Il problema delle scorie solide verrebbe risolto ma non quello ben più grave delle radiazioni.
In più saremo sicuri che i batteri non diventeranno radioattivi?
Se fosse così sarebbe un disastro poiché i batteri, fatti moltiplicare in modo spropositato, verrebbero liberati nell’ambiente, si moltiplicherebbero ancora e irradierebbero tutto di onde pericolose per l’ambiente e per la vita.
In più non si sa ancora niente sull’utilizzo di questi batteri che per adesso non possono essere utilizzati.
Quindi il problema delle scorie ad oggi persiste eccome.
La seconda cosa che volevo dirle è che gli incidenti di Windscale, Sellafield, Chernobil, Tokaimura ed altri non penso siano stati fatti accadere e che molto spesso l’inefficienza delle centrali si combina con la logica del profitto che lei ha sottolineato.
Poiché credo sia praticamente impossibile eliminare la logica del profitto incontrollato, poiché realmente le centrali nucleari non sono abbastanza sicure e controllate, i depositi di scorie propensi a creare surriscaldamento delle scorie con conseguente possibile esplosione e i fusti in cui vengono solitamente messe le stesse scorie non sono sicuri tanto da lasciar fuoriuscire molte volte i liquidi che contengono, ammesso che si tratta che i materiali in questione sono pericolosissimi e rilasciano radiazioni altamente distruttive nei confronti della vita e dell’ambiente giungo alla conclusione che non vedo perché dovremmo rischiare di minacciare pesantemente la sopravvivenza del nostro pianeta e dei suoi abitanti inclusa la razza umana.
In più durante il funzionamento ordinario, una centrale produce moltissime radiazioni e le miniere di estrazione dell’uranio, che si trovano soprattutto in Niger, Australia e Afghanistan inquinano moltissimo come dimostrato dalla recente ammissione di Areva sul villaggio di Akokan.
Poi lei mi ha criticato perché non ho fornito alternative ed ha anche ragione ma non era perché non esistevano.
Adesso le elencherò cosa potremmo usare come sistema energetico alternativo sia al petrolio sia al nucleare.
Un mix di risparmio energetico, solare e fotovoltaico obbligatorio per gli edifici pubblici, incentivi al fotovoltaico e al solare termico domestico, costruzione di parchi eolici evitando le zone di rotta degli uccelli ed utilizzando le nuove pale che si bloccano quando segnalano la presenza di volatili, sfruttamento degli scarti agricoli e dei rifiuti per produrre energia, utilizzo di fonti di energia geotermica, incentivi alla ricerca su fonti energetiche ancora più efficienti ed ecologiche, eliminazione delle inefficienze dei trasporti pubblici e creazione di nuove piste ciclabili e pedonali.
Per finire vorrei ricordarle che l’uranio non è rinnovabile, non è presente nel nostro paese e ci farà dipendere dall’estero.
- Le centrali nucleari, i centri di riprocessamento delle scorie e i fusti delle scorie non sono sicuri e possono esplodere e/o rilasciare materiale radioattivo e radiazioni.
- I batteri divora-scorie, ammesso se utilizzabili, potrebbero risolvere il problema del materiale solido che una centrale può liberare in caso di incidente nucleare ma non potrebbero distruggere le insidiose e persistenti radiazioni nucleari.
- Non bisognerebbe lasciare materiale altamente pericoloso come l’uranio nelle mani di qualcuno che ne possa trarre guadagno poiché seguendo una logica di profitto a tutti i costi potrebbe non interessarsi delle norme sull’inquinamento.
- Oltre all’uranio nelle centrali nucleari agiscono altri reagenti chimici altamente radioattivi per cui non valgono i batteri divora-scorie.
- Le centrali nucleari consumano quantità pazzesche d’acqua.
- Le miniere di uranio sono altamente inquinanti.
- L’uranio è una fonte non rinnovabile.
- L’uranio non è presente in Italia.
QUI RIPORTIAMO IL COMMENTO CHE AVEVAMO GIA’ PUBBLICATO.
Matteo Zerini ha detto...
Questa è la sua posizione signor Uslenghi contro il nucleare, ma ora perchè non ci espone le sue proposte in modo tale che il nucleare non si riveli necessario?
Il suo discorso purtroppo non si regge in piedi, perchè un tema come l'energia nucleare non può essere affrontato senza prendere in considerazione il fabbisogno energetico di un paese (e del nostro in particolare)...
Il nucleare ha i suoi contro, lo so benissimo, ma il problema delle scorie ad esempio sta venendo studiato da tempo e vorrei sapere se è a conoscenza del fatto che si è sperimentato con successo l'utilizzo di alcuni organismi per la decontaminazione dalla radioattività di alcuni terreni!
L'insicurezza delle centrali lei l'ha sicuramente ingigantita, poichè tutti i liquidi rilasciati in acqua non sono stati certo rilasciati per guasti tecnici, bensì per semplice volontà dei gestori della centrale; quindi qui si pone più che altro il problema di eliminare la logica di profitto dai processi di smaltimento delle scorie, risolvibile affidando a ditte di comprovata fiducia la gestione delle centrali.
Le centrali nucleari sono tra le migliori alternative che abbiamo a disposizione! Se si volessero utilizzare le fonti rinnovabili, (cosa comunque necessaria, ma in aggiunta alle centrali nucleari) bisognerebbe tenere presente la grande esigenza di spazio necessaria ad esempio a un impianto fotovoltaico, in un rapporto del tutto sproporzionato all'energia che la tecnologia attuale ci permette di ricavare.
Per l'Italia è fondamentale il nucleare per svincolarci dalla dipendenza energetica da paesi come la Francia, che ha centrali nucleari giusto dietro le Alpi! Non possiamo permetterci di aspettare il 2050, quando si prevede che verranno messe in commercio le nuove centrali di 4° generazione, che non produrranno scorie ecc...
Perchè non possiamo? Perchè se vogliamo permettere allo stato di ridurre le enormi spese per l'approvvigionamento energetico allora dobbiamo incrementare la nostra produzione immediatamente.
Perchè in futuro le fonti attualmente utilizzate si esauriranno e più saranno rare, più saremo alla mercè di chi le possiede.
Questi sono solo alcuni dei motivi che ci devono spingere a dire sì al nucleare.
16 gennaio 2010 11.17