mio voto favorevole (con il Dott. Margutti) a una mozione dell'opposizione contro la proposta leghista di trasformare i Medici in "spie" come un "voto personale. Ovviamente non del PDL". Forse parlava del PDL di Tradate perchè il PDL nazionale non era d'accordo con l'emendamento della Lega e gli ha fatto fare una brutta fine. 
Non ne ho parlato prima e ho fatto la scelta giusta. Mi chiedo perchè avrebbe dovuto farlo il dott. Margutti. La sua proposta su Villa Inzoli è interessante, è seria, è valida e quindi merita di essere sostenuta con forza e portata fino in fondo da tutti coloro che vogliono davvero il bene della nostra città e di chi ci abita. Io farò con convinzione la mia parte.
Su come reperire i soldi il dott. Margutti ha già fatto proposte concrete e che sostanzialmente condivido anche se, ovviamente, vanno approfondite e perfezionate. 
A questo punto mi auguro solo che non ci sia qualcuno abbastanza d'accordo che salti fuori a dire che "è un'idea di cui parliamo da anni". A me e al dott. Margutti è già successo. Ma questa è tutta un'altra storia.
Consigliere Comunale 
Dott. Massimo Tagliabue
22 maggio 2009 0.10

Città Nuova ha detto...
E' dal lontano 1993, quando entrai per la prima volta a far parte del Consiglio Comunale, in rappresentanza della lista civica "Città Nuova", che non mi stanco mai di riproporre un grande parco protetto per bambini, in mezzo al verde, attrezzato, completo di giochi e servizi (Bagni, luogo di ristoro, casette in legno per feste di compleanno), in cui bambini, genitori, nonni, amici (ritagliamo anche uno spazio protetto per i nostri amici a 4 zampe!)possono sostare senza preoccuparsi del pallone che va sulla strada, delle auto che passano, perchè una caratteristica dei bambini è la loro vitalità e la loro energia, dunque corrono, non si stancano mai, pertanto spazio, molto spazio, e protezione.

Villa Inzoli, va bene ! Personalmente pensavo anche ad una convenzione con l'Istituto "Barbara Melzi" per l'utilizzo del parco in via Sopranzi. Insomma pensiamo una volta, in grande, ai bambini, la città non è soltanto degli adulti!

Rinunciamo al parcheggio sotterraneo in piazza Mazzini (solo 70 posti)e realizziamo il grande parco protetto per i bambini.

Fame di parcheggi ? Si proceda a gara per assegnare lo spazio di Piazza del Popolo (Poste) ad un'impresa specializzata in costruzioni di parcheggi multipiano interrati.

Totale la mia adesione alla proposta, senza se e senza ma!

Carlo Uslenghi, capogrupo consiliare lista civica
22 maggio 2009 0.23

mercoledì 6 maggio 2009

Autovelox: toglietelo!

UN CONSIGLIO DA ASCOLTARE

Riceviamo e pubblichiamo
Appello all'Assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale Giuseppe Bonasso: chiudere al più presto il periodo sperimentale e togliere definitivamente l'autovelox di via Costa del Re.
Ho sempre sostenuto in modo coerente questa posizione perchè, in quel contesto ambientale, l'autovelox è stato più un mezzo per fini patrimoniali che di prevenzione delle infrazioni. Sì, perchè la finalità primaria del codice della strada è proprio quella di prevenire, poi di sanzionare se la volontà dell'automobilista non è quella di imparare ma di trasgredire.
Credo che l'approvazione in sede consiliare di un'apposita mozione, quale atto di indirizzo, possa porre termine al periodo sperimentale e chiudere definitivamente questo esperimento così contestato per la sua iniquità.
E poi... occorre un'indagine della Commissione consiliare Territorio su tutte le modifiche dell'asse stradale di diverse vie, sulle quali sono stati costruiti dei rialzi stradali, comunemente denominati dossi, veri e propri trampolini di lancio a tutto danno dei veicoli e dei loro conducenti, alla faccia della prevenzione e della sicurezza!

Carlo Uslenghi,
capogruppo lista civica Città Nuova

martedì 5 maggio 2009

Seprio srl: chiede un milione di euro per danni alla immagine ecc.! (1)


SEPRIO PATRIMONIO E SERVIZI.
ULTIMO ATTO?
Avrebbero perso la faccia e chiedono un milione di euro. Se anche Roma chiedesse i danni! Che ridere!

Riceviamo e 'allibiti' pubblichiamo
I gruppi consiliari Ulivo per Tradate e Insieme per la città – ora Città Nuova – avevano organizzato il 31/10/2008 un incontro pubblico per informare la cittadinanza delle attività svolte dalla Seprio Patrimonio Servizi ed illustrare il lavoro e le considerazioni espresse nelle commissioni consiliari ed in consiglio comunale; durante il dibattito, aperto al pubblico, sebbene fossero stati sollevati molti interrogativi, nessun rappresentante della Seprio è intervenuto. Dopo sei mesi, per tutta risposta, i promotori dell’incontro sono stati citati a comparire avanti il Tribunale civile di Varese dalla Seprio perché avrebbero offeso l’onorabilità della società e causato un danno all’immagine e alla reputazione da risarcire pari a 1 milione di Euro.
In sede giudiziaria verrà dimostrata la palese infondatezza delle pretese della Seprio, in merito alle quali ci si riserva di difendersi e agire con le modalità ritenute più opportune.
Politicamente, si considera tale iniziativa assolutamente fuori luogo e di tipo intimidatorio, ideata con la finalità evidente di cucire le bocche all’opposizione; per questo chiediamo che i consiglieri di maggioranza se ne dissocino pubblicamente.
Si garantisce alla cittadinanza che proseguirà l’impegno istituzionale e politico dei gruppi consiliari con la stessa determinazione, nel rispetto dei principi di trasparenza della pubblica amministrazione.

Luca Carignola
capogruppo Ulivo per Tradate

Carlo Uslenghi
capogruppo Città Nuova

(chi volesse conoscere di più sulla Seprio, clicchi qui)