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venerdì 4 giugno 2010

Un blog che vuole «sperimentare» nuove strade

FERMARSI UN PO’? CAMBIARE ROTTA?
Sono le domande che da un po’ di tempo ci stiamo scambiando all’interno del gruppetto che si interessa di «Altra Tradate». Gli impegni di ognuno di noi aumentano per il lavoro; qualcuno ha messo su famiglia; non possiamo lasciare tutto il peso a uno piuttosto che ad un altro.

A noi interessa che con il blog aumenti la capacità di comprendere quello che accade e di scegliere - con i lettori - la migliore soluzione per la collettività.

Gli accessi a queste pagine continuano ad essere molto forti, ma a noi interessa INTERAGIRE!

Non ricaviamo alcun profitto commerciale dalla notorietà del blog.
Anzi, il maggior numero di accessi ci ha posto una serie di problemi organizzativi pesanti.

Ultimamente dobbiamo addirittura respingere decine e decine di comunicati stampa, di notizie su eventi, perchè in troppi ci scambiano per una testata on line. Non lo siamo e non lo abbiamo mai voluto essere, anche se tra di noi c’è più di un giornalista, di quelli veramente iscritti all’albo professionale (!!!).

Ma il tempo è tiranno. Gli interessi dei singoli si spostano e mutano.

Che cosa fare?

Piuttosto che andare avanti «stiracchiati» facendo un collage di pezzi vari, preferiamo «ripensare» la nostra strada. Stiamo valutando quale.

Nel frattempo la rete è libera e c'è spazio per tutti. Quindi AVANTI!

L'idea per un blog a Tradate, ve lo garantiamo, può funzionare: questo ha funzionato molto bene.

Abbiamo rotto tanto le balle e siamo felici!

Piuttosto che finire dimenticati, sospendiamo oggi, "all'apice del successo", mentre molte, moltissime delle nostre previsioni sul malgoverno della città si sono già avverate o stanno per avverarsi.
Tra poco (lo vedrete) non ci sarà più nulla di cui parlare: è quasi certo!

Sia chiaro: non abbandoniamo la nave, ma stiamo cambiando rotta.

E se qualcuno «ci rompesse» anche in tale nostro momento di ripensamento, molto velocemente torneremo sulle nostre orme e «meneremo fendenti» con la penna, non con la clava.

A rileggervi!

venerdì 11 dicembre 2009

E se ho speso troppo e non pago? COLPA DI ROMA LADRONA! ;-)

Fantasia allo stato puro! Troppo bello per non ri-leggerlo e farsi girare un po' le palle di Natale!

Pubblichiamo per intero l'articolo di ieri apparso su Varese Notizie. Anche la foto ci piace molto. Sereno, uno sguardo da amministratore competente, e in effetti ha ragione lui! Ha sempre ragione lui! Sembra pensare (ma andiamo per congetture) "se non ho soldi non è colpa mia, è colpa di Roma ladrona che mi dice che dovrei spendere meno". Il piglio imprenditoriale padano - di chi la sa lunga in fatto di industria e lavoro - non riesce a dire no alle spese, investire in Tradate, per farla bella, padana, celtica, insubre! E' disposto ad andare contro il suo Governo (anche leghista) piuttosto che veder fallire le aziende che hanno creduto in lui! Un eroe! Un martire! Brunetta eccolo l'amministratore del futuro! Viva Candiani! Viva i longobardi!

Così i debiti fioccano (2 milioni di euro!!!!). Poi se non ho i soldi ci penserà papà...ovvero Roma ladrona. Pensate a quelli a cui non sono state pagate le fatture! Ma prima di spendere non potevano vedere se i soldi c'erano? Ma va laaaaa, direbbe qualcuno! Ci hanno detto che sono stati spesi 20 mila euro per gli addobbi del palazzo comunale? Sarà vero? Ma dai in piena crisi, sarà una bufala...del solito comunista inaffidabile! Noi non vogliamo crederci, lo scriviamo qui perché vogliamo una smentita ufficiale che tappi la bocca una volta per tutte a questa opposizione rompiballe!!! ;-) Un consiglio, leggete in fondo all'articolo la dichiarazione del sindaco, a voi i commenti...

eccovi l'articolo>
TRADATE - Due milioni di euro di fatture non saldate: è l'ammontare del debito che il Comune di Tradate vanta verso artigiani, imprese, professionisti che hanno lavorato in questi anni per l'ente locale, ma non sono mai stati pagati.

