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venerdì 4 febbraio 2011

Un po' per gioco...


CHI CERCA TROVA!

mercoledì 19 gennaio 2011

Signor Presidente, giù le mani. Faccia il Premier!


INCREDIBILE
OCCORRE REAGIRE!
VERGOGNA!

Leggete, leggete: ovunque e dovunque.
All'estero ci prendono in giro.

Ecco una opinione che condividiamo!

Politica avanspettacolo: il caso Premier-Ruby.

Si sta chiudendo un’era


lunedì 16 agosto 2010

Ancora su «Silvio il Grande»... si fa per dire ;-)

RIMANE SEMPRE IN SELLA,
LUI, IL CAVALIERE AZZURRO!

Una biografia non autorizzata di Silvio Berlusconi. È quello che ha pubblicato Gianluigi Margutti, ex vicesindaco di Tradate, tra i fondatori di Forza Italia, oggi consigliere comunale di Unione Italiana, a cui ha aderito dopo aver abbandonato il Pdl, proprio perché deluso dal partito di Berlusconi. Il libro "Il cavaliere azzurro", scritto insieme ad Emanuele Pigni, è stato pubblicato nelle scorse settimane e Margutti lo sta presentando in tutta Italia. «Scopo del lavoro dei due autori - si legge nella presentazione -, è fornire riferimenti sull'uomo di Arcore e sui percorsi da lui intrapresi, ponendo fatti e azioni in connessione fra loro, senza pregiudizi. Non c'è odio nelle pagine, non c'è neppure amore; casomai, e questo potrebbe apparire un limite, c'è stato un feeling deluso, ma per motivi ideali e non per posti non occupati o ruoli non ricoperti». «Berlusconi non può più succedere a se stesso - racconta Margutti parlando del Premier, senza amarezza o voglia di riscatto, ma cercando di analizzare la situazione politica attuale -. È nella logica dei fatti e degli avvenimenti. Probabilmente ne è convinto pure lui, ma non vuole ammetterlo. Accantoniamo per un istante la logica del «gradimento», della «piacevolezza» di Berlusconi nell'elettorato. Lui potrebbe ancora avere un buon consenso, anche se ci risulta in continua erosione: la sua immagine infatti è stata sovraesposta, e la sua presenza comincia a disturbare. Parlarne troppo sta diventando noioso. Anche se a parlare di Lui, nel bene e nel male, si fa sempre il suo gioco. Tant'è che Lui continuamente "sondaggia" l'elettorato, per conoscerne l'orientamento sulla propria persona». Secondo Margutti il miglior periodo politico di Berlusconi fu «quando era all'opposizione del governo di centro sinistra dal 1996 al 2001. Idee, forza innovatrice quasi «rivoluzionaria». Poi, invece e purtroppo, il potere, la gestione del potere lo hanno fiaccato. Ma soprattutto lo ha fiaccato la corte dei miracoli che ha attorno, che lucra alle sue spalle. E sì che Berlusconi ha saputo prendere voti nonostante costoro e i loro appetiti veramente intollerabili e (secondo alcune inchieste in corso) colmi di illegalità. E Fini? Ha permesso tutto questo; anzi, con la «politica del predellino» ha assecondato la nascita del PdL, dalla sera... alla sera! Roba...

giovedì 22 luglio 2010

Silvio Berlusconi, biografia non autorizzata

IL CAVALIERE AZZURRO


IL CAVALIERE AZZURRO
SILVIO BERLUSCONI,
UNA BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA
DI GIANLUIGI MARGUTTI E EMANUELE PIGNI

Scopo del lavoro dei due autori, è fornire riferimenti sull’uomo di Arcore e sui percorsi da lui intrapresi, ponendo fatti e azioni in connessione fra loro, senza pregiudizi. Non c’è odio nelle pagine, non c’è neppure amore; casomai, e questo potrebbe apparire un limite, c’è stato un feeling deluso, ma per motivi ideali e non per posti non occupati o ruoli non ricoperti.
«Lui il diavolo, lui il ricco. Troppo ricco da creare invidie e gelosie. Lui, il Paperon de’ Paperoni. Lui, l’amico di Bettino Craxi. Lui, colluso con la mafia. Lui, padre padrone di tutti e di tutto. Lui, che non è amato dalla Magistratura. Lui, cui hanno effettuato circa 500 perquisizioni per i più svariati motivi o sempre per gli stessi motivi...».

Tuttavia è l’ora della cultura della ragione, non dei romanzi politici e della storia romanzata. Dove Berlusconi non è riuscito? Quando si è fatto (e si fa) intrappolare nelle proprie vicende personali (in primis la questione dei processi, dei rapporti con la Magistratura e con alcuni organi dello Stato: se non gli sono consenzienti, li ritiene a lui contrari). Differente la situazione di Craxi che alcuni ritengono precursore e ispiratore del Cavaliere. La percezione su Berlusconi è chiara: deludente, nonostante tanto clamore: «Odo solamente il ruotare del mulino, ma non vedo la farina». Può cambiare ancora, ma dovrà cacciare la corte dei miracoli.
L’analisi delle fortune di Berlusconi in contrapposizione ad altre narrazioni e interpretazioni

Il primo Silvio Berlusconi visto nelle vicinanze, ma pur sempre un Berlusconi non autorizzato.

martedì 6 luglio 2010

Le truppe del Papa

IL VECCHIO SILVIO

Perché nel Partito delle libertà si contestano sempre di più le correnti, che tali non sono, e continuano a nascere fondazioni?
Perché sembra venire meno una strategia unitaria e quasi tutti i dirigenti e i parlamentari, per ora ancora riservatamente, affermano una sorta di ingovernabilità del Pdl, sempre più in balia di colonnelli senza truppe e senza carisma?
Perché tanta lotta e tanta attenzione solo per Fini ed i suoi interventi, anche i più normali e ragionevoli? E perché Berlusconi condanna le correnti e le aggregazioni e poi le benedice con discorsi ed interventi loro diretti direttamente o per telefono?

Il Capo sa bene che l'unica realtà effettivamente solida e dissenziente è quella di Fini: le altre sono tutte più addomesticate e addomesticabili, emanazione della sua volontà variamente interpretata dai suoi capitani e colonnelli. Naturalmente non gli fanno paura anche per un'altra ragione: non contano nulla, non hanno un peso effettivo, non esprimono un discorso e una leadership e nemmeno proposte organiche.

Berlusconi sa bene che via lui, i suoi numerosi e potenziali eredi spariscono in un colpo, dentro e fuori da disegni diversi e forse ora non prevedibili. Immaginiamo per un attimo un Berlusconi sparito alle Bahamas ed un congresso del Pdl, dove si scontrano gli epigoni, in una lotta tra Bondi e La Russa, Quagliarello e Cicchitto, Verdini e Gelmini, Brambilla e Rotondi.

In quell'immaginario scontro tra titani, alla ricerca del successore di Cesare, non ci sarà bisogno dello shakespeariano discorso di Antonio al popolo romano, perché il tragico della grande assenza sarebbe subito trasformato nel ridicolo delle presenze.
In un partito democraticamente inesistente ed in un popolo deluso e bisognoso di politici veri, di quale seguito sarebbero dotati questi gerarchi di un esercito bisognoso di un generale a cinque stelle?

Berlusconi, pur nello stato di confusione che sta vivendo, è consapevole di tutto ciò, si aggrappa ai suoi ufficiali-attendenti ben sapendo di essere solo e di dover sopravvivere a se stesso.

Nel fuggifuggi di una nave in tempestosa difficoltà potrà tendere al comando solo chi avrà denunciato errori di rotta e di comando, chi avrà capacità di leadership alternativa e lo avrà già, almeno in parte, dimostrato.

