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venerdì 18 marzo 2011

Tradate: un PdL ai minimi storici anche in credibilità

PDL TRADATESE: PENOSO O PIETOSO?

Confonde la presenza ISTITUZIONALE di una maggioranza di cui fa parte in Comune, con il gazebo (sia pur lodevole) del proprio partito. Come se le celebrazioni per l'unità d'Italia fossero del partito e non della Città. Imparate! Imparate!

“Abbiamo invitato tutti alle celebrazioni dei 150 anni”

La risposta del coordinatore cittadino del Popolo delle Libertà al Partito Democratico che aveva accusato l’amministrazione di non aver organizzato nulla

Leggo dalle pagine di Varese News che la Giunta Leghista e quel che resta del PDL non ha assunto nessuna iniziativa per i festeggiamenti del 150° dell’Unità d’Italia. Non è assolutamente vero. Varie sono le iniziative dell’amministrazione comunale.
Ricordo agli amici del PD che il capogruppo nonché coordinatore cittadino del PDL in data 25 febbraio ha ottenuto l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico per celebrare l’Unità d’Italia alla quale sono stati personalmente invitati tutti i gruppi politici dal coordinatore stesso in occasione della commissione affari istituzionali e ordine pubblico.
Quello che resta del PDL è comunque il secondo partito a Tradate. Avremmo il diritto di avere altri numeri se in politica ci fosse un minimo di coerenza. Però la politica è l’arte del possibile e dell’impossibile e mai come in questo caso… mai dire mai.
18/03/2011
Rosario Tramontana, Capogruppo Coordinatore Cittadino del PD (da Varesenews)

mercoledì 16 marzo 2011

Tradate: nulla per i 150 anni dell'Unità d'Italia!


LEGHISTI VERGOGNATEVI!
E VOI DEL PDL, ANCORA DI PIU'...

Leggete voi. E il commento vi uscirà spontaneo: una vera dimostrazione di nullità politica!


“Nessuna iniziativa per i 150 anni, esponente il tricolore”

L’allarme del Partito Democratico cittadino in occasione dei festeggiamenti per l’Unità d’Italia. Il comune organizza un concerto in biblioteca per mercoledì seraimmagine di separazione
«Nessun festeggiamento per 150 anni dell'Unità d'Italia, comportamento offensivo da parte dell’amministrazione comunale». Il circolo cittadino del Partito Democratico attacca la Lega Nord e il Popolo delle libertà per non aver organizzato iniziative per festeggiare l’evento. In contemporanea al comunicato del Pd è arrivato anche l’annuncio dell’amministrazione comunale: Mercoledì 16 marzo 2011 alle ore 21.00 presso il centro culturale Frera in occasione del 150° dell’Unità di Italia,le bande cittadine eseguiranno un concerto per festeggiare la nascita dell’Italia.
«L'Amministrazione Comunale leghista di Tradate e quel che resta del PDL, ormai prono allo stesso potere leghista, hanno pensato bene di non festeggiare il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia – prosegue invece il comunicato del Pd. Nessuna risposta è stata data al Gruppo Consigliare Uniti per l'Ulivo che in merito aveva proposto una Mozione -. Nessuna notizia arriva dal sito internetComunale, ma siamo certi che all'ultimo momento qualcosa verrà fatto: tanto per dire e per prendere in giro i cittadini. Il Partito Democratico condanna in modo totale questo comportamento offensivo della Storia e di tanti Italiani che in pace e in guerra hanno creduto e operato per l'Italia. Invitiamo tutti i cittadini di Tradate ad esporre il tricolore».


martedì 22 febbraio 2011

Prima o poi ...passano!


PER SORRIDERE...
History of Italy in 3 Images!


sabato 19 febbraio 2011

Ci hanno venduto pure i gioielli di famiglia!


COME VOLEVASI DIMOSTRARE!
LEGA E PDL LA FANNO DA PADRONI

Grandi giri di parole e acrobazie linguistiche e mentali non sono bastati a capovolgere una realtà che era chiara sin dall’inizio e che è stata confermata dalla lettura del rogito notarile del 27 dicembre scorso: la biblioteca Frera è stata venduta alla Seprio. L’Amministrazione comunale è stata quindi sbugiardata dallo stesso atto che è andata firmare: non può infatti definirsi in altro modo se non come compravendita la cessione di un bene da un soggetto ad un altro a fronte del pagamento di un prezzo.

Per questo motivo, e per il fatto che essendo già stato effettuato (a tempo di record) il passaggio di proprietà non è più possibile chiedere la sospensiva della delibera da noi impugnata, non riassumeremo il giudizio avanti al Tar di Milano. Non riteniamo inoltre che sia il caso fornire pretesti all’Amministrazione per buttare altri soldi in spese legali: il ricorso al Capo dello Stato da noi promosso non costava nulla mentre la semplice mossa di portare inutilmente la questione al Tar è già costata a tutti i tradatesi 3.000 euro.

Restano comunque tutti i dubbi su una operazione nebulosa, escogitata solo per aggirare il patto di stabilità, e dai vantaggi finanziari per le casse comunali e della Seprio ancora tutti da dimostrare.

Luca Carignola, Luigi Luce, Piergiorgio Campanini, Pino Scrivo,

Gianluigi Margutti, Massimo Tagliabue e Carlo Uslenghi

martedì 15 febbraio 2011

Un ricorso bocciato, ma la questione politica rimane


Pubblichiamo la questione «Accordino vs Candiani» per dare onore alla cronaca.
Poi ognuno li commenti come vuole, vedendo negli altri i propri comportamenti, come Pipolo, lui che è sempre spasmodicamente in cerca di far parlare di sè...

Assessore “licenziato”, il Tar dà ragione al comune

Il Tribunale amministrativo regionale dà ragione al comune: è possibile “licenziare” un assessore nel momento in cui viene meno il rapporto di fiducia. È la sentenza emessa dal Tar sulla vicenda che ha visto contrapposti il comune di Tradate e l’ex assessore Franco Accordino. Quest’ultimo (ex Alleanza Nazionale, oggi Futuro e Libertà) si era opposto fermamente alla cessione della biblioteca Frera alla Seprio Servizi, insieme al “suo” consigliere comunale Fabio Bascialla.

Ad Accordino, dopo le dichiarazioni contro l’operazione, il sindaco Stefano Candiani aveva immediatamente ritirato le deleghe. L’assessore, rimasto così senza incarico pubblico, aveva fatto ricorso al Tar, spiegando che la decisione non era stata motivata e che non era stato preventivamente avvisato del provvedimento.


La sentenza

Nelle ultime ore è giunta in comune la sentenza del tribunale: «Dalla lettura degli atti impugnati è agevole rilevare che il provvedimento è motivato - si legge nel documento -, sebbene in forma sintetica, con il venir meno del rapporto fiduciario dovuto, nella sostanza, al passaggio del ricorrente (Accordino, ndr) da Alleanza Nazionale a Futuro e Libertà». Nella sentenza il tribunale fa anche riferimento alla comunicazione data dal sindaco Candiani al consiglio comunale «esponendo all’assemblea le ragioni del venir meno del rapporto fiduciario». E ancora: «Non è richiesta la documentazione di avvio del procedimento - prosegue la sentenza -, prevalgono valutazioni tese a salvaguardare il proficuo rapporto tra la Giunta e il consiglio comunale rispetto alle ragioni politico-personali dell’assessore».

