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giovedì 23 dicembre 2010

E il centro pedonale? Solo case su case, catrame e cemento!


IL PARTITO DEL CEMENTO

Vi invio una serie di considerazione sulla mobilità a Tradate dal gruppo mobilità di LegambienteTradat. A primavera riprenderemo le dimostrazioni di gruppo con tante bici per il centro... (critical mass?) 
Arrivederci e grazie Maurizio Alberti

il BOSCOINCITTA' a Milano


UNA PETIZIONE DA SOTTOSCRIVERE

Vi chiedo per favore di firmare la seguente petizione e, se vi è possibile.... anche di diffonderla
mi rendo conto che i simboli politici possano non mettere tutti d'accordo ma non è per i Verdi che lo si fa bensì per il bosco, per chi -da tanti anni- ci lavora con impegno, ma anche per chi vi trascorre il suo tempo libero e per l'utenza forse più importante, i bambini
è un posto straordinariamente bello, tra l'altro mi è capitato di lavorarci per un periodo e posso assicurarvi che è fuori dal comune sia come ambiente naturale che come gestione e filosofia in generale
grazie a tutti
Francesca

giovedì 29 aprile 2010

Villa Inzoli, la proposta non va bene!

LA CEMENTIFICAZIONE
E IL BARATTO!

Riceviamo e pubblichiamo
In merito all’approvazione del Piano Integrato di Intervento di Villa Inzoli, all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale del 30 aprile, chiederemo che il progetto torni in commissione territorio. Si tratta di un progetto troppo importante per la città per essere liquidato in una sola seduta di commissione: si sta parlando di acquistare una villa e relativo parco per circa due milioni e mezzo di euro e, contemporaneamente, di rinunciare ad un’area ad uso pubblico in via Broggi-Cimarosa.Noi il parco lo vogliamo, e villa Inzoli è una proposta che sosteniamo da tempo (anche se non sappiamo cosa intenda farne l’amministrazione e quanto costi ristrutturarla e mantenerla), ma l'attuale progetto non ci convince perché invece di un parco avremo poco più di un giardinetto.
Riteniamo però che ci siano i margini per migliorare il piano, e per questo motivo vogliamo portare in commissione le nostre proposte perché Tradate abbia un parco degno di questo nome.

Luca Carignola
capogruppo Ulivo per Tradate

sabato 17 aprile 2010

Abbattuto un faggio di 140 anni! Vergogna! (2)

IL VERDE E’ UN BENE COLLETTIVO!
BASTA SPECULAZIONI E DEVASTAZIONI

Riceviamo e pubblichiamo

I fatti: in Via Damiano Chiesa il 7 aprile abbiamo avuto la terribile sorpresa di vedere degli operai che tagliavano il meraviglioso faggio di 140 anni. Il pretesto è stata la sua presunta instabilità dovuta alle potature subite per adattarlo alla nuova costruzione: 10 anni fa al posto di un parco con oltre 50 alberi che avevano dai 60 ai 130 anni di proprietà dell’Alphaterm, hanno costruito dei grandi condomini. I pochi alberi rimasti sono sopravvissuti grazie alla mobilitazione di un gruppo di abitanti del quartiere che costituitosi in comitato ne impedì l’abbattimento. Il sindaco di allora Dario Galli sottoscrisse l’impegno a salvaguardare il gruppo di alberi, che comprendeva anche il faggio, esterni al perimetro del fabbricato. La modalità con la quale adesso hanno compiuto questo scempio (nessun preavviso per transennare prima del taglio, la fretta nel dimezzare l’albero per evitare che fossero fermati come già avvenuto in passato, il non averci contattato per consentirci di verificare la veridicità di quanto sostenuto nella loro perizia, la mancanza di possibilità di cercare altre soluzioni condivise per salvare il faggio ed evitargli una morte precoce) è una pratica arrogante e inaccettabile.

Denunciamo la superficialità con cui vengono autorizzate da parte della giunta comunale tagli di alberi, costruzioni e altri tipi di interventi di cementificazione su aree verdi.

Vogliamo che venga fatto un censimento di tutti gli alberi e delle aree verdi, sia pubbliche che private, per salvaguardarle da eventuali devastazioni.

Tutelare la nostra salute e il verde si può e si deve fare. Infatti grazie alla mobilitazione dei cittadini tradatesi sono stati salvati buona parte degli alberi di Piazza Mazzini e almeno una parte degli alberi di Via Damiano Chiesa; alberi preziosi che rigenerano l’aria che respiriamo permettendoci di sopravvivere in una zona altamente inquinata da industrie chimiche, aerei di Malpensa, traffico intenso, contaminazioni elettromagnetiche.