Fini, checché ne dicano i direttori di Libero e del Giornale, ha più truppe potenziali di quante non gliene si attribuiscano.
Molti rischiano di fare l'errore di Stalin che chiedeva ai suoi generali quante divisioni avesse l’esercito del Papa. La risposta la diede la Polonia di Wojtyla che si trascinò dietro l'impero sovietico.
Aventino Frau

giovedì 3 giugno 2010

La Festa della Repubblica... per la Lega non esiste!

LA LEGA (OVVIAMENTE STA CASA)
MANDIAMOLA VIA!

Riceviamo e pubblichiamo

Anno primo dell'era leghista a Vedano e la Lega snobba la Festa della Repubblica.
Infatti alla cerimonia commemorativa non era presente il Sindaco e neppure gli assessori. Solo un consigliere comunale della Lega ha presenziato alla cerimonia. Non ci siamo sorpresi più di tanto. Sapevamo che il discorso sarebbe stato tenuto dal Vice Sindaco e ormai, dopo la targa della Lega nell'Ufficio del Sindaco, la distribuzione di materiale informativo del Comune insieme a quello della Lega sappiamo che il senso delle istituzioni per coloro che le rappresentano ma sono di stretta osservanza padana è quello che è. Segnaliamo questi comportamenti perchè non vogliamo che Vedano venga catalogato come paese insubre o padano.
Infatti a rimarcare la grande confusione che ormai regna nella sede Comunale segnaliamo che il sito del Comune non riportava il programma del 2 giugno, gli iscritti alla newsletter comunale non hanno ricevuto nessun messaggio che invitasse alla cerimonia, mentre nei giorni scorsi gli stessi hanno trovato nella loro casella di posta elettronica il programma del Festival dell'Associazione Terra Insubre che non riguarda Vedano, ma di cui il Sindaco nel passato è stato presidente. Insomma un uso "di parte" dei mezzi di comunicazione istituzionale e qualche grave dimenticanza.
Giovanni Barbesino e Antonella De Micheli
Consiglieri Comunali di Progetto Popolare per Vedano

Tradate, Seprio Servizi addio?

CON LA LEGGE FINANZIARIA
LOR SIGNORI... SI SALVANO LA FACCIA!
MA I CONTI SONO CONTI!
E A PAGARE SAREMO NOI

Riceviamo e pubblichiamo
Per favore contattate i vostri parlamentari affinchè il comma 32 dell'art. 14 del DL 78/2010, non venga modificato durante l'esame e le imboscate parlamentari!
E' il certificato di morte della Seprio...
(lettera firmata)

art. 14 - DL 78/2010
32. Fermo quanto previsto dall'art. 3, commi 27, 28 e 29, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, i comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti non possono costituire societa'. Entro il 31 dicembre 2010 i comuni mettono in liquidazione le societa' gia' costituite alla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero ne cedono le partecipazioni. La disposizione di cui al presente comma non si applica alle societa', con partecipazione paritaria ovvero con partecipazione proporzionale al numero degli abitanti, costituite da piu' comuni la cui popolazione complessiva superi i 30.000 abitanti; i comuni con popolazione compresa tra 30.000 e 50.000 abitanti possono detenere la partecipazione di una sola societa'; entro il 31
dicembre 2010 i predetto comuni mettono in liquidazione le altre societa' gia' costituite

Un brevissimo commento: per mettere in liquidazione una società i conti DEVONO tornare. Si apre comunque una procedura molto importante e complessa, che porterà la Seprio Servizi alla estinzione, se i conti torneranno. Lo speriamo per i cittadini di Tradate e per quelli che hanno amministrato la Seprio in questi anni! Perchè comunque a saldare sarà sempre e comunque il Comune di Tradate, socio al 100% della società stessa. In pratica il Comune è il socio unico, ma i cittadini (cioè NOI) paghiamo. Li controlleremo ancor più da vicino questi «stupendi» pubblici amministratori. Staremo a vedere!

.

martedì 1 giugno 2010

Il Tricolore? Solo per farsi bello e per fare scena!

IL SINDACO DI TRADATE
RISPETTA IL TRICOLORE O NO?

Leggete questi commenti, che sono i vostri, e tirate voi le conclusioni o partecipate alla discussione.
Domani è la FESTA DELLA REPUBBLICA.
Noi ci crediamo ancora, nonostante i padani!
A Malnate è capitato un fatto grave, l'ennensimo a firma leghista-padana. Basta!

Storico locale ha detto...
La lega ESCE dalla maggioranza e manda Malnate alle elezioni anticipate...
Pensate che ci avevano spiegato che per principio i padani non mandano mai a rivotare le Amministrazioni comunali (quelli Provinciali sì).
Ma se poi succede come a Saronno?
Pazienza la colpa è comunque di Candiani. E poi che faranno i "Compagni"? A Malnate non sono mai stati indifferente e già una volta hanno mandato a casa i Padani. Vedremo...
Storico locale.
30 maggio 2010 15.31

C'ero, ci sono e ci sarò ha detto...
Il Signor Sindaco Candiani ha commissariato la locale sezione della Lega Malnatese, mettendo un suo "fedelissimo". 

Il fatto è grave per due motivi:

1) è avvenuto dopo l'approvazione della mozione a favore del Tricolore anche da parte del gruppo Consiliare della Lega e dimostra come questo Sig. Candiani, che sfoggia la fascia Tricolore e riceve Generali dell'Esercito Italiano sia un anti italiano e un secessionista (i Tradatesi ricordino bene che l'Amministrazione leghista ha fatto sparire la scritta che ricordava il 2 giugno apposta sul muro in prossimità della sede degli Alpini di Abbiate e ha tentato di far sparire la Piazza Unità d'Italia creando il Largo V alpini di mq quattro circa in prossimità della cabina telefonica ora rimossa sempre presso presso la suddetta piazza Unità d'Italia) oltre ad aver praticamente tolto il monumento ai Caduti dal Centro della piazza Mazzini per riporlo in un cortile laterale
2) Ha leso il diritto dei leghisti malnatesi di scegliere un loro governo locale. Alla faccia del diritto delle autonomie locali e del propagandato slogan "padroni a casa nostra". 

La cosa peggiore è il silenzio dei suoi alleati del PDL ed in particolare i consiglieri di AN ex paracadutisti della Folgore compresi.

Mi auguro che i Partiti di opposizione in Consiglio Comunale diano occasione a questo Signore di dimostrare in Consiglio che quanto ho scritto non è vero. Che invece il Signor Candiani è un Sindaco Italiano.

Cuore verde ha detto...
X C'ERO,CI SONO E CI SARO'...
Candiani è un Sindaco Padano della Lega Nord per l'indipendenza della Padania.
Candiani commissaria i consiglieri comunali della Lega(volutamente minuscoli) quando vuole. Basta cadreghinari.
I Consiglieri comunali del PDL, se il sindaco di Malnate non rinomina
la Mingardi Assessore, andranno tutti a casa.
Si rifaranno le elezioni e vincerà LA LEGA.
Cuore verde.
30 maggio 2010 21.11

Per l'Italia! ha detto...
Per Sigg.ri Consiglieri Comunali di Maggioranza e Opposizione
Ci sarà qualche Consigliere tra di Voi che avrà il coraggio di proporre una mozione in Consiglio Comunale atta chiarire il comportamento del Sindaco Candiani in merito al Tricolore?

Com'è che questo personaggio lo mette e lo toglie quando gli pare? Che come Segretario della Lega prende alcune posizioni e come Sindaco altre? 
Cosa ne pensano le Associazioni Combattentistiche e d'Arma di Tradate? 