La responsabilità, secondo gli amministratori comunali, è delle strette maglie del patto di stabilità imposto dal Governo. Per uscire da questo empasse, dando una boccata d'ossigeno alle imprese sommerse da insoliti e da crediti incagliati per via della crisi economica, il consigliere leghista Mario Clerici ha lanciato dai banchi del Consiglio comunale una proposta, che ha però creato perplessità tra le fila dei colleghi di minoranza. "Invito i consiglieri ad approvare un emendamento al documento finanziario che permetta a gennaio 2010 ai funzionari comunali di procedere al pagamento della fatture in giacenza".

OPPOSIZIONE PREOCCUPATA

I consiglieri di opposizione si sono dimostrati perplessi e preoccupati: "Tale azione inciderebbe pesantemente - ha ribadito il consigliere Pino Scrivo dell'Ulivo - sull'azione amministrativa futura perchè si rischierebbero pesanti sanzioni qualora non si rispettasse il patto di stabilità. Non si dica però - chiarisce puntualmente Scrivo - che con il nostro voto contrario non vogliamo sostenere l'economica locale".

IL SINDACO TIRA DRITTO

Il sindaco Stefano Candiani, a cui i privati hanno già battuto cassa, rincara la dose: "Ci sono aziende che hanno emesso fatture e da più di un anno attendono di essere saldate per il lavoro eseguito. Per il bene di Tradate siamo disposti ad andare contro il Governo, ma non siamo disposti a portare le aziende al fallimento solo per soddisfare meri criteri finanziari imposti da un Ministero che non concedendo i trasferimento sull'Ici ha messo in ginocchio i Comuni italiani".

fonte articolo: Varese Notizie
fonte foto: Varese Notizie

martedì 17 novembre 2009

"Ma che cazzo dice?"

"La storia a spanne. Ma torna a scuola, alle elementari intendo!"

Abbiamo ricevuto ieri questa mail (firmata con pseudonimo), è troppo divertente per non postarla oggi. Intera, senza censure, anche perchè non riteniamo ci sia nulla di offensivo. E' l'indignazione di un cittadino di fronte all'assurdità di certe iniziative istituzionali.

Forse da censurare sarebbero proprio certi personaggi che usano le istituzioni per farsi pubblicità. Il signorino conosce che dal primo dicembre entrerà in vigore il trattato di Lisbona? Tutte queste norme finiranno per essere infilate..non diciamo dove...;-)

Ecco la mail >>>
La storia a spanne. Ma torna a scuola, alle elementari intendo!

Ma che cazzo significa: "Il Comune, rinnovando la propria secolare storia, riconoscendo nelle radici greco, romane, celtico, cristiane il fondamento storico, culturale e religioso che ha edificato nei secoli l'Europa, si dà il presente statuto come norma fondamentale del proprio ordinamento".

Questa é politica di TRANS-avanguardia. Visto che va di moda! Non si capisce se lo fa solo per andare sui giornali oppure è davvero arrivato al delirio.

Ma non contento aggiunge (povero giornalista che doveva subire tale sfoggio culturale!!) "Anzi, probabilmente avremmo dovuto inserire anche le radici germaniche o longobarde. Questo vale per noi, non varrà in Piemonte o in Veneto, ma non capisco come possano generare polemica queste premesse di carattere storico e culturale".

E' andato a ripetizioni di storia dalla "trota"? Minchia che bestiate!

"Tutelare le radici celtico-cristiane", davvero ma cosa cazzo spara? Abbiamo ministri della repubblica che si sposano con rito druido (come Asterix e Obelix) e loro sono i crociati-padani a difesa delle tradizioni?
Ma smettetela! Ci avete rotto i coglioni!!