I giudici rifiutano anche l’ipotesi avanzata da Accordino rispetto ai possibili danni di immagine:


«L’affievolirsi del rapporto fiduciario prescinde da valutazione in ordine di capacità e ai meriti della persona, che non assumono rilevanza in fattispecie di tale natura, nè generalmente, come nel caso di specie, sono poste in discussione».


I commenti

Il Tar respinge quindi qualsiasi ricorso: il sindaco Stefano Candiani ha agito correttamente, ma le spese “di lite” saranno divise tra le parti. Duro il commento del primo cittadino: «Il metodo usato da Accordino scimmiotta quello nazionale, per paralizzare l'amministrazione a livello politico. Ne prendano atto i cittadini: la comunità tradatese pagherà adesso questi 10mila euro di spese per difendersi. Grazie ad Accordino e a una causa inutile. Soldi che magari potevano essere dati alla Proloco, visti i buchi lasciati aperti».

«Accordino ha cercato la prima pagina a tutti i costi - commenta il vicesindaco Vito Pipolo (Pdl) -. Chi ricorre al Tar, lo fa per ottenere quei risultati che politicamente non riesce a ottenere». «Una sconfitta politica di futuro e libertà - aggiunge Mario Clerici (Lega Nord) -. Fanno roboanti richiami all'etica ma si e persa di vista la dignità politica».


La risposta di Accordino

«Le sentenze non si commentano, ma si eseguono - risponde l’ex assessore -. Avevo fatto ricorso per servire la città, perchè volevo continuare a fare bene il mio lavoro. Il mio interesse era fare in modo che la città non dismettease i suoi gioielli, come la biblioteca o Villa Truffini. Anche se il Tar ha dato ragione al comune sul mio ricorso, non cambio certo idea sul fatto che quelle operazioni non erano da fare».

Sull’accusa di aver fatto spendere soldi alla comunità, Accordino risponde: «Io non ho fatto spendere nulla al comune, hanno deciso loro di resistere. Mi spiace che l’amministrazione comunale abbia speso soldi dei cittadini, ma si deve considerare la stessa amministrazione ha speso molto anche per altre cause che si poteva risparmiare, ancora più di questa. Non mi sento per nulla in colpa».

15/02/2011

Manuel Sgarella manuel.sgarella@varesenews.it

sabato 12 febbraio 2011

Bascialla (FLI) non mollla... Candiani deve andarsene a casa!

ABBIAMO LETTO


“Il comune necessita di un nuovo timoniere”

Il consigliere comunale di Futuro e Libertà, Fabio Bascialla, risponde al sindaco Candiani che aveva criticato le numerose mozioni presentate



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Ricordo al Sindaco Candiani che da quando sono stato espulso dalla maggioranza per non aver condiviso la Sua scelta di vendere biblioteca Frera e Villa Truffini ho proseguito nel mio impegno di amministratore, cercando di essere attento a che venissero portati avanti gli atti amministrativi condivisi e partecipati sino ad allora.

Ne sono un esempio le mozioni, a lui non gradite, riguardanti la riqualificazione della Piazza di Abbiate, ora abbandonata, o la distribuzione dei sacchi per la raccolta differenziata presso il palazzo municipale.

Situazione, quest’ultima, ripristinata dall’Amministrazione solo dopo la presentazione, da parte di chi scrive, di una mozione.

L’attività amministrativa, da mesi, riguarda solamente il recepimento di Leggi cui i comuni sono obbligati ad adeguarsi e l’approvazione di varianti al piano regolatore, su precise istanze di privati, e di ciò ne sono prova gli ordini del giorno dei recenti consigli comunali.

L’impressione è che la barca stia procedendo senza una rotta precisa e necessiti di un nuovo timoniere che sappia motivare l’equipaggio e che abbia voglia di remare.

E che non releghi nella stiva di assessorati dimenticati chi gli ha dedicato anni di impegno o, ancor peggio, li abbandoni in balia delle onde.

12/02/2011

Fabio Bascialla, consigliere comunale Futuro e Libertà

(da Varesenews)

venerdì 4 febbraio 2011

Tra un po' andrà a Castiglione Olona...un trasloco?


SI DICE CHE ABBIA MESSO GLI OCCHI
SU UNA VILLA A CASTIGLIONE OLONA...
PER PREPARARSI A FARE IL SINDACO DI QUELLA CITTA'???

Troppe interconnessioni con i metodi tradatesi. Candiani trasloca???? Secondo noi ci sta pensando!! Volentieri lo regaliamo ad altri!
Leggiamo Varesenews:
CASTIGLIONE OLONA

“È ancora crisi nella maggioranza”

Affondo della lista civica Progetto Castiglione che chiede al sindaco anche chiarimenti sul Piano di governo del territorio: “Siamo già troppo in ritardo”


«Siamo certi che la situazione di crisi sia tutt’altro che risolta e che le varie anime della Maggioranza siano ancora sul piede di guerra, sempre che non lo siano anche più di prima. Dopo la lettura in Consiglio Comunale del documento del PDL, letto dal Capogruppo Andrea Amicarelli, in cui si criticava duramente le scelte politiche del Sindaco circa la nomina dell’Assessore Frigeri al posto dello stesso Amicarelli, la mancata sostituzione dell’Assessore al Bilancio e l’avvicinamento, fin troppo evidente, alla Lega di Candiani, attendiamo di ascoltare nel prossimo Consiglio Comunale la risposta del Sindaco stesso. Crediamo infatti che nessuno, per coerenza e correttezza, possa nascondersi o sottrarsi ad un intervento così duro e netto fatto in una sede istituzionale come il Consiglio». Parole del gruppo Progetto Castiglione che chiede al primo cittadino Emanuele Poretti, di riconoscere lo stato di crisi per sarebbe in atto nella maggioranza: «Per l’ennesima volta quindi, secondo noi, Poretti in queste dichiarazioni ha voluto mentire ai Castiglionesi negando i fatti e l’evidenza mostrandosi ottimista e positivo verso una situazione che in realtà preoccupa e che crea non pochi imbarazzi e problemi nel lavoro dell’Amministrazione».


L’affondo della lista civica è anche su nuovo piano di governo del territorio che sarebbe allo studio in comune: «Il fatto che sia il Sindaco a parlare di PGT ci fa fortemente sospettare che l’Assessore al Territorio e Vicesindaco Ezio Limido, che da molto tempo lavora per far passare la propria linea in tema di PGT, sia stato messo sotto tutela, trattandosi di un tema tanto delicato quanto strategico. Inoltre, partendo dal fatto che la procedura è ormai aperta da mesi e che ad oggi nessuno dei passaggi previsti dalla Legge è stato portato a termine, ci riteniamo preoccupati dal presentimento che si voglia progettare soddisfacendo più le richieste dei privati che pensano al bisogno pubblico. Si capisce che da questa impostazione non si progetta una città ma si sopravvive, anche politicamente. Il processo di adozione di un PGT è lungo ed articolato e deve passare attraverso alcuni appuntamenti a cui non si può prescindere. Quindi vorremmo conoscere al più presto qual è l’indirizzo strategico propedeutico al documento di piano, quali sono gli strumenti di partecipazione della cittadinanza alla formazione del piano e il calendario degli incontri con i portatori d'interesse della città (imprenditori, progettisti, associazioni di categoria, ambientalisti e minoranza consiliare). Tutto previsto dalla Legge e di fondamentale importanza per progettare davvero la Castiglione del futuro».

3/02/2011

manuel.sgarella@varesenews.it

domenica 23 gennaio 2011

L'amico(a) del giaguaro continua a intervenire. Grazie!


NON SONO RISPOSTE
MA IMBARAZZATE DIFESE ...