Vogliamo contiuare a riderci su su questa vicenda?

Ebbene vi ricordo che quando nacquero le Brigate Rosse qualcuno all'inizio ci rise su. Sapete poi cosa è successo.

Il paragone è certamente improprio ma su youtube trovate filmati "padani" non molto dissimili da allora.
01 giugno 2010 00.01

lunedì 31 maggio 2010

Dal PD di Castiglione Olona...

AMICARELLI SE NE VA
O NON SE NE VA?

Riceviamo e pubblichiamo

Cerchiamo di vederci un pò chiaro. Nell'articolo de La Provincia del 25 maggio, il sindaco Poretti dichiara: «...Non è sospeso, si è dimesso...» riferendosi all'assessore ai Lavori pubblici.
Mi scusi il sig. sindaco, ma nella sua lettera l'Amicarelli dichiara di autosospendersi e non di dimettersi.
Sempre nell'articolo il sindaco dichiara al giornalista
«..La “sospensione” in quanto tale non esiste. Esistono solo la revoca o le dimissioni. E per me, quelle di Amicarelli sono dimissioni a tutti gli effetti dalla carica di assessore.... Lui ha utilizzato il termine auto-sospensione per continuare a collaborare con l'amministrazione comunale...».
Da bravo avvocato quale il sindaco è penso si sia accorto che l'assessore non ha dato le dimissioni.
Ha utilizzato la formula della autosospensione che non esiste, e quindi non significa dimissioni, lasciandosi in questo modo più di una porta aperta per il futuro.
Esiste solo l'atto sindacale di revoca dall'incarico che solo lei può fare, dimissionando così di fatto il signore in questione.
Noto che l'artico nel quale ho letto la sua intervista non riporta alcuna sua dichiarazione di voler revocare la delega assessorile, ma bensì si limita a dire che per lei quelle di Amicarelli sono dimissioni a tutti gli effetti dalla carica di assessore.
In questo modo lei dà corpo al sospetto che tutto questo sia una operazione gattopardesca, un modo per rimettere tutto al suo posto trascorso qualche tempo. Mi permetto di dirle che se questa fosse l'intenzione sarebbe un grave errore. Conosce benissimo il nostro parere in merito. Sa benissimo che per quello che le opposizioni sanno e che anche lei perfettamente conosce, le dimissioni dovevano essere sollecitate non solo dalla carica di assessore ma anche da quella di consigliere.
Ora spero che questa sua intervista sia supportata dall'atto dovuto di revoca dall'incarico che lei dovrebbe aver già fatto.
E uso il termine dovute poichè molti castiglionesi sono ormai correttamente informati della reale causa del mal di pancia in casa della sua maggioranza. Il circolo cittadino del Partito Democratico non lascerà cadere la sua attenzione su queste vicende, non per giustizialismo ma per il principio di giustizia che dev'essere sopra tutti e tutto.

Dario De Munari - portavoce del Circolo di Castiglione

mercoledì 19 maggio 2010

Seprio Servizi, ancora tu! Fortissimamente tu! (2)

PER FARVI CAPIRE DI PIU'
E MEGLIO!

Qualche altra informazione per evidenziare i rapporti tra la Seprio ed il Comune.

L'ANTEFATTO

Nel corso degli anni vengono conferite alla Seprio ulteriori opere. L'importo iniziale di 19 mln di euro sale a circa 24mln. Nulla di male in tutto questo ed è altrettanto lecito immaginare una integrazione del canone annuo che il Comune riconosce alla società.

Inizia però una girandola sulle opere, per esempio il lavoro sulle fognature di via Podgora ripassa dalla Seprio al Comune, così come l'acquisto dell'immobile di via Sopranzi. La riqualificazione di S. Bernardo (200.000 euro) viene cassata, così come la ristrutturazione della scuola di Trento e Trieste(1.700.000).

Come contropartita, dei lavori cassati o ripassati al Comune, appaiono altre opere, si pensi al tetto del convento, ma anche tante opere di manutenzione straordinaria relative ad acquedotto,strade ed illuminazione pubblica.

IL FATTO

Ad Aprile del 2008 "recepiamo" un business plan che prevede per l'anno in corso opere di manutenzione straordinaria per circa 180.000 euro.

Ad Aprile dell'anno successivo (2009) "recepiamo" il business plan dal quale emerge che nel 2008 sono stati anticipati lavori di manutenzione straordinaria per circa 1.700.000, quasi 10 volte il valore previsto!!

Abbiamo interrogato l'amministrazione su chi avesse autorizzato La seprio a stravolgere un piano operativo "recepito" ad Aprile e modificato negli 8 mesi successivi senza nessun coinvolgimento del Consiglio Comunale.

Questa è la sintesi della risposta. Le frasi sono tratte dalla solita mozione presentata in consiglio dal gruppo dell'Ulivo e bocciata dalla maggioranza.

Constatato che, a seguito della richiesta inoltrata il 16 giugno 2009 al Sindaco, circa l’autorizzazione concessa alla Seprio Patrimonio Servizi ad anticipare nel 2008 lavori di manutenzione straordinaria (pianificati negli anni 2009 - 2012) per 1.700.000,00 euro a fronte di lavori preventivati per euro 180.000,00, la Seprio Patrimonio Servizi in data 29 ottobre 2009 ha comunicato la decisione di privilegiare, “nell'ambito delle sue facoltà”, gli interventi di manutenzione straordinaria a scapito della realizzazione di nuove opere.

Domanda: E' lecito che il controllato, "nell'ambito delle sue facoltà", decida cosa privilegiare?

Pino Scrivo
Consigliere Comunale
Ulivo Per Tradate

sabato 15 maggio 2010

Seprio Servizi, ancora tu! Proprio tu! Fortissimamente tu! Ma è lui la chiave di tutto: il sindaco!(1)

FACCIAMO 4 CONTI ASSIEME?
POI DECIDETE VOI!

Inseriamo qui un commento del consigliere Pino Scrivo, perchè particolarmente significativo. Sicuramente la Corte dei Conti poi avrà qualcosa da dire... ma la colpa non è di chi indica la strada giusta, ma di chi non la vuole seguire.

Vi spiego come funziona l'accordo tra la Società Seprio ed il Comune di Tradate.
Il Comune conferisce alla società delle opere e stabilisce nel 2006:
La Seprio realizza opere per 19 mln di euro in 10 anni in cambio di un canone annuale di circa 1,6 mln.

Un affare per l'ente che in 10 anni risparmia circa 3 mln e porta a casa tante belle opere.
Ma la Seprio non ha grossi capitali e quindi ha bisogno di un aiutino, anzi tre aiutini:

1) Il primo aiutino è un Prestito infruttifero di 8,7 mln di euro rimborsabili dal 2007 con rate di 250.000 euro annui.

2) Il secondo aiutino sono Garanzie fideiussorie affinchè la società possa accedere al credito bancario.

3) Il terzo aiutino consiste nella non estinzione di mutui relativi ad opere del Servizio Idrico Integrato. Il servizio è stato conferito alla Seprio con oneri ed onori. Il Comune avrebbe pagato per chiudere i mutui e la Seprio avrebbe dovuto pagare per accendere mutui equivalenti. Si è così deciso di mantenere lo status quo con l'obbligo da parte della seprio di rimborsare le rate anticipate dal Comune.

Come è andata a finire?