Io ve la mando così la mail, poi censurate quello che volete, ma a me davvero mi hanno rotto il cazzo sti padani ignoranti del cazzo!

pilone (di tradate)

Di seguito potete leggervi (e farvi due risate!!!) l'articolo uscito su "La Provincia", puro avanspettacolo politico-culturale (ma che tristezza!). Ovviamente nulla contro il cronista che ha dovuto registrare tali dichiarazioni...

TRADATE Le radici greco-romane-celtico-cristiane finiscono negli statuti delle amministrazioni padane. Parte da Tradate l'idea tutta leghista di far approvare dai consigli comunali una mozione che preveda l'inserimento nello statuto comunale di un preambolo importante: «Il Comune, rinnovando la propria secolare storia, riconoscendo nelle radici greco, romane, celtico, cristiane il fondamento storico, culturale e religioso che ha edificato nei secoli l'Europa, si dà il presente statuto come norma fondamentale del proprio ordinamento».

simboli e segnali
A parlarne è il sindaco di Tradate, in vesta anche e soprattutto di segretario provinciale del Carroccio, Stefano Candiani, che anticipa il contenuto del documento che i gruppi leghisti porteranno in approvazione in tutti i consigli comunali della provincia di Varese. «A noi non interessa la discussione sorta sul simbolo - specifica Candiani -, perché dietro ad ogni simbolo c'è un'identità. Abbiamo voluto dare un segnale forte della nostra volontà integrando gli statuti comunali con quei contenuti che non sono stati inclusi nella costituzione europea. Ciascuna comunità locale deve rivedersi nella propria storia, deve riconoscersi nel proprio passato, nelle proprie radici per salvaguardare il proprio sviluppo e la propria crescita nel futuro».

dopo la sentenza europea
Una mozione che muove i propri passi proprio dalla recente sentenza della corte europea che indica nella presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche come una «violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni». «La sentenza della Corte di Strasburgo ? continua la mozione citando l'Osservatore Romano ? con l'intento di voler tutelare i diritti dell'uomo, finisce per mettere in discussione le radici sulle quali quegli stessi diritti si fondano».

polemiche in vista
Dunque nelle prossime settimane plausibilmente i comuni amministrati dalla Lega Nord andranno ad inserire questa premessa nei propri statuti comunali. C'è da aspettarsi qualche polemica, soprattutto per quanto concerne le radici ?celtiche?: «Ma questa è storia ? continua Candiani -. Anzi, probabilmente avremmo dovuto inserire anche le radici germaniche o longobarde. Questo vale per noi, non varrà in Piemonte o in Veneto, ma non capisco come possano generare polemica queste premesse di carattere storico e culturale».
Alessandro Madron

sabato 12 settembre 2009

12 mila euro al mese!

Bocciato tre volte alla maturità, siede nel comitato di presidenza di un organismo creato per Expo 2015!

Riportiamo di seguito la ricca rassegna stampa che riguarda la notizia, l'abbiamo trovata su byteliberi:

La notizia non è fresca ma è passata a mio avviso troppo inosservata.
Il carissimo Europarlamentare della Lega Nord Francesco Speroni, che da sempre spinge, per ottenere consenso elettorale, su tattiche demagogiche come sbraitare contro le pratiche nepotiste di Roma ladrona, ha scelto un nuovo “assistente accreditato al Parlamento europeo”.

Provate ad indovinare chi è il fortunato… dai che la risposta è semplice: ovviamente il figlio del Boss. Renzo Bossi. E così un ragazzino senza alcun merito se non quello di essersi fatto bocciare per ben tre volte alla maturità, si ritrova a fare il portaborse in Europa alla faccia di tutti i precari laureati d’Italia.

Ma la parte più scioccante arriva adesso. Sedetevi e prendete un bel respiro perché quello che state per leggere vi farà incazzare come bestie.