IL VERDE È PATRIMONIO DI TUTTI, OPPONIAMOCI ALLA SUA DISTRUZIONE!
VIGILIAMO IN TUTTA LA CITTÀ PER EVITARE SCEMPI AI DANNI DELL’AMBIENTE.
IN QUEST’EPOCA DI ARROGANZA CONTRO TUTTO CIÒ CHE È VITA NON POSSIAMO PERMETTERCI DI ESSERE SPETTATORI INDIFFERENTI.

Comitato tutela verde

“Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto l'ultimo fiume avvelenato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.”

Abbattuto un faggio di 140 anni! Vergogna! (1)


LA LETTERA DEL FAGGIO
VERGOGNATEVI

Riceviamo e pubblichiamo

Sabato 17 aprile alle 14,30, in Via Damiano Chiesa a Tradate,

incontro informativo e organizzativo contro il taglio del faggio e degli alberi e per la tutela del verde … e per dare un dignitoso saluto al nostro amico faggio.

Grazie per la disponibilità

Comitato tutela verde

Mercoledì 7 aprile sono stato abbattuto. In oltre 140 anni della mia vita vi ho dato ossigeno e ho cercato di abbellire con la mia presenza questa via, sempre in modo discreto, senza chiedere e avere mai niente in cambio, se non la vita stessa.
Negli ultimi anni, noi alberi siamo diventati di troppo, siamo visti solo come un ostacolo alle grandi speculazioni edilizie, permesse da politici ignoranti e arroganti che non hanno nessuna attenzione per il vivente tutto.
Così, su tutto il nostro territorio, altre centinaia di alberi come me sono stati, o saranno sacrificati a questa logica barbara, ottusa e miope.
Anche se offeso e mutilato per farmi adattare alla nuova costruzione, sono riuscito a sopravvivere e avrei potuto continuare a vivere ancora per molti anni. Con la magnolia, le due araucarie e i pochi altri alberi che vedete eravamo i pochi superstiti di una devastazione che ha falcidiato un Cedrus Atlantica e una Betulla alti oltre 20 metri e più di 40 pini di oltre 60 anni, per fare spazio a questi enormi condomini costruiti nel 2000. In Comune non si erano neanche preoccupati, prima di dare la concessione edilizia, di chiedere lo stato di fatto dell’area da edificare, cosa che avrebbe dimostrato la nostra esistenza; siamo stati ignorati, ma si sa, certi giochetti si fanno per agire senza limitazioni di sorta.
Allora, mi fece molto piacere quando, alcune decine di abitanti della zona costituitosi in comitato si sono opposero al nostro abbattimento. Malgrado ciò, chi amministra riesce spesso a farci fare lo stesso una brutta fine. L’Amministrazione Comunale e l’ufficio tecnico non hanno tenuto in alcun conto l’impegno di non abbatterci sottoscritto 10 anni fa con il Comitato. Infatti nonostante le proteste di diverse persone che si sono adoperate per salvarmi anche stavolta, a distanza di 10 anni mi hanno ucciso.
Avere intorno a noi solidarietà e calore umano, ci dà la forza per morire o continuare a esistere con più dignità e coraggio; qualità che non appartiene a chi usa danaro e potere per distruggere e devastare la natura e con essa ogni forma di vita anche umana, sfruttata, spossessata, svuotata di senso.
Mi conforta sapere che in molti non condividono queste devastazioni assurde e spero che riescano prima o poi a impedire questo attacco continuo alla vita.
Ricordatevi che vi ho amato e mi sono sempre sentito un vostro amico attento e silenzioso.
Saluto gli uccelli che mi hanno tenuto compagnia allietandomi con il loro canto, quanti hanno sostato sotto la mia chioma, chi mi ha difeso, gli studenti che ho visto passare a frotte godendo della loro vitalità. Un saluto soprattutto ai bambini, che spero riescano a costruire un mondo migliore di quello che i grandi gli stanno preparando.

Tradate, 7 aprile 2010 il Faggio di Via Damiano Chiesa

giovedì 15 aprile 2010

In bicicletta nella Valle Olona

Vi aspettiamo. (Cliccare sull'immagine per ingrandire)

domenica 11 aprile 2010

Tradate: «Le piante? Riposino in pace. Amen».

EPITAFFIO DEL FAGGIO
Aveva 140 anni. Abbattuto!
Occorre ribellarsi.