1) Prestito infruttifero
Dal 2007 al 2009, la Seprio scrive nel suo business plan che l'inizio del rimborso avverrà l'anno successivo. Il Business Plan si "recepisce" in Consiglio Comunale. E' un documento che piove dall'alto, il Consiglio Comunale prende atto della sua esistenza ma non ha modo di pronunciarsi tramite votazione.
Ad oggi l'inizio del rimborso del prestito infruttifero "NON E' MAI COMINCIATO"
Pensa se il singolo cittadino potesse fare la stessa cosa con la propria Banca!
DEBITO VERSO IL COMUNE 8,7

2° aiutino Garanzie Fideiussorie.
La società ha contratto mutui garantiti dal Comune per 5 mln di euro ed ha contratto un mutuo ipotecario di circa 1,5 mln di euro per l'acquisto di un capannone.
DEBITO VERSO LE BANCHE 6,5 mln

3° aiutino
Nel corso di questi anni la Seprio ha totalizzato un altro milione di debiti nei confronti del Comune.
La maggior parte di questa cifra deriva dal mancato rimborso delle rate dei mutui contratti per la realizzazione di opere relative Servizio Idrico Integrato.
DEBITO VERSO IL COMUNE 1 mln

Stanchi di questo andazzo abbiamo presentato una mozione, bocciata dalla maggioranza nel mese di Aprile. Si chiedeva l'attuazione del «controllo analogo» e la compensazione dei debiti della Seprio (1° e 3° aiutino tanto per intenderci) con i canoni che ogni anno il Comune riconosce alla Società.

Noi non siamo sciacalli come qualcuno ci definisce indebitamente.

Noi queste cose le urliamo da anni in ogni commissione ed in ogni Consiglio Comunale.

Abbiamo il dovere di tutelare gli interessi della cittadinanza in tutte le sedi istituzionali senza essere apostrofati di sciacallaggio.

Stiamo svolgendo soltanto il nostro ruolo di Consiglieri Comunali.

dr Pino Scrivo
Consigliere comunale del gruppo Ulivo per Tradate

giovedì 13 maggio 2010

La Corte dei Conti a Tradate. Atto terzo!

LA CORTE DEI CONTI
VIENE A LEZIONE A TRADATE?

«Ma ci facci il piacere, ci facci!»

Sulle pagine della stampa locale, il Sindaco di Tradate, Stefano Candiani, ha cosi commentato l’ultimo incontro tra alcuni amministratori del Comune di Tradate e i magistrati della Corte dei Conti: «La Corte dei Conti da cinque anni considera il Comune di Tradate come esempio e capita che ogni tanto vengano a studiare i nostri documenti contabili. Quindi non c'è da fare alcuna dietrologia sulla loro presenza in Comune».
La Corte dei Conti, a parere del primo cittadino, prenderebbe dunque esempio dagli atti del Comune di Tradate, ma forse non è proprio così!
Infatti con deliberazione numero 217 del 16 febbraio 2010 (consultabile sul sito on line della Corte dei Conti di Milano), la magistratura contabile ha accertato la non conformità del regolamento comunale in relazione all’affidamento diretto degli incarichi esterni, che invece devono sottostare a prove concorsuali di comparazione con tanto di procedura prevista dal regolamento, oltre a prevedere i criteri per il controllo che l’Ente locale, il Comune di Tradate, deve esercitare sulla propria partecipata, la Seprio Patrimonio Servizi, in materia di assunzione di personale. La Corte dei Conti invita pertanto l’Amministrazione Comunale a modificare il proprio regolamento conformandolo alla legge vigente.
E’ dunque il Comune di Tradate che dà lezioni alla Corte dei Conti, o forse è la Corte ad insegnare al Comune come si applica la legge in materia di incarichi esterni ?
E ora una domanda: gli incarichi affidati in questi ultimi anni dal Comune di Tradate, con modalità diretta, senza nessuna prova comparata di titoli e colloquio, sono legittimi ?
E’ doveroso a questo proposito sapere cosa ne pensa il sindaco, anche se la domanda la rivolgeremo, per competenza, alla Corte dei Conti, oltre a sottoporre a giudizio della magistratura contabile le funzioni degli incaricati dell’Ufficio di staff del Sindaco, che chiamati direttamente e personalmente dal primo cittadino, per coadiuvarlo nel controllo e nella vigilanza, si sono trasformati in funzionari istruttori dell’urbanistica, della progettazione e delle varianti di Piano Regolatore (comunicato emesso dalla minoranza consiliare: gruppo consiliare Ulivo, Unione Italiana, Città Nuova)

mercoledì 12 maggio 2010

La Fornace non decolla. Inizia la guerra fra poveri ...

I NODI ARRIVANO AL PETTINE.
VA CERCATA UNA SOLUZIONE!

Vi diamo una selezione di quanto apparso sul quotidiano La Provincia di Varese tre giorni fa.

TRADATE - I commercianti del centro polifunzionale della Fornace chiedono a gran voce di poter aprire alla domenica, ma dall'ufficio del commercio del Comune di Tradate arriva un fermo no. Una questione che è stata al centro di una recente riunione tra l'amministrazione e i rappresentanti delle medie e grandi strutture di vendita, riunione che non ha dato i frutti sperati. Ma c'è chi è pronto a promettere battaglia, per via del fatto che questa situazione è frutto di una storia anomala. E' la storia dell'apertura della Fornace, che nel recente passato ha dato già tanti grattacapi all'amministrazione comunale. I primi a chiedere l'apertura domenicale non sono infatti stati i grandi negozi, come Coop, Mediaworld o Brico Ok. Sono stati i 15 negozi della galleria commerciale della Fornace. 15 piccole attività commerciali che hanno l'handicap di essere considerati un'unica realtà, finendo al tavolo delle trattative considerati alla stregua di una sola grande struttura di vendita. «Purtroppo quando abbiamo scelto di aprire il negozio qui ci sono state fatte molte promesse e rassicurazioni – spiega Stefano Racca, dal banco del suo negozio di abbigliamento alla Fornace -, ad esempio sull'imminente apertura di un supermercato, che per noi piccoli negozi sarebbe stata garanzia di un certo giro di clienti. Il supermercato non ha aperto e adesso siamo addirittura penalizzati. Qui siamo aperti dal 3 settembre 2009 e c'è qualcuno che ha già chiuso i battenti. Io stesso se dovessi trovare un'alternativa me ne andrei, la situazione non è per nulla piacevole, si sta parlando di famiglie che ci hanno messo soldi ed energie, non ci si può ricordare della Fornace solo quando ci sono da incassare gli oneri, noi abbiamo diritto di lavorare».
Secondo i commercianti una risposta alle loro preoccupazioni potrebbe arrivare dall'estensione delle aperture domenicali: «Abbiamo tutti notato che quando c'è l'apertura domenicale si lavora un po' di più, da qui è arrivata la decisione di chiedere all'ufficio del commercio la possibilità di aprire. Una richiesta firmata dal 100% degli operatori ma che non ha prodotto effetti – continua Racca -. Succede che noi siamo considerati un'unica entità dal punto di vista commerciale, pur essendo tutti piccole strutture non abbiamo gli stessi diritti degli altri piccoli negozi e la beffa è proprio che lo stop arriva da un'amministrazione di centrodestra, che dovrebbe invece essere sensibile a questo tipo di esigenze». Una situazione scottante, frutto della circostanza particolare in cui si trovano i negozi della galleria commerciale. Quando è stato il momento di aprire il centro, la società che ne cura la gestione ha presentato un'unica richiesta di autorizzazione commerciale per l'intero complesso di negozi. Scelta oggi contestata dai commercianti, che non possono essere considerati singolarmente e vengono assoggettati a regole che non calzano alle loro esigenze.
«Quella è una grande struttura di vendita, c'è una legge regionale chiara e questa va applicata - spiega l'assessore al commercio Franco Accordino -. Le aperture straordinarie si concordano alla fine dell'anno per l'anno successivo, quest'anno sono 20. Quando è arrivata la richiesta ho convocato la commissione e questa ha ritenuto di non accogliere le richieste dei commercianti dell'ex Fornace. A novembre se ne riparlerà». Sembra però che i margini per un accoglimento della richiesta dei negozianti della Fornace siano ridotti: il parere contrario dei commercianti del centro cittadino pare avere un peso determinante