E' la seconda o terza volta che una persona (la cui identità ci è sconosciuta, ma di cui conosciamo bene il ruolo... non siamo boccaloni!) interviene per difendere l'indifendibile.
Questa volta ci parla della pista del ghiaccio. Ma è veramente disinformata! Intanto tale pista al Comune di Tradate è costata oltre 200 mila euro tra oneri diretti e riflessi per farne nulla.... e ora ci si giustifica affermando che la pista non ci costerebbe nulla perchè è gestita da un società (i Busnelli). Finalmente. Ma non avremmo neppure dovuto acquistarla. Ci capisce o no??? Inseriamo il commento di questa anonima persona (!!!). E ricordiamo: da qui sono state avanzate SEMPRE proposte e denunce DOCUMENTATE! Se lo ricordi!

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Tradate: Comune sprecone? Ora è al verde!": (cliccate)

Mi chiedo Voi al posto della amministrazione attuale cosa avreste fatto.
Invece di continuare a sparare a zero sui soldatini, perchè non proponete fatti concreti; Voi che siete dalla parte del popolo (teoricamente), perchè invece d sottolineare sperchi e mancanze altrui non sottoponete al popolo stesso alternative VALIDE a questo "strapotere" biancoverde?

Voi che sparate sempre su questa maggioranza che ci (mal?) governa... non sapete nemmeno che quest'anno la pista del ghiaccio è stata gestita esternamente perchè dato che il comune non aveva fondi l'ha gestita il signor Busnelli... (con oneri annessi)...

...Voi che parlate di mal informazione, siete i primi a dare una informazione leggermente (mi vien da sorridere) tendenziosa e atta solo a gettare fango...

...fate l'analisi di quanti comuni si trovano nella situazione (economica) di Tradate; forse non è proprio un dilapidare i fondi da parte di sindaco e amministratori quel che sta succedendo...

...e probabilmente la gente di buon senso questo lo capisce...

..mentre i pecoroni si riempiono la bocca di parole e parolone... senza neanche sapere di cosa parlano...

martedì 4 gennaio 2011

La Coop si trasferisce? La non politica dei centri commerciali a Tradate! Viva la Lega!

SE NESSUNO SMENTISCE,
LA NOTIZIA E' ALMENO VEROSIMILE...

Ma è vero quanto si sussurra oramai in modo quasi esplicito che la Coop si trasferità presso il centro commerciale della Fornace? Come mai?

La Coop si era recentemente ampliata e aveva variato anche le proprie volumetrie presso lo storico Centro Commerciale esistente da circa 20 anni in Tradate. A che cosa serviva una richiesta di ampliamento, fatta in fretta e furia, quando si sapeva che a 100 metri, al di là della via Monte San Michele doveva sorgere un maxi centro commerciale?

E’ così che si programmano gli interventi urbanistici in Tradate? E come mai alla Coop sono stati applicati oneri di costruzione quasi doppi rispetto a quelli applicati alla maxi speculazione del centro Commerciale Fornace?

Queste domande ci vengono molto spontanee ora che vediamo che la Nuova Coop sta lodevolmente sponsorizzando alcune iniziative dell’amministrazione comunale di Tradate. Ci torna alla mente una celeberrima frase latina: «Timeo Danaos et dona ferentes». Sono le parole pronunciate da Laocoonte ai Troiani per convincerli a non fare entrare il famoso cavallo di Troia nella città. La traduzione più diffusa è «Temo i Danai (i Greci) anche quando portano doni». Qui il cavallo di Troia, che ha fatto saltare l’economia tradatese, è stata la fornace. Ne siete convinti amministratori comunali della Lega e di Forza Italia? E soprattutto chi è il vero «simulatore»?

martedì 30 novembre 2010

Bascialla (ex AN) è ancora in maggioranza?

COSI' ABBIAMO LETTO
La “cessione” della biblioteca questa sera in Consiglio Comunale con diverse mozioni presentate dal consigliere di maggioranza “dissidente” Fabio Bascialla.

Di solito VareseNews è informatissimo. Per questo riportiamo questo pezzo, perchè leggiamo che il Consigliere Bascialla sarebbe ancora in maggioranza...

Un consiglio comunale molto caldo. Martedì sera nella sala consigliare di Piazza Mazzini l’assise municipale sarà piuttosto accesa dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla “cessione a titolo oneroso” della biblioteca Frera alla Seprio Servizi. Questa volta però non sono le minorane (Gruppo Ulivo, Unione Italiana e Città Nuova) a presentare mozioni sul tema, ma è un consigliere comunale di maggioranza, Fabio Bascialla.
Si tratta dello stesso consigliere che aveva votato contro la “cessione” e che ha presentato per la nuova seduta una mozione che chiede la revoca della precedente delibera. Ma non è l’unica mozione che il consigliere ha presentato: sono altri tre i documenti all’ordine del giorno.
Bascialla, ex Alleanza Nazionale, oggi è vicino a Franco Accordino, l’ex assessore a cui il sindaco Candiani aveva ritirato le deleghe proprio per la sua posizione contraria sulla questione della biblioteca.

Ecco i punti all’ordine del giorno:

1. Lettura verbali sedute precedente
2. Comunicazione del Sindaco
3. Variazione di Bilancio di previsione 2010, relazione previsionale e programmatica, programma investimenti, bilancio pluriennale 2010 –2012. Assestamento di Bilancio
4. Integrazione delibera di Consiglio Comunale n. 31/2007 relativa alla conversione del diritto di superficie in diritto di proprietà.
5. Individuazione località del territorio non metanizzate
6. Mozione ad oggetto: Creazione di spazi di sosta sulle vie S. Stefano e Cavour in Tradate presentata dal consigliere comunale Fabio Bascialla Prot. 20627 del 18.11.2010.
7. Mozione ad oggetto: Revoca della delibera di Consiglio n. 69 del 30 ottobre 2010 avente ad oggetto il conferimento a titolo oneroso del polo culturale Frera e della Villa Truffini alla Seprio Patrimonio Servizi srl presentata dal consigliere comunale Fabio Bascialla Prot. 20628 del 18.11.2010.
8. Interrogazione presentata in sede di conferenza dei capigruppo consiliari dal consigliere Fabio Bascialla. Prot. 20955 del 25.11.2010
9. Mozione ad oggetto: Mozione relativa alla situazione del personale della Polizia Locale, presentata in sede di conferenza dei capigruppo consiliari dal consigliere Fabio Bascialla. Prot. 20956 del 25.11.2010
29/11/2010
(da manuel.sgarella@varesenews.it)

giovedì 22 luglio 2010

Silvio Berlusconi, biografia non autorizzata

IL CAVALIERE AZZURRO


IL CAVALIERE AZZURRO
SILVIO BERLUSCONI,
UNA BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA
DI GIANLUIGI MARGUTTI E EMANUELE PIGNI

Scopo del lavoro dei due autori, è fornire riferimenti sull’uomo di Arcore e sui percorsi da lui intrapresi, ponendo fatti e azioni in connessione fra loro, senza pregiudizi. Non c’è odio nelle pagine, non c’è neppure amore; casomai, e questo potrebbe apparire un limite, c’è stato un feeling deluso, ma per motivi ideali e non per posti non occupati o ruoli non ricoperti.
«Lui il diavolo, lui il ricco. Troppo ricco da creare invidie e gelosie. Lui, il Paperon de’ Paperoni. Lui, l’amico di Bettino Craxi. Lui, colluso con la mafia. Lui, padre padrone di tutti e di tutto. Lui, che non è amato dalla Magistratura. Lui, cui hanno effettuato circa 500 perquisizioni per i più svariati motivi o sempre per gli stessi motivi...».