In via Chiesa, nel comune di Tradate, nessun altro vantava un diritto di residenza ultra centenario: mercoledì 7 aprile si è spento un faggio di 140 anni, ma non di morte naturale.
Se le solite motoseghe non l’avessero stroncato, avrebbe continuato a purificare l’aria di casa nostra. Come la gazzella della savana anche l’albero di città deve lottare quotidianamente per la sua sopravvivenza, deve mimetizzarsi nell’asfalto senza dare troppa evidenza dello spazio che occupa, non deve pretendere cure e sa bene che al primo acciacco per lui nessun medico ma solo il boia. L’albero è un essere vivente che può richiedere delle cure.
Ricordate lo slogan “prevenire è meglio che curare”: spaventa di più una potatura oggi o uno smottamento domani? Ci costa più consolidare un marciapiede o curare le nostre via respiratorie?
Queste parole non rimedieranno al danno ma un nuovo Faggio in via Chiesa sì, lo aspettiamo così come aspettiamo che vengano rimpiazzati i Tassi e i Faggi abbattuti lo scorso anno sempre a Tradate.
Legambiente Tradate

giovedì 8 aprile 2010

AAA SUOLO CERCASI

5000 ALBERI

Con la campagna “5000 alberi” Legambiente Tradate si è proposta di piantare a Tradate 5000 nuovi alberi e arbusti. Per raggiungere questo obiettivo serve tutto lo spazio disponibile. Oltre al Comune e agli spazi pubblici da esso messi a disposizione, l’Associazione sarebbe felice di coninvolgere nel progetto anche i privati.

Ne troverete ancora, speriamo, visto che questo Comune ha un record per la edificazione selvaggia. Oltre un milione di metri cubi in pochi anni! (clicca qui)

Castiglione Olona, domenica biciclettata

PRIMAVERA LUNGO IL FIUME
Venite numerosi. Vi aspettiamo.

giovedì 18 marzo 2010

Ecologia a Tradate: incontro pubblico questa sera

SENTIAMO CHE COSA CI DIRANNO I CANDIDATI
UNO E' NOSTRO AMICO: PINO SCRIVO
E LO SOSTENIAMO APERTAMENTE PERCHE' E' SEMPRE STATO ATTENTO
AI PROBLEMI SOLLEVATI DAL NOSTRO BLOG!

Riceviamo e pubblichiamo
Questa sera alle ore 21 Tradate Villa Truffini corso Bernacchi Legambiente Tradate, Greenpeace e il Comitato Acquedotto Lonatese Incontrano e dibattitono con i candidati del collegio elettorale di Varese alle elezioni Regionali della Lombardia sulle sorti del nostro territorio
NUCLEARE SI o NO
FIUME OLONA: INSEDIAMENTI INDUSTRIALI SI O NO
AUTOSTRADA NEL PARCO PINETA SI o NO

Sono stati invitati ed hanno confermato la presenza di un candidato per
ogni partito:


- ALESSANDRO MILANI IDV Italia dei Valori
- ALESSANDRO VEDANI LEGA NORD
- IVAN CATALANO MOVIMENTO 5 STELLE
- STEFANO TOSI PD Partito Democratico
- RIENZO AZZI PDL Popolo della Libertà
- GIAMPAOLO LIVETTI Federazione della SINISTRA
- PINO SCRIVO SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'

Moderatore della serata: Matteo Inzaghi direttore di Rete 55

Primavera lungo il fiume Olona

DAL CASELLO DI CASTIGLIONE
AL CROTTO DI CASTELSEPRIO
Buona passeggiata!

mercoledì 3 marzo 2010

L'aria che respiriamo a Tradate

Mal’Aria a Tradate

Riceviamo e pubblichiamo
Legambiente Tradate, in collaborazione con i negozi cittadini, porta l’attenzione sullo stato dell’aria che respiriamo in città.
Sì è conclusa sabato 27 febbraio la settimana di mobilitazione di Legambiente Tradate sul problema dell’inquinamento atmosferico. Gli elevati livelli di polveri sottili (PM10), biossido di azoto (NO2) e ozono (O3), hanno allarmato i cittadini della pianura padana perché già nei primi due mesi del 2010 si sono superati i limiti di legge per troppi giorni consecutivi.
Legambiente Tradate vuole tentare di risolvere questo problema partendo dalle azioni quotidiane, e, visto che in città il traffico su gomma è il responsabile numero uno, sabato pomeriggio per le vie del centro si è snodato un lungo, insolito, serpentone di ciclisti, grandi e piccolini chiedendo che Tradate, così come altre città, diventi una città a misura di bicicletta e di piedi, non solo di auto. Dei negozi che hanno aderito Vetrine Antismog, abbiamo premiato il Family Factor di v. Monte San Michele per aver allestito la miglior vetrina, mentre il Trofeo Tartaruga è stato assegnato proprio all’automobile: il mezzo indiscutibilmente più lento per gli spostamenti cittadini. Il percorso Piazza Mercato – Piazzale delle poste (per imbucare una lettera) – v. Manzoni (per un caffè virtuale) – e Comune è stato compiuto dalle biciclette (sia normali sia elettriche) in 6 minuti, dai rollerblade in 9 minuti, dai pedoni in 12 minuti e dall’auto in 15 minuti.