UN BREVISSIMO COMMENTO: la Fornace è stata una operazione per nulla trasparente e ai «limiti» di ogni processo (procedimento...), anche amministrativo (clicca qui).
L'assessore Accordino ora afferma - come è sempre emerso nei dibattiti consiliari e in pubbliche assemblee organizzate dalla opposizione - che si tratta di una grande struttura di vendita, di un centro commerciale ad ogni effetto: infatti è uno dei più grandi in provincia di Varese, secondo per estensione solo all'Iper di Induno Olona.
Ora i commercianti di Tradate (che sono purtroppo in fase di estinzione) si oppongono alla apertura domenicale dei negozi della Fornace che stanno (poveri loro) chiudendo le attività perché non remunerative. E' iniziata la guerra tra poveri.
Mister Candiani e quelli del PdL che cosa dicono al riguardo?
Chi aveva creato le aspettative agli operatori che hanno acquistato, ora che cosa risponde?
E' vero che uno degli operatori della manovra immobiliare, ha avuto gravi tracolli di tipo finanziario? Chi gli è subentrato? Con quali accordi? Ci interessa capire, perché si tratta di questioni PUBBLICHE, che coinvolgono l'economia e la occupazione presenti sul nostro territorio. Il centro destra (LEGA e PdL) raccoglie i vostri voti e poi vi lascia soli. Ricordatevelo, cari commercianti! A vostra disposizione per darvi voce! (Per i precedenti cliccare qui).

venerdì 7 maggio 2010

La Corte dei Conti a Tradate. Atto primo!

INCONSUETA SITUAZIONE,
ALTRO CHE PRASSI NORMALE!
NOI ALLE DICHIARAZIONE DI CANDIANI
CONTINUIAMO A NON CREDERE!

(da Varesenews) Sindaco, vice-sindaco, segretario comunale e presidente della Seprio Servizi a Milano dalla Corte dei Conti. I quattro sono stati convocati dall'ente di controllo amministrativo dopo avere inviato alcuni documenti sui rendiconti economici del 2008. Una prassi che il sindaco Stefano Candiani, al termine dell'incontro, definisce normale: «La Corte dei Conti da cinque anni considera il Comune di Tradate come esempio e capita che ogni tanto vengano a studiare i nostri documenti contabili. Quindi non c'è da fare alcuna dietrologia sulla loro presenza in Comune. Inoltre stanno dando particolare attenzione a quelle realtà che hanno anche delle società come la nostra Seprio Servizi. Non vi è stata alcuna ispezione, è stato un incontro di routine».

Intanto il consigliere comunale Gianluigi Margutti ha avanzato una interrogazione al Sindaco per conoscere i veri motivi della convocazione a Milano, chiedendo anche di visionare gli atti dell'«invito-convocazione» della Corte dei Conti. Altra Tradate vi terrà informati. La Seprio Servizi è stata per mesi alla ribalta anche in questo blog. Quindi, non molleremo l'osso.

giovedì 6 maggio 2010

Primo consiglio comunale di Saronno, «il gattopardo»

E IL PdL SARA' DIVERSO DOPO,
MA PEGGIORE

Se Tancredi, protagonista del “Gattopardo”, vedesse quel che sta accadendo nel PDL saronnese, ripeterebbe la sua celebre frase “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”!
Riepiloghiamo la cronistoria.
Il PDL coordinato da Enzo Volontè perde le elezioni provinciali e politiche del 2008 e le comunali del 2009, ma egli arranca scuse e prosegue alla guida del partito con la protezione dei vertici provinciali e perfino europei. La disfatta più pesante arriva lo scorso 12 aprile, quando perde le elezioni comunali ed il PDL precipita ad un misero 22%, il dato più basso mai registrato, da 16 consiglieri scende a sei. Volontè cerca ancora di scaricare le responsabilità e mantenere il controllo di quel che resta del PDL, ma la base insorge. Sono pretese le sue dimissioni ma, confidando nella protezione dell’europarlamentare Lara Comi, vicina a Berlusconi, rifiuta di farlo, se non fosse per il fatto che l’altro co-coordinatore, Ciro Scognamiglio (Corrente AN), che è un signore e un fine politico onesto, lo prende in contropiede e ammette la grave sconfitta e dà il buon esempio dimettendosi.
A quel punto il re è nudo e, giocoforza, Volontè si dimette. Ma solo come formalità. Nei fatti continua a comportarsi come il padrone del partito e, spalleggiato dalla famiglia De Marco e dall’ex candidato sindaco Marzorati, comincia una guerra contro la corrente della Compagnia delle Opere, la cui rappresentante Elena Raimondi ha ricevuto i maggiori consensi e avrebbe pienamente diritto a prendere in mano la situazione per risollevare le sorti del PDL. Non solo: la guerra (politica) è proclamata pure contro il coordinatore provinciale Rienzo Azzi che, dopo aver intascato i voti della corrente Volontè per essere eletto in regione, non trova più opportuno continuare a concedere il suo beneplacito.
Tutto in Altomare. Si vuole cambiare tutto, ma nessuno può cambiare.
Si arriva così al primo consiglio comunale del sindaco Porro, il 3 maggio e ancora il PDL continua a litigare su chi nominare come capogruppo.
Ore 19,30, le correnti del PDL si trovano in una pizzeria in centrocittà per trovare un accordo. Volontè, De Marco e Marzorati pretendono di nominare Luca De Marco capogruppo e sono inamovibili.
Ore 21: si conclude l’amara pizzata con la Raimondi costretta a porre il veto contro la nomina di De Marco, minacciando le proprie dimissioni.
Ore 21,20: i consiglieri del PDL sono gli ultimi a giungere in consiglio e ancora non c’è un accordo sul capogruppo. Interviene allora il coordinatore provinciale Azzi che – a fatica – riesce a trovare una mediazione (temporanea?), proponendo il proprio figlio Lorenzo come capogruppo. La corrente Volontè deve far buon viso a cattiva sorte, ma… non durerà che un’ora.
Ore 22,40: il giovane – e inaspettato – neocapogruppo del PDL, Lorenzo Azzi, interviene per fare il discorso inaugurale. Gli passano un discorso già preconfezionato che Azzi non ha quasi nemmeno il tempo di rivedere. E’ un discorso da “attaccante”, carico di pregiudizi verso la sinistra che stridono col tenore delle dichiarazioni conciliatorie esternate poco prima dal sindaco Porro, seppure il giovane consigliere ce la metta tutta per dare enfasi. Di conseguenza la maggioranza parte al contrattacco. E’ fuoco a ripetizione sul capogruppo del PDL.
Ore 23,45: senza concordare l’intervento, né col capogruppo, né con gli altri consiglieri (come si converrebbe), prende la parola Enzo Volontè. Ci si aspetterebbe che dia manforte al suo capogruppo, invece lo scarica. Tiene un tono mielato e abbondando in termini come “dialogo”, “collaborazione”, “condivisione di valori”, espone una linea ben differente da quella enunciata da Azzi che, in tal modo, viene di fatto sfiduciato dai suoi stessi compagni di partito o, perlomeno, da una parte di questi.
Questo è stato un segnale grave verso il coordinatore provinciale Azzi, al quale sono già stati fatti pesare i voti che ha ricevuto, verso la CDO, che deve stare sottomessa e silente e… anche verso la maggioranza, alla quale è stato fatto capire con chi devono trattare se vogliono trovare collaborazione e finanche compiacimento del centrodestra.
Cambiano gli assetti, cambiano i capigruppo ma è sempre “lui” a comandare.
A breve dovrà essere nominato un commissario per assumere la gestione del PDL saronnese. Ma a che servirà? Verrà un’autorità dall’esterno con pieni poteri? Sarà messo con le spalle al muro. O starà ai comandi del “correntone del mattone” o, altrimenti, si renderà responsabile della creazione di un nuovo gruppo autonomo in consiglio comunale. E non sarebbe neanche un male… Oppure verrà magari nominato un commissario di facciata? Uno che non è né carne, né pesce? Uno che guarda e prende atto? Un ingenuo che crede di imporre la propria volontà ma, in realtà, sarà sempre Volontè?
Allora sarà l’apologia del pensiero di Tancredi: tutto è cambiato, tutto è rimasto come prima.
L’ermeneutica di questo concetto è però tosto rivelata dallo zio di Tancredi, don Fabrizio che chiosa: “e dopo sarà diverso, ma peggiore”!