Pare che il signorino “Schiavi di Roma Mai” guadagni ben DODICIMILA (12000) euro mensili. Una cifra decisamente spropositata per un somaro. Evviva l’Italia… o in questo caso forse è meglio dire: Evviva la Padania!
(Fonte Usata: Marco Travaglio)

NB: Pare che Renzo Bossi percepisca questi 12mila euro tramite un’invenzione di poltrona ancora più subdola, cioè tramite una carica costruita ad hoc in un osservatorio dell’Expo di Milano:

Dopo aver lanciato su Facebook il gioco “Rimbalza il clandestino”, suo figlio Renzo è stato nominato membro di un osservatorio dell’Expo di Milano. Attraverso quali canali di reclutamento e in ossequio a quali criteri suo figlio ha ottenuto tale nomina da 12mila euro al mese? (Fonte)

Visto che nei commenti ci sono alcune critiche sulla veridicità della fonte, mi preme ricordare che Il Fatto Quotidinano (che dà la notizia dei 12mila euro per l’expo) non è un semplice blog, ma un giornale a tutti gli effetti:
Editoriale il Fatto S.p.A.
C.F. e P.IVA 10460121006

Inoltre la giornalista non è una novellina senza esperienza, si chiama Sandra Amurri e questo è il suo curriculum: http://it.wikipedia.org/wiki/Sandra_Amurri

Per chi poi mettesse in dubbio la creazione del posto ad hoc in questo Osservatorio per l’Expo ecco una fonte di destra:

Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo costituito in questi giorni su iniziativa della Lega Nord, con sede a Milano presso la sede del Carroccio di via Colombi 18. A guidare l’organismo saranno l’Assessore regionale Davide Boni, in veste di Presidente onorario e il Consigliere regionale Fabrizio Cecchetti, con la nomina di Presidente. Del Comitato di presidenza, inoltre, faranno parte anche il Segretario generale Ennio Castiglioni e Renzo Bossi. (Libero)

Se Travaglio si è potuto sbagliare sullo stipendio che può percepire un portaborse, chiedo ai quei due o tre commentatori saggi – bravi solo ad offendere – quanto può prendere un dirigente di un’organismo? Perché faccio notare che Renzo non ha una posizione da spazzino ma siede nel comitato di presidenza, come del resto riporta Libero. Un ragazzo bocciato tre volte alla maturità che siede in un comitato di presidenza, solo questo mette i brividi!

Magari anche Sandra Amurri si è sbagliata sui 12mila euro al mese, ma se non sono 12mila magari sono 10mila. Ma anche se fossero 8mila, 5mila: sono sempre troppi per un somarello figlio di papà senza alcun merito.

Altra fonte fresca fresca che conferma la notizia:
Non bastasse, poco tempo fa è stato creato dal nulla un nuovo osservatorio all’Expo di Milano – non si sa per quali ragioni e non si sa per merito di chi -, nel quale il nostro – anche per questo: non si sa per quali ragioni e non si sa per merito di chi – è entrato magicamente a farne parte. La paga? Dodicimila euro mensili. È giusto l’intervento di Sandra Amurri, che in un articolo de L’Antefatto si domanda “attraverso quali canali di reclutamento e in ossequio a quali criteri” è stata possibile una cosa del genere. (Fonte)


mercoledì 9 settembre 2009

La città del futuro: Tradate!

Padanopoli o Chinatown?

Precisiamo subito, a scanso di equivoci o strumentalizzazioni, che noi non abbiamo nulla - assolutamente nulla - contro i cinesi, anzi! Questi lavorano e si fanno il mazzo a differenza di molti, troppi, padani e pseudopadani che ormai vivono come le clientele dei peggiori bassifondi del tardo impero romano! Proprio loro della "Roma ladrona" hanno fatto finta di lavorare prima e poi si sono accaparrati enti, poltrone e chi li schioda più!

Il post di oggi ha lo scopo di provocare delle vostre risposte e/o ipotesi.

Abbiamo avuto la notizia (il classico "si dice che", "pare..") che i cinesi abbiano acquistato (ad un ottimo prezzo!) una palazzina intera in zona ex-Lesa. E ora ci sorgono un bel po' di domande

Visto e considerato che in passato (circa 10 anni fa e prima dell'esplosione del boom edilizio tradatese) un operatore di prestigio aveva rinunciato ad un intervento importante sul nostro territorio perché l'operazione, dopo attenta analisi e approfondita indagine di mercato, non avrebbe avuto il rendimento voluto (informazione documentabile e da fonte più che attendibile): ci chiediamo innanzitutto quali indagini di mercato abbiano fatto tutti gli operatori che hanno cantieri fermi e/o interi palazzi vuoti?