L’iniziativa non è piaciuta all’Amministrazione e, leggiamo su VareseNews il 26/02/10, Sindaco e Vicesindaco con delega all’ambiente giudicano l’iniziativa come “post carnevalesca” (il Sindaco) e “che lascia un po’ il tempo che trova “ (Ass. all’Ambiente) (se non sono piaciuti a quei due, significa che siete sulla strada giusta!!! Continuate così! n.d.r.).

Siamo dispiaciuti per l’attacco dell’amministrazione comunale. Non riusciamo a comprendere come delle iniziative di sensibilizzazione sul tema della qualità dell’aria e della mobilità sostenibile possano non essere condivise.
Inoltre Domenica 28 Febbraio 168 comuni del Nord Italia hanno aderito al blocco del traffico dimostrando con questa azione la preoccupazione concreta per la qualità dell’aria di tutta l’area padana.
Il problema delle polveri esiste da più di 10 anni e se un cittadino qualunque, preoccupato seriamente dell’aria che respira e che respirano i suoi figli, digitasse su Google “PM10 Tradate” troverebbe un rapporto scritto due anni fa sul sito di Legambiente Tradate con dati ARPA rilevati a Tradate nel 2002 e Venegono nel 2006.
Come evidenziato dall’articolo sotto riportato, scaricabile anche dal nostro sito, è dimostrato che i valori dei maggiori inquinanti dell’aria a Tradate si attestano attorno ai valori medi rilevati dalle centraline di Saronno, Zona Sempione, Varese. Questi sono i dati noti, per chi ovviamente ne vuol tenere conto.
Il cittadino può poi liberamente valutare se dal 2006 ad oggi, con l’incremento del traffico, l’enorme espansione delle costruzioni a scapito di campagne e del verde la situazione può essere migliorata.
In futuro per Tradate si prevedono la Varesina Bis a sud e la nuova pedemontana nord che taglierà in due il parco Pineta nonché la nuova zona industriale che farà sparire altri 300000 metri quadrati di bosco ecc ecc , quanto migliorerà la qualità dell’aria?
Info: info@legambientetradate.it
Il presidente di Legambiente Tradate
Tatiana Galli

venerdì 29 gennaio 2010

Bosco della 'Moronera' SOS: abbattute 50 querce!





E' INIZIATO LO STERMINIO PREVENTIVO

Riceviamo pubblichiamo
Maurizio Alberti, di Legambiente Tradate, ci ha girato questa mail. E' veramente 'tragica': nessuno ne parla! I responsabili sono in Regione; e il Parco della Pineta (interessato anch'esso a una arteria viabilistica in altra zona, quella di Vedano Olona) presidiato dalla Lega di Tradate e da uomini disattenti del PdL, sta a guardare. Noi siamo adirati, altro che "Roma ladrona". Si difenda il territorio!
"E' con grande sconforto che vi scrivo, perdonate il mio sfogo.

Queste foto sono state prese ieri nel bosco della Moronera.
 In anticipo sulla apertura effettiva dei cantieri della pedemontana, i killer delle "100 robinie" hanno cominciato il loro lavoro.
Abbiamo contato almeno 50 grandi querce abbattute fino a ieri ed oggi hanno completato l'opera.
 La fettuccia rossa delimita la porzione di bosco che va sacrificata alla terza corsia della A9, ma questo pezzo di bosco è aldiquà di quel rosso segno di morte. 

Prego Dio che perdoni chi poteva fare qualcosa e non l'ha fatto.
Chi ha responsabilità e non ha protetto questi alberi.
Chi ha provato a proteggerli e non ci è riuscito.

Prego i nostri nipoti di perdonarci tutti, per il mondo che lasceremo loro".

(Ezio P.)

lunedì 25 gennaio 2010

Solo Siberia

DA TRADATE A SAKHALIN
e ritorno in treno‏


Riceviamo e pubblichiamo
In un momento in cui è evidente la necessità di cambiare totalmente l'approccio che le sfere più influenti della società mostrano nei confronti dell'ambiente, delle persone e, in generale, dello stile di vita, voglio condividere l'esperienza del mio ultimo viaggio con quanti ne possano comprendere il messaggio. Quanti fossero interessati a comunicare per domande, chiarimenti, commenti o anche solo per scambio di idee, possono rivolgersi alla mail indicata in fondo a questo messaggio.
daniele - solosiberia.it

L'ultimo viaggio di solosiberia.it
11 novembre 2009 - 7 gennaio 2010
Tradate - Sakhalin e ritorno I N T R E N O 27.840 km percorsi
L'ennesimo viaggio tra i segreti ed il fascino della Siberia e dell'Estremo Oriente russo. A contatto con la popolazione locale e la selvaggia natura siberiana per approfondire la conoscenza di un'area mitica e ricca di storia, tradizioni, cultura e mistero. Il tutto viaggiando con una modalità rispettosa dell'ambiente: la rotaia Eliminare le emissioni di CO2 è possibile: dipende dalle scelte di ogni giorno.