Tuttavia è l’ora della cultura della ragione, non dei romanzi politici e della storia romanzata. Dove Berlusconi non è riuscito? Quando si è fatto (e si fa) intrappolare nelle proprie vicende personali (in primis la questione dei processi, dei rapporti con la Magistratura e con alcuni organi dello Stato: se non gli sono consenzienti, li ritiene a lui contrari). Differente la situazione di Craxi che alcuni ritengono precursore e ispiratore del Cavaliere. La percezione su Berlusconi è chiara: deludente, nonostante tanto clamore: «Odo solamente il ruotare del mulino, ma non vedo la farina». Può cambiare ancora, ma dovrà cacciare la corte dei miracoli.
L’analisi delle fortune di Berlusconi in contrapposizione ad altre narrazioni e interpretazioni

Il primo Silvio Berlusconi visto nelle vicinanze, ma pur sempre un Berlusconi non autorizzato.

giovedì 8 luglio 2010

Fini vs Berlusconi

Berlusconi-Fini, lo scontro.
PdL, «cavallo scosso»?

Così ho titolato titolo uno dei capitoli del mio ultimo libro sul «Cavaliere Azzurro» (in uscita in questi giorni).

Ho letto con molto interesse (come sempre del resto) la opinione di Benedetto Ippolito «Fini, Berlusconi e la crisi oramai imminente». Questa volta, però, non la condivido in toto, come più e più volte mi è capitato. E appunto per questo intendo qui aggiungere (non «controbattere») altre riflessioni personali.
Spesso si è parlato della contrapposizione tra un «partito del Parlamento» rappresentato dal presidente della Camera dei deputati e un partito del governo, guidato dal presidente Berlusconi. A Gianfranco Fini meglio riesce il ruolo di capo del partito e al Cav. quello di capo del Governo. Secondo Giancarlo Loquenzi «Fini ha riempito il campo della politica che si è aperto con la nascita del nuovo partito. Berlusconi ha lasciato quel campo libero, preferendo da un lato fissare il suo lascito nella storia italiana degli ultimi 15 anni, la sua legacy, dall’altro dare voce ai fatti, ai numeri, alle evidenze e agli impegni del governare. Si tratta di una contrapposizione diversa da quella prevista, se volete più profonda e più vera, ma interna alla stessa dinamica e perciò meno lacerante».
O almeno, appariva meno lacerante, allora, durante il primo (e finora unico) congresso del PdL.

Da allora, però, gli eventi si sono complicati e alcune situazioni sono precipitate. Quando un filo rimane per troppo tempo teso e i rappporti sono pieni di reciproche diffidenze, allora non c’è più scampo. Si può tifare per Fini o per Berlusconi. Liberamente. La situazione però si è messa male per il presidente della Camera: i suoi uomini gli sono stati quasi totalmente «sfilati» uno ad uno. Questa è un’arte in cui il Cav. è veramente maestro: sa «blandire» in «ogni» modo (con «ogni» mezzo) le persone che gli servono.
In politica, poi, e con la attuale legge elettorale (quel famoso porcellum, che soprattutto ora Umberto Bossi ribadisce come intoccabile e non riformabile), chi si allontana dal capo, non ha prospettive per la riconferma negli organi elettivi della Repubblica.
Pertanto Fini – che questi poteri di cooptazione ha sì, ma ridotti al lumicino – deve di nuovo cercare il consenso tra gli elettori, deve ottenerne i voti, e deve ricominciare a tessere la tela perché il suo precedente soggetto politico, Alleanza Nazionale, non esiste più. Fini dovrà creare un nuovo partito? Chi starà con lui? E poi e soprattutto: chi si schiererà con lui? Vedremo.

«In realtà Fini è sempre stato solo, anche quando An era solo An, perché ha sempre mantenuto una posizione più moderna rispetto allo zoccolo duro del suo partito», è la visione di Fabio Torriero direttore del mensile La Destra! «In questo momento l’interesse di Fini è portare la destra all’interno delle istituzioni, e si spiega in questa direzione l’asse con Napolitano. Diversa la strategia dei suoi colonnelli il cui compito è di portare An dentro il PdL».

Tot capita, tot sententiae. Infatti.

Un conto però sono le dichiarazioni e i «distinguo»; altra cosa è la lite, il duello. Chi avrebbe mai pensato allo showdown dello scorso 22 aprile?
Non è che il nostro «Cavaliere azzurro» sia stato definitivamente disarcionato? O almeno il suo cavallo «scosso» (il PdL) continuerà la corsa per lui?
In rapidissima successione si è giunti alla conta finale, allo scontro per il chiarimento. Animalescamente la politica ha tirato fuori le proprie caratteristiche: vince chi «marca meglio» il proprio territorio e chi «lo sa difendere».
È stato un duello all’arma bianca, con una platea quasi unanime dalla parte di Berlusconi e una parte minoritaria, invece, dalla parte di Fini.
Gli applausi erano solo partigiani e da tifoseria. Chi era con il Cav. applaudiva lui e solo lui, qualunque cosa argomentasse. Chi era con Fini, applaudiva solo Fini, qualunque cosa argomentasse. Al di là dei contenuti.

Un vero «derby». Si è assistito a un dibattito con esito scontato, senza il confronto aperto ad altri contributi o ad altre idee. O sei di qua, o sei di là.

Si doveva arrivare allo scontro tra due modi di intendere e di vivere la vita politica in un partito: tra chi ritiene di esserne il dominus, il «padre padrone», e chi ci è stato «tirato dentro per i capelli» (mal consigliato dalla propria corte dei miracoli) e che ora vuole (tardivamente?) reagire a una situazione insostenibile e imbarazzante. Oramai gli attacchi concentrici su Fini da parte delle corazzate mediatiche in qualche modo collegate al premier, non erano più tollerabili. E Fini è andato diretto allo scontro. Lo hanno cercato tutte e due i contendenti. Chi ha vinto?
Anche qui dipende da che parte ti poni: i «berluscones» sono convinti che l’enfant prodige del Movimento Sociale Italiano, poi AN, sia arrivato al capolinea. Ma la politica è ben più sottile e difficile: la crepa all’interno del PdL c’è, si è aperta. Non potrà assolutamente richiudersi; caso mai potrà solo ampliarsi.
«Il dado è tratto». Fini deve convincersi i suoi comportamenti sono pericolosissimi, quasi temerari per chi li attiva e pertanto deve essere pronto a pagarne il conto. Qualunque esso sia! Neppure il prestigio della sua carica istituzionale può assicurargli un trattamento politico «blindato» o di «riguardo». Non può – sotto il profilo politico – ottenere un salvacondotto in quanto presidente della Camera.

«Chi rompe paga e i cocci sono suoi». È fondamentale questo concetto, sempre e ovunque. Non è un proverbio, ma una legge dei rapporti tra le persone e i gruppi.
Fini può dissentire. Anzi, fa bene a dissentire. Fa bene a porre la questione della democrazia reale nel partito di cui è co-fondatore (un errore esserlo stato in quel modo «predellinesco»); fa bene ad evidenziare che lui non tollera la subalternità del PdL alla Lega di Bossi; fa bene a rinfacciare a Berlusconi che la Lega – partito alleato – ti scava la fossa per prenderti il consenso e i voti; fa bene a ricordare le questioni della cittadinanza, le questioni razziali, le questioni morali, le questioni sulla giustizia, le questioni di un governo che governi e sappia chiedere il consenso anche ai parlamentari e ai partiti che lo sostengono. Che è ora di iniziare la strada delle riforme «con larga partecipazione, larghe intese».
Fini fa bene. Ma non potrà chiedere per se stesso un trattamento speciale: esiste la «legge del branco» che ora non ti accetta più, che ora ti mette fuori. Se vorrai mantenere la carica che ricopri, dovrai «ri-contrattarla» di nuovo in condizioni totalmente diverse.
Insomma Fini ha sdoganato se stesso, questa volta da solo, e nessuno potrà in futuro gridargli ancora «fascista».
Difficile concludere la querelle.