Ci chiediamo: ma se tutte queste case erano per i padani, per ingrandire la città, per avere più soldi e dare migliori servizi (balla e delirio!) come mai queste case non se le compra nessuno e arrivano i cinesi a salvare la baracca?

Si è proprio giusto dire così, perché i cinesi usano euro, preziosi euro che rientrano nelle casse del sistema che vede immobilizzati solo in Tradate milioni e milioni di euro, soldi che invece danno un boccata d'aria in questo momento di crisi, quindi perché qualcuno ce l'ha contro i cinesi? I loro soldi servono, eccome!

Perché allora a Tradate si è aiutata, incentivata, non ostacolata, questa edilizia drogata? Faceva comodo? Però se poi la casa me la comprano i cinesi o i marocchini non mi va bene?

Ultima domanda: ma se si iniziano a comprare intere palazzine a 1.000 euro al metro quadro, cosa ne sarà del mercato immobiliare tradatese?

Chi si è fatto i mutui prima e se li paga col sudore deve solo stare zitto e tenerlo in quel posto? La colpa è di chi ha permesso tutto questo senza nemmeno pensare alle conseguenze. E CHE ORA NON VENGANO A DIRE CHE LA COLPA E' DEI CINESI: LA COLPA E' DI QUSTI PADANI INCOMPETENTI!

Oltre un anno fa era stato scritto questo post che a più riprese riproponiamo, una visione del futuro che sembra sempre più attuale!

lunedì 7 settembre 2009

Expò e dintorni

Milano ha bisogno di un progetto insieme funzionale e di qualità estetica. (Contributo per FAR riflettere su Tradate).

Nella nostra piccola cittadina sono stati spesi decine di milioni di euro. C'è un disegno globale o si procede con lo "spannometro"? Basti pensare che l'ipotetica, assurda idea della pinacoteca ha un costo quasi paragonabile al nuovo museo che sorgerà nell'Arengario di Milano (e che esporrà ad un vasto pubblico internazionale tele di Boccioni & Co!). Questo articolo è interessante non perché parli di Tradate ma perché parla della necessità di un "progetto d'insieme".

Le ultime battute, proprio all’inizio della soglia estiva, sulla Expo milanese del 2015, dopo la riuscita convocazione degli “stati generali” - cioè degli esponenti più vari della società civile milanese - fatta da Roberto Formigoni, sono state di Stefano Boeri e di Claudio De Albertis.

Boeri è un ormai affermato studioso e organizzatore di urbanistica e architettura, con anche qualche progetto – pur non strepitoso- di edificio realizzato alle sue spalle, che ha assunto di fatto il ruolo di coordinatore di un pool di architetti di fama internazionale affiancando la So.ge guidata da Lucio Stanca nel preparare l’esposizione. Boeri è un intelligente lettore dell’urbanistica milanese, la sua idea di circondare il capoluogo lombardo con una cintura di verde è eccellente. E’ stato scelto anche per la sua influenza sull’opinione colta di sinistra milanese anche se il puntare su di lui è costato agli organizzatori dell’Expo l’odio perenne di Vittorio Gregotti, che è ormai roso da una superbia (sempre meno giustificata dai suoi recenti mediocri risultati) così invincibile da aggredire qualsiasi avvenimento che non lo veda protagonista. Nel caso in questione l’antico architetto, guru dei salotti gauchisti, è arrivato a chiedere addirittura la sospensione della manifestazione.

Boeri comunque, non confindando – con qualche buona motivazione – nelle sue doti di progettista, ha insistito a spiegare che la prossima Expo non dovrà puntare sulla magnificenza architettonica, padiglioni e progetti dovranno essere minimalisti, l’attrazione dovrà poggiare essenzialmente su interventi urbanistici di consolidamento del verde milanese e sull’offerta scientifica dell’esposizione.