Per approfondimenti e informazioni:
www.solosiberia.it
info@solosiberia.it

domenica 24 gennaio 2010

Autostrada nella Pineta, la Regione dà l'okay

Tradate, approvato il Piano territoriale regionale che confermerebbe il tracciato della Varese-Como-Lecco, l'Alta Pedemontana che "taglia in due" l'area protetta. Legambiente: "Un impatto devastante. La Regione ora spieghi il perché".

TRADATE - Autostrada della Pineta, punto e a capo. Nonostante tutte le iniziative promosse in questi ultimi mesi da Enti, Comuni, associazioni, semplici cittadini e anche dallo stesso Parco Pineta, per scongiurare la costruzione del tratto dell'Alta Pedemontana nell'area verde che si estende da Tradate ad Appiano Gentile, è stato approvato nel consiglio della Regione Lombardia il Piano territoriale regionale che di fatto approva l'avvio dei lavori.


giovedì 21 gennaio 2010

PTR: no di Legambiente Tradate

Approvato il Piano Territoriale della Lombardia
Legambiente Tradate:
No all’autostrada CO-VA nel Parco Pineta

Riceviamo e pubblichiamo
E' stato approvato, in Consiglio Regionale, il Piano Territoriale Regionale: il quadro d'insieme a cui dovrebbero far riferimento tutti i piani urbanistici dei 1600 enti territoriali (comuni, province e parchi) della Lombardia.
ll piano territoriale della Lombardia rappresenta una fotografia della Lombardia del futuro, e se per molti versi permette finalmente di disporre di una visione d'insieme, sia pure un po' sfumata, per altri invece dipinge un quadro inquietante. E' il caso della mobilità che, tanto per cambiare, vede prevalere le nuove autostrade rispetto agli investimenti per il potenziamento del sistema del trasporto pubblico.
In materia di autostrade il piano si è spinto fino alla perfino oltre il gigantismo dei progetti in essere: è il caso della 'Pedemontana Bis', un nuovo tracciato autostradale, parallelo a quello del progetto di Pedemontana, e destinato a collegare Varese, Como e Lecco, intersecando il Parco della Pineta di Tradate e quello della Valle del Lambro. Si tratta di un tracciato contestato da agricoltori, parchi e comuni interessati, per il quale non c'è uno straccio di studio di fattibilità ma che sembra essere messo lì solo per l'interesse elettorale di qualche assessore regionale 'pedemontano insubrico'.

Legambiente si è opposta al progetto con la raccolta di quasi 500 osservazioni contrarie all'opera, che si sono tradotte in emendamenti: oggi una rappresentanza di ambientalisti era presente in aula a seguire i lavori del Consiglio. Per Tatiana Galli, presidente del circolo Legambiente di Tradate: “Quell'autostrada è un inaccettabile attacco ad un territorio fin troppo compromesso dal cemento, non ci stiamo a veder passare un nuovo mostro d'asfalto tra le foreste e le brughiere del Parco Pineta”

"L'impegno - ha osservato l’Assessore al Territorio Davide Boni - è rendere ogni intervento sul territorio attento e coerente con le caratteristiche del paesaggio, evitando il consumo di nuovo territorio”

“Non è chiaro come si possa costruire un'autostrada nel parco - continua Tatiana Galli - senza consumare territorio e rovinare il paesaggio. Leggendo le dichiarazioni dell’Assessore , sembra che parli di un altro PTR, di un altro territorio e di un altro Consiglio Regionale”