mercoledì 5 maggio 2010

Castiglione Olona, il PD sulla autosospensione di Amicarelli

CHE FINE HA FATTO?
AUTOSOSPESO?
Ma chi ci crede?

Riceviamo e pubblichiamo
Dopo aver avuto notizia dell’autosospensione dall’incarico dell’assessore ai Lavori Pubblici di Castiglione Andrea Amicarelli, ho ricevuto sollecitazioni da più parti nel dare un commento su quanto accaduto.
In qualità di portavoce del Circolo cittadino del Partito Democratico castiglionese esprimo senza ipocrisia la più completa perplessità sull'atto di autosospensione dell'assessore.
E’ risaputa la posizione dei Democratici Castiglionesi su vicende amministrative note e meno note che sono state e sono oggetto della nostra attenzione. Prendiamo atto della sua decisione , ma esprimiamo con forza la più totale contrarietà a questo gesto ambiguo, non risolutivo di situazioni amministrative imbarazzanti, lesivo del prestigio della nostra città e che mortifica il ruolo dell’Istituzione.
Il Partito Democratico cittadino sarà attento nei prossimi giorni all’evolversi di questa vicenda, valuterà l’operato del sindaco nel merito dei problemi che sono stati posti alla sua attenzione e deciderà quali iniziative intraprendere e in quale sede.
Dario De Munari
Portavoce del Circolo del Partito Democratico di Castiglione

IL COMMENTO di AltraTradate:
Cari Amici del PD, parlate chiaro almeno voi, per favore! Sull'equivoco Amicarelli, voi non parlate in modo comprensibile. Noi non abbiamo capito ancora la questione. Soprattutto non la capisce la gente che ci invia mail per comprendere. Se la chiarirete con un promemoria, saremo come sempre a vostra totale disposizione. Tra l'altro va rimarcato che la giustificazione «motivi di salute» non regge, e, senza fare pietismi, non seguitela neppure. E' una strada sbagliata che alza fumo inutile. Chi ha motivi di salute, è assente giustificato! Non si autosospende!
«Lunga vita salutare» ad Amicarelli. Ma politicamente la questione è un'altra!
Quindi spiegate la vicenda, perchè la conoscete: siamo infatti certi che la Amministrazione comunale continuerà nel proprio silenzio. Tombale!
Grazie e a rileggervi

Anche per le auto blu la CASTA si distingue!

SCAN-DA-LO-SO!
In Italia oltre 600 mila auto blu. Negli USA 72 mila!

Fanno schifo: leggi «ad personam». Processi brevi. Immunità per le alte cariche. Adesso i loro autisti avranno una franchigia totale per i punti patente! Leggete la notizia

Immunità per le auto blu:
La proposta è passata
Secondo un emendamento agli autisti delle auto del Palazzo non si possono sottrarre i punti dalla patente per nessun tipo di infrazione
E' ufficiale: l'emendamento choc in discussione in questi giorni in Parlamento, quello del senatore Cosimo Gallo (Pdl) che ha proposto l'esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu, è stato approvato noostamte il fatto si tratti si una vera e propria immunità a qualsiasi tipo di infrazione e le tante polemiche scatenate.

"Sull'emendamento che istituisce una patente speciale per chi guida le auto blu - spiega infatti ul capogruppo del PD in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi - ci siamo battuti in Commissione, ed abbiamo votato contro. Ma siamo riusciti solo ad ottenere che la norma sia soggetta ad un preciso regolamento del Ministro dei Trasporti."

La proposta stupisce per due motivi: il primo è legato al fatto che va in senso opposto a tutti i tentativi di rendere più sicure le nostre strade (con relativi aumenti di sanzioni per tutti), il secondo perché arriva proprio nel momento in cui si discute sulla necessità di eliminare le auto blu. Non si è infatti ancora placata la polemica sulle troppe vetture di servizio visto che nel 2009 il parco vetture della pubblica amministrazione è cresciuto del 3,1% passando da 607.918 a 626.760 unità. E solo tre anni fa erano 574 mila. Un numero di mezzi che ci spiazza sempre più rispetto al resto del mondo dove l' Italia batte gli Usa (ma anche Francia, Inghilterra e Germania) dieci a zero nel rapporto di macchine del Palazzo.
Un rapporto incredibilmente alto perché, a fronte delle nostre oltre 600 mila auto blu, ce ne sono 72.000 negli Usa, 61 mila in Francia, 55 mila nel Regno Unito e 54 mila in Germania, fino ad arrivare alle 22 mila del Portogallo, fanalino di coda nella top ten delle auto di rappresentanza, che ogni anno vede l' Italia in testa.

Ma non è solo una questione di rapporto: più di 600 mila auto blu sono un numero impressionante anche in assoluto visto che corrispondono alla metà dei mezzi che circolano a Milano e a un numero di veicoli che potrebbero coprire tutte le corsie, nord e sud, della Roma-Milano.

In ogni caso il senatore Gallo difende il suo emendamento: "Ma che casta e casta!", spiega, "spesso è il politico a chiedere all'autista di accelerare, magari perché l'aereo è arrivato in ritardo e c'è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull'autista". A lui ribatte il capogruppo in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi: "La norma proposta dal PDL non è vero che tutela il lavoratore, è anzi un ulteriore incentivo per chi viaggia sulle auto blu a chiedere all'autista di violare il codice della strada. Già ora esistono delle norme per tutelare chi guida, per esempio facendo presente le motivazioni della violazione ed evitando così, solo se le motivazioni sono fondate, il taglio dei punti. Con la nuova norma non esisterà alcun freno a richieste improprie da parte dei politici e gli autisti sostanzialmente non potranno più rifiutarsi. Questa norma fa il paio con quella sull'aumento della velocità massima in autostrada, la filosofia che anima chi propone queste cose è che chi può corre, gli altri, i meno privilegiati, rispettano le norme e la sicurezza. Ma troppo spesso chi sulla strada non rispetta le norme di sicurezza fa danni più agli altri che a se stesso."

domenica 2 maggio 2010

Il bilancio preventivo 2010? Dopo 5 mesi? Che bilancio sarà mai?

I COMUNI STANNO APPROVANDO
I BILANCI DI PREVISIONE 2010.
A TRADATE A FATICA SI APPROVA
IL CONTO DELLO SCORSO ANNO!