De Albertis, erede di una solida famiglia di costruttori e moderno, intelligente rappresentante di questa categoria di imprenditori, prima a Milano poi in campo nazionale, ha polemizzato sia pure indirettamente e senza toni eccitati con Boeri. Come è pensabile un’Expo – si è chiesto questo esponente del mondo dell’edilizia - senza sperimentazione anche architettonica? Perché Milano che ha così bisogno di essere continuamente ridefinita da interventi modernizzanti deve rinunciare a nuovi esemplari di architettura d’avanguardia? Perché si demonizza un’attività così fondamentale come quella di costruire e ricostruire le città?

In particolare De Albertis ha spiegato che se anche non si vogliono costruire padiglioni straordinariamente d’avanguardia, si utilizzi almeno l’Expo per attrezzare opere di prestigio anche nell’immagine nel campo trasportistico e viabilistico. In particolare circola l’idea – sostenuta dall’assessore all’urbanistica di Palazzo Marino, Carlo Masseroli - di riqualificare il sistema ferroviario milanese (quello dedicato alle merci) ai fini di mobilità urbana.

La città di Ambrogio è stata percorsa nella sua lunga età industriale (dalla seconda metà dell’Ottocento a quasi alla fine del Novecento) da un innervamento di binari che servivano ad approvvigonare un rilevante sistema di aziende estremamemnte affamate di materie prime ed energetiche di tutti i tipi. Questi nervi della città industriale vanno ripensati per le esigenze di quella postindustriale e ridisegnati. Anche con trovate architettoniche. Chi visita New York non manca di imbattersi in sopraelevate ferroviarie, stazioncine, tunnel che sono diventati incantevoli luoghi di incontro quando non post moderni centri di nuovi commerci ricchi di valore aggiunto. Anche con non molti soldi, anche mobilitando capitali privati, un progetto insieme funzionale e di qualità estetica può (e deve) essere realizzato per la prossima esposizione. De Albertis ha perfettamente ragione.

Prendendo spunto dai temi di architettura sollevati, vorrei ricordare la memoria di Guido Canella, spentosi mercoledì 2 settembre, che è l’ultimo grande architetto di una generazione fantastica, quella dei Franco Albini, degli Aldo Rossi, dei Marco Zanuso, dei Vico Magistretti, dei Piero Bottoni. Una covata che ha dato fama mondiale a Milano. In particolare Canella era il più brillante degli allievi di quell’Ernesto Rogers che seppe saldare la linea modernista dell’architettura novecentesca all’attenzione al contesto storico milanese. Modernità e contesto: quanto è attuale l’impegno a coniugare questi due termini. Che bisogno c’è della ripresa di una vague di progettisti che si sperimentino su questa linea. Anche a questa esigenza dovrebbe rispondere l’Expo.

di Lodovico Festa

domenica 6 settembre 2009

"PADRONI a CASA NOSTRA" (che è diventata casa loro!)

Signor Sindaco, per favore, tolga quella targa

Rieccoci dopo le lunghe e meritate ferie. Ieri sono rientrati gli ultimi amici, ci siamo trovati, qualche bicchiere di vino ed eccoci con i primi post. Vi assicuriamo che siamo davvero molto incazz...e quindi aspettatevi un autunno BOLLENTE! Abbiamo ricevuto - e lo pubblichiamo subito - questo comunicato stampa da parte di due consiglieri comunali di Vedano, leggete e poi a voi i commenti!

RIceviamo e pubblichiamo
Il Sindaco di Vedano Olona, deve aver fatto un po’ di confusione prendendo un po’ troppo alla lettera uno degli slogan del suo partito: “PADRONI a CASA NOSTRA”.
Probabilmente per questo ha avuto il cattivo gusto di appendere nell’Ufficio del Sindaco del Comune di Vedano Olona, che lo ricordiamo non è il suo ufficio personale, ma un ufficio pubblico, anzi in un paese è, insieme alla Sala Consigliare, l’Ufficio Pubblico, una targa della LEGA NORD.
L’ha potuta vedere Antonella De Micheli in occasione di una riunione tenutasi nei giorni scorsi in Municipio.

Basterebbe il buon senso per capire che queste cose non si fanno, ma visto che, in spregio al rispetto delle istituzioni e dei cittadini che entrano in quell’ufficio, è stato fatto, invitiamo il Signor Sindaco a leggere il parere del 13 marzo 2006, del quale riportiamo un estratto, con il quale il Ministero dell’Interno si era dovuto esprimere sulla riproduzione di un simbolo politico all’interno di una sede municipale.