Nessuno degli emendamenti presentati da parte dell’opposizione è stato recepito, cioè alla richiesta di contrastare questa infrastruttura la maggioranza al completo ha detto no e il PD si è astenuto.
Per capire la gravità della decisione presa dal Consiglio Regionale, viene presentato di seguito un estratto del “Progetto di legge n. 0138” con il quale Regione Lombardia, nel marzo 2008, istituisce il Parco naturale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate.
" [...] In particolare le aree individuate risultano caratterizzate da un’elevata biodiversità animale e vegetale, con la presenza di elementi biologici e fisici di rilevanza naturalistica, conservazionistica,ambientale e paesaggistica di livello regionale, per i quali è opportuno perseguire le finalità attribuite a tutte le aree naturali protette dall’art. 1, comma terzo, della legge 394/1991 che, per gli ambiti territoriali interessati, consistono nella tutela di equilibri ecologici e biotopi, di valori scenici e panoramici, nonché nella conservazione di specie animali e vegetali, di associazioni vegetali o forestali e di peculiarità geologiche."
(Progetto di legge n. 0138 - Modifiche e integrazioni alla legge regionale 16 luglio 2007, n. 16 “Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi” - Istituzione del parco naturale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate).
A meno di due anni di distanza da quella decisione, Regione Lombardia approva un Piano Territoriale che prevede il passaggio di una autostrada proprio in mezzo al Parco.
Come è possibile che un ente pubblico tuteli una delle poche aree verdi rimaste nella zona pedemontana e contemporaneamente decida di stravolgerlo con un'infrastruttura dall'impatto devastante?

Un'area a Parco Naturale deve essere protetta, tutelata e difesa innanzitutto da chi l'ha stabilita con delle leggi. L'infrastruttura prevista dal PTR va esattamente nella direzione contraria.

Quale messaggio vuole dare Regione Lombardia ai suoi cittadini?
La coerenza delle scelte di un'amministrazione pubblica vanno dimostrate con i fatti.

Legambiente Tradate non ferma qui la sua battaglia, ma continuerà a chiedere agli amministratori regionali di eliminare dal PTR il tracciato dell'autostrada CO-VA e sostituire l'infrastruttura con un'altra di tipo ferroviario. Chiediamo in particolare all'assessore Raffaele Cattaneo, varesino di origini, di spiegare ai suoi cittadini queste scelte devastanti per il territorio pedemontano.

I 'Contratti di fiume' regionali: convegno

UN INVITO A CONTINUARE

Riceviamo e pubblichiamo
Mi permetto di segnalare l'invito che ho ricevuto nei giorni scorsi sul coinvolgimento delle Associazioni dal Contratto di Fiume.
Era una delle iniziative che nell' ambito delle azioni di coordinamento del Parco RTO, MEDIO OLONA e BOSCHI del RUGARETO, si voleva realizzare. Credo si possa ripetere anche in Valle Olona, visto che il Comune di Castiglione Olona era stato individuato referente per le relazioni con gli uffici della Regione Lombardia Contratto di Fiume e i Comuni del bacino Valle Olona Seprio.
Le Associazioni sono un patrimonio che non può essere disperso.
Il territorio si vive, si conosce e si valorizza, solo grazie all' impegno e alla passione di uomini e donne che con proprie azioni raccontano e colorano delle valenze ed emergenze che devono sempre essere tutelate e promosse.
Non servono tanti sforzi o interventi.
Occorre la volontà di ripartire e operare in sinergia con le Associazioni.
Buon Lavoro. Cordiali Saluti.
Enrico Vizza

lunedì 18 gennaio 2010

Sul nucleare un dibattito fra giovani. Bravi!

USLENGHI RISPONDE A ZERINI

Una settimana fa, avevamo pubblicato un pezzo sulla questione nucleare. Allo stesso, con un proprio commento, ha ribattuto Matteo Zerini (lo riportiamo per utilità a fine articolo). Ecco la nuova replica di Isaia Uslenghi.