Appare sempre più probabile che la Lega potrebbe anche sopravvivere a Bossi per il suo radicamento e il suo controllo del territorio «manu militari», mentre il PdL senza Berlusconi si rimescolerà, si rigirerà, si scompatterà, imploderà. Chiuderà i battenti. Troppe le persone cooptate, nominate; pochi invece gli eletti per meriti precedentemente acquisiti sul campo. Ha ragione Berlusconi quando ha invitato i propri parlamentari a lavorare di più e a «girare di più tra la gente, anche durante il weekend, come egregiamente fanno i deputati della Lega».
Il fatto che nel centrodestra abbia vinto la Lega è stata la scintilla che ha acceso la benzina nel PdL.
Il nostro Paese ha sofferto nella Prima Repubblica perché c’era troppa «politica politicante»; ora si è trovato a non averne più.
Mentre ce n’è bisogno ancora, per uscire dal qualunquismo che genera il gossip, la disinformazione e l’ignavia. Il Paese deve crescere «ragionando» perché sa guardare in faccia alle sfide del futuro. Il Paese ha bisogno di aiuti strutturali, non di proclami per ottenere consenso.

E Berlusconi se vuole, lo sa fare. Esca dalla prospettiva per cui lui deve pensare a tutto. Può anche farsi da parte, per un disegno superiore. No?

Gianluigi Margutti

martedì 6 luglio 2010

Le truppe del Papa

IL VECCHIO SILVIO

Perché nel Partito delle libertà si contestano sempre di più le correnti, che tali non sono, e continuano a nascere fondazioni?
Perché sembra venire meno una strategia unitaria e quasi tutti i dirigenti e i parlamentari, per ora ancora riservatamente, affermano una sorta di ingovernabilità del Pdl, sempre più in balia di colonnelli senza truppe e senza carisma?
Perché tanta lotta e tanta attenzione solo per Fini ed i suoi interventi, anche i più normali e ragionevoli? E perché Berlusconi condanna le correnti e le aggregazioni e poi le benedice con discorsi ed interventi loro diretti direttamente o per telefono?

Il Capo sa bene che l'unica realtà effettivamente solida e dissenziente è quella di Fini: le altre sono tutte più addomesticate e addomesticabili, emanazione della sua volontà variamente interpretata dai suoi capitani e colonnelli. Naturalmente non gli fanno paura anche per un'altra ragione: non contano nulla, non hanno un peso effettivo, non esprimono un discorso e una leadership e nemmeno proposte organiche.

Berlusconi sa bene che via lui, i suoi numerosi e potenziali eredi spariscono in un colpo, dentro e fuori da disegni diversi e forse ora non prevedibili. Immaginiamo per un attimo un Berlusconi sparito alle Bahamas ed un congresso del Pdl, dove si scontrano gli epigoni, in una lotta tra Bondi e La Russa, Quagliarello e Cicchitto, Verdini e Gelmini, Brambilla e Rotondi.

In quell'immaginario scontro tra titani, alla ricerca del successore di Cesare, non ci sarà bisogno dello shakespeariano discorso di Antonio al popolo romano, perché il tragico della grande assenza sarebbe subito trasformato nel ridicolo delle presenze.
In un partito democraticamente inesistente ed in un popolo deluso e bisognoso di politici veri, di quale seguito sarebbero dotati questi gerarchi di un esercito bisognoso di un generale a cinque stelle?

Berlusconi, pur nello stato di confusione che sta vivendo, è consapevole di tutto ciò, si aggrappa ai suoi ufficiali-attendenti ben sapendo di essere solo e di dover sopravvivere a se stesso.

Nel fuggifuggi di una nave in tempestosa difficoltà potrà tendere al comando solo chi avrà denunciato errori di rotta e di comando, chi avrà capacità di leadership alternativa e lo avrà già, almeno in parte, dimostrato.

Fini, checché ne dicano i direttori di Libero e del Giornale, ha più truppe potenziali di quante non gliene si attribuiscano.
Molti rischiano di fare l'errore di Stalin che chiedeva ai suoi generali quante divisioni avesse l’esercito del Papa. La risposta la diede la Polonia di Wojtyla che si trascinò dietro l'impero sovietico.
Aventino Frau

giovedì 13 maggio 2010

La Corte dei Conti a Tradate. Atto terzo!

LA CORTE DEI CONTI
VIENE A LEZIONE A TRADATE?

«Ma ci facci il piacere, ci facci!»

Sulle pagine della stampa locale, il Sindaco di Tradate, Stefano Candiani, ha cosi commentato l’ultimo incontro tra alcuni amministratori del Comune di Tradate e i magistrati della Corte dei Conti: «La Corte dei Conti da cinque anni considera il Comune di Tradate come esempio e capita che ogni tanto vengano a studiare i nostri documenti contabili. Quindi non c'è da fare alcuna dietrologia sulla loro presenza in Comune».
La Corte dei Conti, a parere del primo cittadino, prenderebbe dunque esempio dagli atti del Comune di Tradate, ma forse non è proprio così!
Infatti con deliberazione numero 217 del 16 febbraio 2010 (consultabile sul sito on line della Corte dei Conti di Milano), la magistratura contabile ha accertato la non conformità del regolamento comunale in relazione all’affidamento diretto degli incarichi esterni, che invece devono sottostare a prove concorsuali di comparazione con tanto di procedura prevista dal regolamento, oltre a prevedere i criteri per il controllo che l’Ente locale, il Comune di Tradate, deve esercitare sulla propria partecipata, la Seprio Patrimonio Servizi, in materia di assunzione di personale. La Corte dei Conti invita pertanto l’Amministrazione Comunale a modificare il proprio regolamento conformandolo alla legge vigente.
E’ dunque il Comune di Tradate che dà lezioni alla Corte dei Conti, o forse è la Corte ad insegnare al Comune come si applica la legge in materia di incarichi esterni ?
E ora una domanda: gli incarichi affidati in questi ultimi anni dal Comune di Tradate, con modalità diretta, senza nessuna prova comparata di titoli e colloquio, sono legittimi ?
E’ doveroso a questo proposito sapere cosa ne pensa il sindaco, anche se la domanda la rivolgeremo, per competenza, alla Corte dei Conti, oltre a sottoporre a giudizio della magistratura contabile le funzioni degli incaricati dell’Ufficio di staff del Sindaco, che chiamati direttamente e personalmente dal primo cittadino, per coadiuvarlo nel controllo e nella vigilanza, si sono trasformati in funzionari istruttori dell’urbanistica, della progettazione e delle varianti di Piano Regolatore (comunicato emesso dalla minoranza consiliare: gruppo consiliare Ulivo, Unione Italiana, Città Nuova)

mercoledì 12 maggio 2010

La Fornace non decolla. Inizia la guerra fra poveri ...

I NODI ARRIVANO AL PETTINE.
VA CERCATA UNA SOLUZIONE!

Vi diamo una selezione di quanto apparso sul quotidiano La Provincia di Varese tre giorni fa.