Riceviamo e pubblichiamo
la dichiarazione di voto del gruppo consiliare Ulivo al Bilancio Consuntivo 2009 - Relatore Pino Scrivo
1 PREMESSA
Nonostante nel 2009 siano entrati ben 3.200.000 euro di oneri di urbanizzazione, cifra enorme se confrontata con quanto incassa Gallarate o Busto, il bilancio ha sofferto, perché si è verificato esattamente quello che l’opposizione aveva previsto anni orsono.
«Ripetita Iuvant»: così cari colleghi vado a rileggere quanto abbiamo dichiarato nel mese di Aprile del 2008 durante la discussione del bilancio di previsione:
“Nei prossimi tre anni si dovranno reperire risorse per 1.200.000 euro per far fronte ad una maggiore spesa corrente.
A questi dobbiamo aggiungere come minimo 1.600.000 euro dei canoni di investimento che riconosciamo alla Seprio.
Tradotto in oneri di urbanizzazione vuol dire che come minimo dovranno entrare nelle casse comunali almeno 3.000.000 di euro l’anno.
Ma la Seprio con i 2.200.000 euro di soli canoni non sopravvive”.

Ora, se l’accoppiata Comune-Seprio mostra segnali di sofferenza in senso finanziario, nonostante l’introito di 3,2 milioni di euro provenienti da Oneri di Urbanizzazione, lasciamo ad altri l’esercizio di immaginare lo scenario dei prossimi anni caratterizzati da un ridimensionamento dell’attività edilizia.
La mancata presentazione del bilancio di previsione del 2010 è un primo campanello d’allarme.
Ciò evidenzia le difficoltà del Comune a far quadrare i propri conti nel momento in cui si interrompe il flusso di danaro proveniente dalla cementificazione.
Sempre nel 2008 avevamo consigliato all’amministrazione Comunale di adoperarsi, affinchè riducesse progressivamente la quota di OU utilizzata per coprire la spesa corrente.

Questa è stata la nostra inascoltata richiesta:

“non è sostenibile un modello di sviluppo che preveda il consumo sistematico del suolo e il conseguente impoverimento delle risorse naturali.
Non è sostenibile il meccanismo perverso che spinge le amministrazioni a “utilizzare” il territorio come risorsa per finanziare la spesa corrente.
Vi invitiamo a raggiungere un importante e strategico obiettivo: “l’emancipazione” del bilancio dagli oneri di urbanizzazione.
Fate in modo che dal 2012 sia ridotta a (zero) % la quota di oneri di urbanizzazione destinata al finanziamento delle spese correnti".

Come vede, Signor Sindaco, se avesse ascoltato la minoranza che fa solo opposizione, così come Lei ha scritto recentemente in un messaggio letto recentemente in Villa Truffini, probabilmente oggi avremmo già approvato il bilancio di previsione per il 2010.
Registriamo che, nonostante i termini di presentazione del Bilancio di previsione scadano oggi, non c’e’ traccia del documento.
Ricordo all’assemblea che fino a quando non si approva il bilancio di previsione, secondo l’art. 163 del tuel, è consentita esclusivamente una gestione provvisoria, nei limiti dei corrispondenti stanziamenti di spesa dell'ultimo bilancio approvato.

Ciò è un grave danno per la collettività causato da amministratori che solo a parole predicano la “politica del fare” BILANCIO CONSUNTIVO INCOMPLETO

Quest’anno per la prima volta vi accingete ad approvare un bilancio consuntivo incompleto.

Nulla è a conoscenza dei consiglieri comunali relativamente allo stato gestionale economico e finanziario della Seprio per l’anno 2009.

Vorrà dire che Lei, Signor Sindaco in qualità di rappresentante del Socio Unico e Lei Signor Vice Sindaco in qualità di coordinatore e Lei Segretario in qualità di Direttore Generale sarete gli unici responsabili di tutto ciò che succede nella nostra controllata.

D'altronde siete gli unici che conoscete:
• lo stato d’avanzamento delle opere
• l’entità dell’indebitamento della società,
• i costi di gestione dei servizi loro conferiti
• le modalità d’assunzione del personale, ed il loro costo
• le procedure utilizzate per la selezione dei fornitori
• bandi per l’assegnazione dei lavori per le opere pubbliche.

Saremo ben lieti di leggere documentazione dettagliata sulla gestione ed esecuzione delle opere in base agli indirizzi forniti dall’ente. Cosa che ad oggi è a noi ignota.

2 DATI SIGNIFICATIVI
2.1 Costi del Personale


Da una lettura dei dati del bilancio consuntivo segnaliamo che 80 dipendenti al Comune costano circa 2.900.000 mentre 18 dipendenti alla Seprio nel 2008 sono costati circa 1 milione.

Quindi:
nel 2009 un dipendente al Comune costa circa 36.000 euro l’anno.
nel 2008 un dipendente alla Seprio costa circa 55.000 euro l’anno.

Chiediamo come mai ci sia una differenza così marcata fra il costo del personale del Comune e quello della Società Seprio.

Ci aspettiamo di conoscere gli obbiettivi raggiunti di efficacia e di efficienza dei servizi rispetto alla precedente gestione comunale.

I dati sul costo del personale invece evidenziano come l’economicità sia un obbiettivo palesemente non raggiunto.

2.2 Mancati Rimborsi dalla Seprio
Registriamo che il credito che l’ente vanta dalla sua controllata non solo non diminuisce come programmato nei passati business plan, ma addirittura è aumentato di circa 1 milione di euro passando da 8.756.000 a 9.756.000.
Temiamo che questo trend del debito della Seprio possa portare ad un punto di non ritorno.
Durante la Commissione Bilancio abbiamo anche constatato come quest’amministrazione sia forte con i deboli e generosa con i forti.
Le azioni , volte a convincere la Seprio a saldare il dovuto al Comune sono blande e ignote a noi consiglieri comunali.
Le misure prospettate ai cittadini per indurli a pagare multe arretrate saranno molto più incisive.
Ciò è quanto emerso durante l’ultima seduta della Commissione Bilancio.

2.3 Indebitamento dell’Ente
Secondo la relazione dei revisori dei conti l’indebitamento dell’ente è diminuito rispetto all’anno scorso di circa 300.000 euro passando da 17.700.000 a 17.400.000.
Riteniamo questa affermazione incompleta in quanto a questo dato dovremmo aggiungere anche l’indebitamento della Seprio che secondo il bilancio 2008 della società ammonta a circa 19.500.000.
Il Comune , in quanto socio unico, è responsabile al 100% di quanto accade in Seprio. Pertanto il dato vero di indebitamento complessivo è pari a circa 27.144.000 ottenuto sommando i debiti della Seprio con quelli del Comune e sottraendo il credito di 9.756.000 che il Comune avanza dalla Seprio.
Registriamo che in soli tre anni di gestione la nostra patrimoniale si è indebitata per un importo superiore a quello accumulato dall’ente in decine di anni di attività.
Quando avremo l’onore di conoscere i dati del bilancio della Seprio per l’anno 2009 correggeremo questo dato con il differenziale tra il debito complessivo della Seprio registrato al 31 Dicembre 2009 con quello dell’anno precedente.