Per replicare prima di tutto devo precisarle che, nel caso di incidente nucleare e fuoriuscita di gas/liquidi radioattivi, sarà forse in futuro possibile rendere inerti queste materie pericolose fuoriuscite con i batteri divora-scorie ma non è neanche immaginabile almeno per adesso neutralizzare tutte le radiazioni lasciate nell’area circostante dall’esplosione e dai materiali fuoriusciti dal reattore. In previsione di un futuro nucleare con l’utilizzo di questi batteri, verrà utilizzata materia nucleare che, in caso di guasti o incidenti, uscirà nell’ambiente e libererà radiazioni. Poi la materia nucleare verrà distrutta dai batteri ma rimarranno le radiazioni che però non saranno le ultime a venir rilasciate poiché subito un altro incidente ne creerà delle altre e un altro delle altre.
Il problema delle scorie solide verrebbe risolto ma non quello ben più grave delle radiazioni.
In più saremo sicuri che i batteri non diventeranno radioattivi?
Se fosse così sarebbe un disastro poiché i batteri, fatti moltiplicare in modo spropositato, verrebbero liberati nell’ambiente, si moltiplicherebbero ancora e irradierebbero tutto di onde pericolose per l’ambiente e per la vita.
In più non si sa ancora niente sull’utilizzo di questi batteri che per adesso non possono essere utilizzati.
Quindi il problema delle scorie ad oggi persiste eccome.
La seconda cosa che volevo dirle è che gli incidenti di Windscale, Sellafield, Chernobil, Tokaimura ed altri non penso siano stati fatti accadere e che molto spesso l’inefficienza delle centrali si combina con la logica del profitto che lei ha sottolineato.
Poiché credo sia praticamente impossibile eliminare la logica del profitto incontrollato, poiché realmente le centrali nucleari non sono abbastanza sicure e controllate, i depositi di scorie propensi a creare surriscaldamento delle scorie con conseguente possibile esplosione e i fusti in cui vengono solitamente messe le stesse scorie non sono sicuri tanto da lasciar fuoriuscire molte volte i liquidi che contengono, ammesso che si tratta che i materiali in questione sono pericolosissimi e rilasciano radiazioni altamente distruttive nei confronti della vita e dell’ambiente giungo alla conclusione che non vedo perché dovremmo rischiare di minacciare pesantemente la sopravvivenza del nostro pianeta e dei suoi abitanti inclusa la razza umana.
In più durante il funzionamento ordinario, una centrale produce moltissime radiazioni e le miniere di estrazione dell’uranio, che si trovano soprattutto in Niger, Australia e Afghanistan inquinano moltissimo come dimostrato dalla recente ammissione di Areva sul villaggio di Akokan.
Poi lei mi ha criticato perché non ho fornito alternative ed ha anche ragione ma non era perché non esistevano.
Adesso le elencherò cosa potremmo usare come sistema energetico alternativo sia al petrolio sia al nucleare.
Un mix di risparmio energetico, solare e fotovoltaico obbligatorio per gli edifici pubblici, incentivi al fotovoltaico e al solare termico domestico, costruzione di parchi eolici evitando le zone di rotta degli uccelli ed utilizzando le nuove pale che si bloccano quando segnalano la presenza di volatili, sfruttamento degli scarti agricoli e dei rifiuti per produrre energia, utilizzo di fonti di energia geotermica, incentivi alla ricerca su fonti energetiche ancora più efficienti ed ecologiche, eliminazione delle inefficienze dei trasporti pubblici e creazione di nuove piste ciclabili e pedonali.
Per finire vorrei ricordarle che l’uranio non è rinnovabile, non è presente nel nostro paese e ci farà dipendere dall’estero.
- Le centrali nucleari, i centri di riprocessamento delle scorie e i fusti delle scorie non sono sicuri e possono esplodere e/o rilasciare materiale radioattivo e radiazioni.
- I batteri divora-scorie, ammesso se utilizzabili, potrebbero risolvere il problema del materiale solido che una centrale può liberare in caso di incidente nucleare ma non potrebbero distruggere le insidiose e persistenti radiazioni nucleari.
- Non bisognerebbe lasciare materiale altamente pericoloso come l’uranio nelle mani di qualcuno che ne possa trarre guadagno poiché seguendo una logica di profitto a tutti i costi potrebbe non interessarsi delle norme sull’inquinamento.
- Oltre all’uranio nelle centrali nucleari agiscono altri reagenti chimici altamente radioattivi per cui non valgono i batteri divora-scorie.
- Le centrali nucleari consumano quantità pazzesche d’acqua.
- Le miniere di uranio sono altamente inquinanti.
- L’uranio è una fonte non rinnovabile.
- L’uranio non è presente in Italia.

QUI RIPORTIAMO IL COMMENTO CHE AVEVAMO GIA’ PUBBLICATO.
Matteo Zerini ha detto...
Questa è la sua posizione signor Uslenghi contro il nucleare, ma ora perchè non ci espone le sue proposte in modo tale che il nucleare non si riveli necessario?

Il suo discorso purtroppo non si regge in piedi, perchè un tema come l'energia nucleare non può essere affrontato senza prendere in considerazione il fabbisogno energetico di un paese (e del nostro in particolare)... 

Il nucleare ha i suoi contro, lo so benissimo, ma il problema delle scorie ad esempio sta venendo studiato da tempo e vorrei sapere se è a conoscenza del fatto che si è sperimentato con successo l'utilizzo di alcuni organismi per la decontaminazione dalla radioattività di alcuni terreni! 

L'insicurezza delle centrali lei l'ha sicuramente ingigantita, poichè tutti i liquidi rilasciati in acqua non sono stati certo rilasciati per guasti tecnici, bensì per semplice volontà dei gestori della centrale; quindi qui si pone più che altro il problema di eliminare la logica di profitto dai processi di smaltimento delle scorie, risolvibile affidando a ditte di comprovata fiducia la gestione delle centrali.

Le centrali nucleari sono tra le migliori alternative che abbiamo a disposizione! Se si volessero utilizzare le fonti rinnovabili, (cosa comunque necessaria, ma in aggiunta alle centrali nucleari) bisognerebbe tenere presente la grande esigenza di spazio necessaria ad esempio a un impianto fotovoltaico, in un rapporto del tutto sproporzionato all'energia che la tecnologia attuale ci permette di ricavare.