TRADATE - I commercianti del centro polifunzionale della Fornace chiedono a gran voce di poter aprire alla domenica, ma dall'ufficio del commercio del Comune di Tradate arriva un fermo no. Una questione che è stata al centro di una recente riunione tra l'amministrazione e i rappresentanti delle medie e grandi strutture di vendita, riunione che non ha dato i frutti sperati. Ma c'è chi è pronto a promettere battaglia, per via del fatto che questa situazione è frutto di una storia anomala. E' la storia dell'apertura della Fornace, che nel recente passato ha dato già tanti grattacapi all'amministrazione comunale. I primi a chiedere l'apertura domenicale non sono infatti stati i grandi negozi, come Coop, Mediaworld o Brico Ok. Sono stati i 15 negozi della galleria commerciale della Fornace. 15 piccole attività commerciali che hanno l'handicap di essere considerati un'unica realtà, finendo al tavolo delle trattative considerati alla stregua di una sola grande struttura di vendita. «Purtroppo quando abbiamo scelto di aprire il negozio qui ci sono state fatte molte promesse e rassicurazioni – spiega Stefano Racca, dal banco del suo negozio di abbigliamento alla Fornace -, ad esempio sull'imminente apertura di un supermercato, che per noi piccoli negozi sarebbe stata garanzia di un certo giro di clienti. Il supermercato non ha aperto e adesso siamo addirittura penalizzati. Qui siamo aperti dal 3 settembre 2009 e c'è qualcuno che ha già chiuso i battenti. Io stesso se dovessi trovare un'alternativa me ne andrei, la situazione non è per nulla piacevole, si sta parlando di famiglie che ci hanno messo soldi ed energie, non ci si può ricordare della Fornace solo quando ci sono da incassare gli oneri, noi abbiamo diritto di lavorare».
Secondo i commercianti una risposta alle loro preoccupazioni potrebbe arrivare dall'estensione delle aperture domenicali: «Abbiamo tutti notato che quando c'è l'apertura domenicale si lavora un po' di più, da qui è arrivata la decisione di chiedere all'ufficio del commercio la possibilità di aprire. Una richiesta firmata dal 100% degli operatori ma che non ha prodotto effetti – continua Racca -. Succede che noi siamo considerati un'unica entità dal punto di vista commerciale, pur essendo tutti piccole strutture non abbiamo gli stessi diritti degli altri piccoli negozi e la beffa è proprio che lo stop arriva da un'amministrazione di centrodestra, che dovrebbe invece essere sensibile a questo tipo di esigenze». Una situazione scottante, frutto della circostanza particolare in cui si trovano i negozi della galleria commerciale. Quando è stato il momento di aprire il centro, la società che ne cura la gestione ha presentato un'unica richiesta di autorizzazione commerciale per l'intero complesso di negozi. Scelta oggi contestata dai commercianti, che non possono essere considerati singolarmente e vengono assoggettati a regole che non calzano alle loro esigenze.
«Quella è una grande struttura di vendita, c'è una legge regionale chiara e questa va applicata - spiega l'assessore al commercio Franco Accordino -. Le aperture straordinarie si concordano alla fine dell'anno per l'anno successivo, quest'anno sono 20. Quando è arrivata la richiesta ho convocato la commissione e questa ha ritenuto di non accogliere le richieste dei commercianti dell'ex Fornace. A novembre se ne riparlerà». Sembra però che i margini per un accoglimento della richiesta dei negozianti della Fornace siano ridotti: il parere contrario dei commercianti del centro cittadino pare avere un peso determinante

UN BREVISSIMO COMMENTO: la Fornace è stata una operazione per nulla trasparente e ai «limiti» di ogni processo (procedimento...), anche amministrativo (clicca qui).
L'assessore Accordino ora afferma - come è sempre emerso nei dibattiti consiliari e in pubbliche assemblee organizzate dalla opposizione - che si tratta di una grande struttura di vendita, di un centro commerciale ad ogni effetto: infatti è uno dei più grandi in provincia di Varese, secondo per estensione solo all'Iper di Induno Olona.
Ora i commercianti di Tradate (che sono purtroppo in fase di estinzione) si oppongono alla apertura domenicale dei negozi della Fornace che stanno (poveri loro) chiudendo le attività perché non remunerative. E' iniziata la guerra tra poveri.
Mister Candiani e quelli del PdL che cosa dicono al riguardo?
Chi aveva creato le aspettative agli operatori che hanno acquistato, ora che cosa risponde?
E' vero che uno degli operatori della manovra immobiliare, ha avuto gravi tracolli di tipo finanziario? Chi gli è subentrato? Con quali accordi? Ci interessa capire, perché si tratta di questioni PUBBLICHE, che coinvolgono l'economia e la occupazione presenti sul nostro territorio. Il centro destra (LEGA e PdL) raccoglie i vostri voti e poi vi lascia soli. Ricordatevelo, cari commercianti! A vostra disposizione per darvi voce! (Per i precedenti cliccare qui).

venerdì 7 maggio 2010

La Corte dei Conti a Tradate. Atto primo!

INCONSUETA SITUAZIONE,
ALTRO CHE PRASSI NORMALE!
NOI ALLE DICHIARAZIONE DI CANDIANI
CONTINUIAMO A NON CREDERE!

(da Varesenews) Sindaco, vice-sindaco, segretario comunale e presidente della Seprio Servizi a Milano dalla Corte dei Conti. I quattro sono stati convocati dall'ente di controllo amministrativo dopo avere inviato alcuni documenti sui rendiconti economici del 2008. Una prassi che il sindaco Stefano Candiani, al termine dell'incontro, definisce normale: «La Corte dei Conti da cinque anni considera il Comune di Tradate come esempio e capita che ogni tanto vengano a studiare i nostri documenti contabili. Quindi non c'è da fare alcuna dietrologia sulla loro presenza in Comune. Inoltre stanno dando particolare attenzione a quelle realtà che hanno anche delle società come la nostra Seprio Servizi. Non vi è stata alcuna ispezione, è stato un incontro di routine».

Intanto il consigliere comunale Gianluigi Margutti ha avanzato una interrogazione al Sindaco per conoscere i veri motivi della convocazione a Milano, chiedendo anche di visionare gli atti dell'«invito-convocazione» della Corte dei Conti. Altra Tradate vi terrà informati. La Seprio Servizi è stata per mesi alla ribalta anche in questo blog. Quindi, non molleremo l'osso.

domenica 2 maggio 2010

Il bilancio preventivo 2010? Dopo 5 mesi? Che bilancio sarà mai?

I COMUNI STANNO APPROVANDO
I BILANCI DI PREVISIONE 2010.
A TRADATE A FATICA SI APPROVA
IL CONTO DELLO SCORSO ANNO!

Riceviamo e pubblichiamo
la dichiarazione di voto del gruppo consiliare Ulivo al Bilancio Consuntivo 2009 - Relatore Pino Scrivo
1 PREMESSA
Nonostante nel 2009 siano entrati ben 3.200.000 euro di oneri di urbanizzazione, cifra enorme se confrontata con quanto incassa Gallarate o Busto, il bilancio ha sofferto, perché si è verificato esattamente quello che l’opposizione aveva previsto anni orsono.
«Ripetita Iuvant»: così cari colleghi vado a rileggere quanto abbiamo dichiarato nel mese di Aprile del 2008 durante la discussione del bilancio di previsione:
“Nei prossimi tre anni si dovranno reperire risorse per 1.200.000 euro per far fronte ad una maggiore spesa corrente.
A questi dobbiamo aggiungere come minimo 1.600.000 euro dei canoni di investimento che riconosciamo alla Seprio.
Tradotto in oneri di urbanizzazione vuol dire che come minimo dovranno entrare nelle casse comunali almeno 3.000.000 di euro l’anno.
Ma la Seprio con i 2.200.000 euro di soli canoni non sopravvive”.