Nel mese di Aprile del 2009 i revisori dei conti scrivevano testualmente:
“Presa visione del “Piano operativo annuale 2009 della società controllata da cui si evincono disallineamenti tra alcuni dati del bilancio previsionale del Comune ed il piano stesso, si raccomanda di intervenire affinchè la società uniformi le proprie previsioni con quelle dell’ente”.
Oggi prendiamo atto che nel parere dei revisori sul bilancio consuntivo del 2009 niente è stato evidenziato circa il recepimento della loro osservazione.
Chiederemo loro un chiarimento per iscritto.
2.4 ONERI DI URBANIZZAZIONE
2.4.1 Quote OU per finanziare la spesa corrente
Una ulteriore nota stonata è l’incremento della quota OU che finanzia la spesa corrente passata dal 29% del 2008 al 35 % del 2009.

Accertamento 2007 Accertamento 2008 Accertamento 2009
4.217.063,00 4.787.000,000 3.209.467
28,91% 35,20%
Quota OU = Quota OU = 1.383.891,0 Quota OU = 1.129.789,04

Anche i canoni ordinari riconosciuti alla Seprio sono stati finanziati con gli oneri di urbanizzazione, a dimostrazione della insostenibilità finanziaria, nel lungo termine, dell’accoppiata Comune-Seprio.
Il gruppo dell’Ulivo, augurandosi che la “navigazione a vista” relativamente alla gestione dell’ente non abbia conseguenze eccessivamente negative ed irreversibili, esprimerà un voto contrario all’approvazione del rendiconto finanziario 2009.

3 TUEL
3.1 Articolo 163

163. Esercizio provvisorio e gestione provvisoria.
1. Nelle more dell'approvazione del bilancio di previsione da parte dell'organo regionale di controllo, l'organo consiliare dell'ente delibera l'esercizio provvisorio, per un periodo non superiore a due mesi, sulla base del bilancio già deliberato. Gli enti locali possono effettuare, per ciascun intervento, spese in misura non superiore mensilmente ad un dodicesimo delle somme previste nel bilancio deliberato, con esclusione delle spese tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi.
2. Ove non sia stato deliberato il bilancio di previsione, è consentita esclusivamente una gestione provvisoria, nei limiti dei corrispondenti stanziamenti di spesa dell'ultimo bilancio approvato, ove esistenti. La gestione provvisoria è limitata all'assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse, ed, in generale, limitata alle sole operazioni necessarie per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all'ente.
3. Ove la scadenza del termine per la deliberazione del bilancio di previsione sia stata fissata da norme statali in un periodo successivo all'inizio dell'esercizio finanziario di riferimento, l'esercizio provvisorio si intende automaticamente autorizzato sino a tale termine e si applicano le modalità di gestione di cui al comma 1, intendendosi come riferimento l'ultimo bilancio definitivamente approvato.

giovedì 29 aprile 2010

«Federalismo fiscale», ovvero come saremo continuamente tartassati!

METTONO LE MANI
NELLE VOSTRE TASCHE!
Cittadini, sveglia!
Non vogliono rimborsarvi l'IVA, anche...

Durante l’ultima commissione bilancio è emersa la volontà , da parte della Seprio, di continuare a far pagare ai cittadini l’IVA sulla TIA. La giustificazione addotta rimanda alla scarsa chiarezza legislativa e al fatto che agli enti locali non sia pervenuta nessuna circolare chiarificatrice.

Anche i rimborsi sui pagamenti pregressi saranno ovviamente sospesi, in attesa di ulteriori chiarimenti.
Come se tutto ciò non bastasse, venerdì 30 verrà approvato in Consiglio Comunale un nuovo regolamento TIA, che allargando la base imponibile di fatto aumenta la tariffa per aziende, professionisti e commercianti.

Abrogando il comma a) dell’articolo 12 del vecchio regolamento TIA, ovvero “Non sono soggette al pagamento della tariffa locali ed aree scoperte che per loro natura e/o particolare uso a cui sono destinati, non possono produrre rifiuti” si allargherà la base imponibile di gran parte dell’utenza non domestica.

In un momento di crisi generalizzata non è il caso di chiedere ulteriori balzelli a nessuna categoria produttiva. Sono forse “prove tecniche” di federalismo fiscale?

Chiederemo in Consiglio Comunale di reintegrare l’articolo abrogato.

Consiglieri Comunali
Piergiorgio Campanini
Giuseppe Scrivo

mercoledì 28 aprile 2010

Opinioni a confronto: il dopo elezioni in Lombardia

«IL DOPO ELEZIONI REGIONALI»
nei partiti del Centro destra varesino è come l’effetto del vulcano:
c’è chi decolla e chi resta al palo.

Riceviamo e pubblichiamo
Che sarebbero state una resa di conti le elezione regionali nei partiti varesini erano in molti a pensarlo. Oggi ne sono tutti convinti, presentata la nuova squadra degli assessori della Giunta Formigoni IV° si fanno i conti e ci sono molti feriti e contusi.
Non è un pareggio che accontenta tutti il risultato delle urne (due consiglieri regionali a testa per PDL, LEGA e PD), ma una “rivoluzione” che farà sentire i suoi effetti dentro e fuori i partiti che guidano la politica varesina. Non c’è stato il previsto sorpasso della Lega sul PDL e la forte competizione tra almeno quattro dei sei candidati dei “Berluscones” ha consentito un buon esito elettorale al partito (32,7%), il migliore della fascia pedemontana lombarda, ma ne ha ribaltato più di un congresso gli equilibri interni.
Unico vincitore assoluto nel PDL Raffaele Cattaneo, l’ Assessore regionale alle infrastrutture e mobilità neo riconfermato nelle Giunta Formigoni IV°, “mister 14.456 preferenze” raccolte a tappeto su tutto il territorio provinciale, in ognuno dei 141 Comuni varesini,dentro e soprattutto fuori il consueto bacino elettorale di riferimento della componente cattolica, ha quasi doppiato nei suffragi i competitori e non mancherà di caratterizzare gli equilibri del tutto nuovi che guideranno il PDL provinciale anche in vista delle elezioni amministrative del 2011 a Varese, Gallarate e Busto Arsizio. Al coordinatore uscente del PDL provinciale Rienzo Azzi, reduce dalla disfatta del PDL nella sua Saronno, riesce di staccare il secondo biglietto per il Pirellone di un’incollatura (solo 104 preferenze) sul suo Vice di area AN, ormai ex Assessore regionale all’Agricoltura il gallaratese Luca Ferrazzi protagonista di ottimi risultati personali a Busto Arsizio, Gallarate, Tradate ed in molti centri della Provincia. Una risorsa preziosa quella di un emergente AN di area non finiana che farà molto comodo anche a Varese per una buona intesa con Cattaneo ed il gruppo di amministratori legati al padre nobile del PDL varesino Sen. Tomassini.
Un avvicendamento, un tagliando ed una verifica alla quale non potrà sottrarsi la Lega Nord provinciale che inaspettatamente, almeno secondo le previsioni ed i desiderata della segreteria Candiani, manda in Regione Giangiacomo Longoni già assessore provinciale, legatissimo a Marco Reguzzoni in procinto di sostituire Cota quale capogruppo alla Camera e riconferma la consigliera bustocca Luciana Ruffinelli, lasciando al palo tutti i pretendenti del nord provincia. Resa dei conti nel “movimento” anche per l’insuccesso amministrativo di Saronno che ha visto Candiani inutilmente molto attivo e per la reiterata esclusione dalla Giunta regionale della provincia di Varese… la Bethlemme leghista (così battezzata e da anni da Gianluigi Margutti n.d.r.). Anche nel partito di Bossi si affilano le lame o gli spadoni, notevoli i riposizionamenti in vista delle amministrative del prossimo anno e tempi molto difficili per la segreteria provinciale . Novità sostanziali più che provabili nei partiti che governano la Provincia e le amministrazioni locali, il “dopo elezioni regionali” è come l’effetto del vulcano.
(di Fabrizio Piacentini)