Per l'Italia è fondamentale il nucleare per svincolarci dalla dipendenza energetica da paesi come la Francia, che ha centrali nucleari giusto dietro le Alpi! Non possiamo permetterci di aspettare il 2050, quando si prevede che verranno messe in commercio le nuove centrali di 4° generazione, che non produrranno scorie ecc...
Perchè non possiamo? Perchè se vogliamo permettere allo stato di ridurre le enormi spese per l'approvvigionamento energetico allora dobbiamo incrementare la nostra produzione immediatamente.
Perchè in futuro le fonti attualmente utilizzate si esauriranno e più saranno rare, più saremo alla mercè di chi le possiede.

Questi sono solo alcuni dei motivi che ci devono spingere a dire sì al nucleare.
16 gennaio 2010 11.17

venerdì 15 gennaio 2010

Acquisizione di Villa Inzoli, "Si continua con l'edificazione selvaggia"

Tradate: dell'operazione che il Comune sta conducendo in questi giorni parla Gianluigi Margutti, capogruppo di 'Unione Indipendente', già in passato in prima linea per la salvaguardia dello storico edificio e del suo immenso parco

TRADATE - All'indomani dalla notizia dell'acquisizione parziale della proprietà di Villa Inzoli da parte del Comune di Tradate , mentre invece il resto dell'area sarà destinata alla costruzione di una decina di ville a schiera da parte di un'impresa privata, ecco le prime reazioni sulla decisione presa dall'amministrazione comunale tradatese riguardo uno dei simboli storici e naturalistici della città.

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mercoledì 13 gennaio 2010

Case a schiera e un parco pubblico nel futuro di Villa Inzoli


Tradate, in via di definizione l'accordo tra il Comune e privati per la costruzione di nuovi edifici nell'area storica della città: al Comune resterebbero 16 mila metri quadri di parco e una parte dell'antico edificio

TRADATE - Sembra ormai deciso il futuro della storica Villa Inzoli in Tradate e del suo parco. Proprio in questi giorni, infatti, l'amministrazione comunale sta definendo gli accordi con i privati che dovrebbero acquisire all'incirca la metà dell'area di almeno 30 mila metri quadri, da sempre proprietà di una delle famiglie più antiche di Tradate, gli Inzoli appunto. Nella volontà degli acquirenti privati, la riqualificazione dell'area, ovvero la costruzione di una decina di villette a schiera. Al Comune rimarrebbero 16 mila metri quadri di parco, che dovrebbe diventare pubblico, così come una parte della Villa: non si conosce ancora in che proporzioni.

La definizione precisa dell'accordo si potrà conoscere nei particolari molto presto, visto che già oggi si dovrebbe tenersi l'incontro definitivo tra le parti: dal Comune non c'è stato modo di avere notizie più precise. Per entrare in possesso di parte di parco e di Villa, comunque, l'amministrazione comunale cederebbe un terreno di 13 mila metri quadri in via Broggi, che subirebbe la stessa riqualificazione di quello di Villa Inzoli, ovvero la costruzione di alcune case a schiera. Il progetto definitivo, così come gli eventuali oneri a carico del Comune, saranno presentati nel prossimo consiglio comunale.

Si chiuderebbe così una vicenda che non ha mancato di far discutere tanto la politica cittadina quanto i simpatizzanti, gli Enti e le associazioni ambientaliste: il capogruppo di 'Unione Indipendente' ed esponente nazionale di Unione Italiana, Gianluigi Margutti, si era a suo tempo augurato, con tanto di missiva inoltrata a tutti i componenti del consiglio comunale, che l'amministrazione acquisisse e rivalutasse l'intera area, come segnale contro l' "edificazione selvaggia" che ha interessato il territorio tradatese negli ultimi anni.

Anche il Parco Pineta, per voce dell'allora consigliere Fabrizio Piacentini, aveva caldamente appoggiato la proposta di Margutti, asserendo la necessità di proteggere le ormai poche aree verdi della città e di renderle disponibili ai cittadini.

Legambiente Tradate, invece, da sempre sul campo per la salvaguardia dell'antico edificio e del suo immenso parco, aveva formalmente protestato, con picchetti fuori dai cancelli della proprietà e con una missiva rivolta al sindaco, contro l'abbattimento di una parte degli alberi che popolavano il grande giardino di Villa Inzoli, tra i quali una enorme quercia centenaria e un faggio e un tasso di grandi proporzioni, che hanno lasciato un vuoto paesaggistico molto evidente nella zona.

(nella foto, un particolare della Villa e del parco)