Ora, se l’accoppiata Comune-Seprio mostra segnali di sofferenza in senso finanziario, nonostante l’introito di 3,2 milioni di euro provenienti da Oneri di Urbanizzazione, lasciamo ad altri l’esercizio di immaginare lo scenario dei prossimi anni caratterizzati da un ridimensionamento dell’attività edilizia.
La mancata presentazione del bilancio di previsione del 2010 è un primo campanello d’allarme.
Ciò evidenzia le difficoltà del Comune a far quadrare i propri conti nel momento in cui si interrompe il flusso di danaro proveniente dalla cementificazione.
Sempre nel 2008 avevamo consigliato all’amministrazione Comunale di adoperarsi, affinchè riducesse progressivamente la quota di OU utilizzata per coprire la spesa corrente.

Questa è stata la nostra inascoltata richiesta:

“non è sostenibile un modello di sviluppo che preveda il consumo sistematico del suolo e il conseguente impoverimento delle risorse naturali.
Non è sostenibile il meccanismo perverso che spinge le amministrazioni a “utilizzare” il territorio come risorsa per finanziare la spesa corrente.
Vi invitiamo a raggiungere un importante e strategico obiettivo: “l’emancipazione” del bilancio dagli oneri di urbanizzazione.
Fate in modo che dal 2012 sia ridotta a (zero) % la quota di oneri di urbanizzazione destinata al finanziamento delle spese correnti".

Come vede, Signor Sindaco, se avesse ascoltato la minoranza che fa solo opposizione, così come Lei ha scritto recentemente in un messaggio letto recentemente in Villa Truffini, probabilmente oggi avremmo già approvato il bilancio di previsione per il 2010.
Registriamo che, nonostante i termini di presentazione del Bilancio di previsione scadano oggi, non c’e’ traccia del documento.
Ricordo all’assemblea che fino a quando non si approva il bilancio di previsione, secondo l’art. 163 del tuel, è consentita esclusivamente una gestione provvisoria, nei limiti dei corrispondenti stanziamenti di spesa dell'ultimo bilancio approvato.

Ciò è un grave danno per la collettività causato da amministratori che solo a parole predicano la “politica del fare” BILANCIO CONSUNTIVO INCOMPLETO

Quest’anno per la prima volta vi accingete ad approvare un bilancio consuntivo incompleto.

Nulla è a conoscenza dei consiglieri comunali relativamente allo stato gestionale economico e finanziario della Seprio per l’anno 2009.

Vorrà dire che Lei, Signor Sindaco in qualità di rappresentante del Socio Unico e Lei Signor Vice Sindaco in qualità di coordinatore e Lei Segretario in qualità di Direttore Generale sarete gli unici responsabili di tutto ciò che succede nella nostra controllata.

D'altronde siete gli unici che conoscete:
• lo stato d’avanzamento delle opere
• l’entità dell’indebitamento della società,
• i costi di gestione dei servizi loro conferiti
• le modalità d’assunzione del personale, ed il loro costo
• le procedure utilizzate per la selezione dei fornitori
• bandi per l’assegnazione dei lavori per le opere pubbliche.

Saremo ben lieti di leggere documentazione dettagliata sulla gestione ed esecuzione delle opere in base agli indirizzi forniti dall’ente. Cosa che ad oggi è a noi ignota.

2 DATI SIGNIFICATIVI
2.1 Costi del Personale


Da una lettura dei dati del bilancio consuntivo segnaliamo che 80 dipendenti al Comune costano circa 2.900.000 mentre 18 dipendenti alla Seprio nel 2008 sono costati circa 1 milione.

Quindi:
nel 2009 un dipendente al Comune costa circa 36.000 euro l’anno.
nel 2008 un dipendente alla Seprio costa circa 55.000 euro l’anno.

Chiediamo come mai ci sia una differenza così marcata fra il costo del personale del Comune e quello della Società Seprio.

Ci aspettiamo di conoscere gli obbiettivi raggiunti di efficacia e di efficienza dei servizi rispetto alla precedente gestione comunale.

I dati sul costo del personale invece evidenziano come l’economicità sia un obbiettivo palesemente non raggiunto.

2.2 Mancati Rimborsi dalla Seprio
Registriamo che il credito che l’ente vanta dalla sua controllata non solo non diminuisce come programmato nei passati business plan, ma addirittura è aumentato di circa 1 milione di euro passando da 8.756.000 a 9.756.000.
Temiamo che questo trend del debito della Seprio possa portare ad un punto di non ritorno.
Durante la Commissione Bilancio abbiamo anche constatato come quest’amministrazione sia forte con i deboli e generosa con i forti.
Le azioni , volte a convincere la Seprio a saldare il dovuto al Comune sono blande e ignote a noi consiglieri comunali.
Le misure prospettate ai cittadini per indurli a pagare multe arretrate saranno molto più incisive.
Ciò è quanto emerso durante l’ultima seduta della Commissione Bilancio.

2.3 Indebitamento dell’Ente
Secondo la relazione dei revisori dei conti l’indebitamento dell’ente è diminuito rispetto all’anno scorso di circa 300.000 euro passando da 17.700.000 a 17.400.000.
Riteniamo questa affermazione incompleta in quanto a questo dato dovremmo aggiungere anche l’indebitamento della Seprio che secondo il bilancio 2008 della società ammonta a circa 19.500.000.
Il Comune , in quanto socio unico, è responsabile al 100% di quanto accade in Seprio. Pertanto il dato vero di indebitamento complessivo è pari a circa 27.144.000 ottenuto sommando i debiti della Seprio con quelli del Comune e sottraendo il credito di 9.756.000 che il Comune avanza dalla Seprio.
Registriamo che in soli tre anni di gestione la nostra patrimoniale si è indebitata per un importo superiore a quello accumulato dall’ente in decine di anni di attività.
Quando avremo l’onore di conoscere i dati del bilancio della Seprio per l’anno 2009 correggeremo questo dato con il differenziale tra il debito complessivo della Seprio registrato al 31 Dicembre 2009 con quello dell’anno precedente.

Nel mese di Aprile del 2009 i revisori dei conti scrivevano testualmente:
“Presa visione del “Piano operativo annuale 2009 della società controllata da cui si evincono disallineamenti tra alcuni dati del bilancio previsionale del Comune ed il piano stesso, si raccomanda di intervenire affinchè la società uniformi le proprie previsioni con quelle dell’ente”.
Oggi prendiamo atto che nel parere dei revisori sul bilancio consuntivo del 2009 niente è stato evidenziato circa il recepimento della loro osservazione.
Chiederemo loro un chiarimento per iscritto.
2.4 ONERI DI URBANIZZAZIONE
2.4.1 Quote OU per finanziare la spesa corrente
Una ulteriore nota stonata è l’incremento della quota OU che finanzia la spesa corrente passata dal 29% del 2008 al 35 % del 2009.

Accertamento 2007 Accertamento 2008 Accertamento 2009
4.217.063,00 4.787.000,000 3.209.467
28,91% 35,20%
Quota OU = Quota OU = 1.383.891,0 Quota OU = 1.129.789,04

Anche i canoni ordinari riconosciuti alla Seprio sono stati finanziati con gli oneri di urbanizzazione, a dimostrazione della insostenibilità finanziaria, nel lungo termine, dell’accoppiata Comune-Seprio.
Il gruppo dell’Ulivo, augurandosi che la “navigazione a vista” relativamente alla gestione dell’ente non abbia conseguenze eccessivamente negative ed irreversibili, esprimerà un voto contrario all’approvazione del rendiconto finanziario 2009.

3 TUEL
3.1 Articolo 163

163. Esercizio provvisorio e gestione provvisoria.
1. Nelle more dell'approvazione del bilancio di previsione da parte dell'organo regionale di controllo, l'organo consiliare dell'ente delibera l'esercizio provvisorio, per un periodo non superiore a due mesi, sulla base del bilancio già deliberato. Gli enti locali possono effettuare, per ciascun intervento, spese in misura non superiore mensilmente ad un dodicesimo delle somme previste nel bilancio deliberato, con esclusione delle spese tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi.
2. Ove non sia stato deliberato il bilancio di previsione, è consentita esclusivamente una gestione provvisoria, nei limiti dei corrispondenti stanziamenti di spesa dell'ultimo bilancio approvato, ove esistenti. La gestione provvisoria è limitata all'assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse, ed, in generale, limitata alle sole operazioni necessarie per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all'ente.
3. Ove la scadenza del termine per la deliberazione del bilancio di previsione sia stata fissata da norme statali in un periodo successivo all'inizio dell'esercizio finanziario di riferimento, l'esercizio provvisorio si intende automaticamente autorizzato sino a tale termine e si applicano le modalità di gestione di cui al comma 1, intendendosi come riferimento l'ultimo bilancio definitivamente approvato.

mercoledì 28 aprile 2010

Opinioni a confronto: il dopo elezioni in Lombardia

«IL DOPO ELEZIONI REGIONALI»
nei partiti del Centro destra varesino è come l’effetto del vulcano:
c’è chi decolla e chi resta al palo.

Riceviamo e pubblichiamo
Che sarebbero state una resa di conti le elezione regionali nei partiti varesini erano in molti a pensarlo. Oggi ne sono tutti convinti, presentata la nuova squadra degli assessori della Giunta Formigoni IV° si fanno i conti e ci sono molti feriti e contusi.
Non è un pareggio che accontenta tutti il risultato delle urne (due consiglieri regionali a testa per PDL, LEGA e PD), ma una “rivoluzione” che farà sentire i suoi effetti dentro e fuori i partiti che guidano la politica varesina. Non c’è stato il previsto sorpasso della Lega sul PDL e la forte competizione tra almeno quattro dei sei candidati dei “Berluscones” ha consentito un buon esito elettorale al partito (32,7%), il migliore della fascia pedemontana lombarda, ma ne ha ribaltato più di un congresso gli equilibri interni.
Unico vincitore assoluto nel PDL Raffaele Cattaneo, l’ Assessore regionale alle infrastrutture e mobilità neo riconfermato nelle Giunta Formigoni IV°, “mister 14.456 preferenze” raccolte a tappeto su tutto il territorio provinciale, in ognuno dei 141 Comuni varesini,dentro e soprattutto fuori il consueto bacino elettorale di riferimento della componente cattolica, ha quasi doppiato nei suffragi i competitori e non mancherà di caratterizzare gli equilibri del tutto nuovi che guideranno il PDL provinciale anche in vista delle elezioni amministrative del 2011 a Varese, Gallarate e Busto Arsizio. Al coordinatore uscente del PDL provinciale Rienzo Azzi, reduce dalla disfatta del PDL nella sua Saronno, riesce di staccare il secondo biglietto per il Pirellone di un’incollatura (solo 104 preferenze) sul suo Vice di area AN, ormai ex Assessore regionale all’Agricoltura il gallaratese Luca Ferrazzi protagonista di ottimi risultati personali a Busto Arsizio, Gallarate, Tradate ed in molti centri della Provincia. Una risorsa preziosa quella di un emergente AN di area non finiana che farà molto comodo anche a Varese per una buona intesa con Cattaneo ed il gruppo di amministratori legati al padre nobile del PDL varesino Sen. Tomassini.
Un avvicendamento, un tagliando ed una verifica alla quale non potrà sottrarsi la Lega Nord provinciale che inaspettatamente, almeno secondo le previsioni ed i desiderata della segreteria Candiani, manda in Regione Giangiacomo Longoni già assessore provinciale, legatissimo a Marco Reguzzoni in procinto di sostituire Cota quale capogruppo alla Camera e riconferma la consigliera bustocca Luciana Ruffinelli, lasciando al palo tutti i pretendenti del nord provincia. Resa dei conti nel “movimento” anche per l’insuccesso amministrativo di Saronno che ha visto Candiani inutilmente molto attivo e per la reiterata esclusione dalla Giunta regionale della provincia di Varese… la Bethlemme leghista (così battezzata e da anni da Gianluigi Margutti n.d.r.). Anche nel partito di Bossi si affilano le lame o gli spadoni, notevoli i riposizionamenti in vista delle amministrative del prossimo anno e tempi molto difficili per la segreteria provinciale . Novità sostanziali più che provabili nei partiti che governano la Provincia e le amministrazioni locali, il “dopo elezioni regionali” è come l’effetto del vulcano.
(di Fabrizio Piacentini)

giovedì 22 aprile 2010

Scontro Fini-Berlusconi: andare oltre il PdL

ANDARE OLTRE IL PDL
APRIRE UNA NUOVA FASE

La rete terzista di Gianfry. La grande manovra è iniziata. E non riguarda solo i parlamentari. Gianfranco Fini ha dato ordine di accelerare la creazione di una sua "rete" sul territorio.
Non è un caso che ieri sul sito di Generazione Italia, la gamba finiana del Pdl, è stato reso noto l'elenco dei sindaci, amministratori, consiglieri comunali che "stanno con Fini". Un centinaio per ora. Praticamente tutti di provenienza ex-An. Parola d'ordine: "Aprire una nuova fase".
 Ma per aprirla il presidente della Camera sta lavorando, e non poco, oltre i confini del Pdl. Per questo - quando il gioco si fa duro, si sa non bastano i pensatoi - ha attivato i suoi canali con il mondo dell'impresa. Raccontano nell'inner circle che negli ultimi tempi Fini ha avuto colloqui con imprenditori che contano. Tra i molti spicca il nome di Gianfranco Librandi, capo del gruppo Tci, tra i più grandi nel nord Italia. 

Perché è importante? Perché Librandi, che al momento è pure sostenitore di Magna Carta ed è stato tra i forzisti della prima ora, ha fondato nel nord il suo movimento politico, Unione Italiana. Che alle recenti amministrative ha preso un bel po' di voti in alcune province lombarde.
Ebbene a Librandi, nel corso di un colloquio svoltosi un paio di settimane fa, Fini ha detto di andare avanti, di fare rete nelle zone dove la Lega sta cannibalizzando il Pdl. Ma anche di aggregare quelli che si stanno muovendo nell'ottica di andare oltre il Pdl.
E oggi l'imprenditore incontrerà Adriana Poli Bortone, leader di Io Sud. La quale, a sua volta, ha avuto più di un contatto col leader dell'Mpa Raffaele Lombardo, con cui Fini ha mantenuto un ottimo rapporto. E in agenda c'è già la presentazione entro l'estate di un "manifesto della democrazia identitaria" con tutte le realtà oltre-poliste (Io-Sud, Mpa, Unione Italiana). Con la benedizione del presidente della Camera.
(di Alessandro de Angelis
da "Il Riformista" del 22 aprile 2010)