“Al riguardo, si ritiene di evidenziare che la presenza di tale simbolo proprio all'interno dell'edificio comunale, può porsi in contrasto con le funzioni e il carattere istituzionale del comune, la cui amministrazione rappresenta non una determinata parte politica ma la comunità dei cittadini, ed è pertanto potenzialmente lesiva della collettività che non si identifica con l'idea politica propria di quel simbolo. 
In particolare il sindaco, quale capo dell'amministrazione comunale, rappresenta tutti i cittadini e non solo gli elettori appartenenti alla sua stessa compagine politica, ma anche quelli che hanno espresso una diversa preferenza. “

Ci rammarica che questa sia la sensibilità istituzionale del Sindaco, ma non ci sorprende, ci stupisce invece che gli alleati del Popolo della Libertà possano tollerare l’esposizione di tale “cimelio”.
Non si dovrebbe citare, come ha fatto il Vice Sindaco in Consiglio Comunale, Aldo Moro, che aveva ben altro senso delle istituzioni, rispetto agli uomini della pochette verde, e poi permettere gesti come questo, segno evidente di mancanza di cultura istituzionale.
Ma una ragione potrebbe essere questa. Forse, a Vedano, PdL non vuol dire Popolo della Libertà bensì ai Piedi della Lega.

Invitiamo il Signor Sindaco a rimuovere subito quella targa e in proposito presenteremo una mozione da inserire all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale

I Consiglieri Comunali di Progetto Popolare per Vedano

Antonella De Micheli – Giovanni Barbesino
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giovedì 30 luglio 2009

Un bando fuorilegge

L'ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI CONTRO IL BANDO DEL COMUNE DI TRADATE! BANDO FUORILEGGE.

Risposta dell’Ordine nazionale dei Giornalisti al Comune di Tradate in merito alla stesura di articoli destinati al periodico comunale. Le prestazioni professionali giornalistiche nel vigente ordinamento sono di appannaggio esclusivo degli iscritti all’Albo. Il Comune, invece, aveva aperto le collaborazioni soltanto ai non giornalisti.


Questo bando ci era sfuggito (!), perché se ci avessero chiesto un parere avremmo subito spiegato che era una 'monata, nella forma e nella sostanza. Una piccola spiegazione per chi è ingenuo o estraneo ai concorsi: si possono emettere i concorsi cosiddetti "a fotografia", per cui stabilisci che una determinata posizione potrà essere ricoperta solo da chi ha (la mettiamo sul ridere) gli occhi verdi, da chi è nato in un determinato anno, da chi ha conseguito una determinata laurea (e solo quella e non altre equivalenti), da chi porta un certo numero di scarpe!... Sfogli la margherita e poi vedi che a quella posizione potrà aspirare solo quella persona, probabilmente legata a quel carrozzone politico. In alcune università, ad esempio, per i concorsi dei figli dei cosiddetti 'baroni' ne hanno fatte di tutti i colori.

Da tempo, anche da questo blog, andiamo dicendo che occorre rispettare le norme. Tutte. Anche quelle sulla stampa, riferite alla direzione di un piccolo periodico come il Città di Tradate. Il signor Pipolo, può fare il vice sindaco perché così vuole Candiani, ma il signor Pipolo NON può essere 'direttore responsabile' di qualsivoglia periodico, perchè NON è iscritto all'albo dei giornalisti. Ma lui, imperterrito, continua in tal senso - (Kybalion).


E ora leggete l'ultima: addirittura l'Ordine Nazionale dei Giornalisti interviene contro il Comune (si legga la lettera allegata) per dire che è fuori legge il bando sulle collaborazioni al periodico 'Città di Tradate', bando che scade domani (è previsto un compenso di  1.440,00 per incarichi di stesura dei testi degli articoli - almeno 8 pagine del giornale con un minimo 2.000 battute a pagina, spazi inclusi). Capito mi hai?
Vi assicuriamo che adesso l'Ordine sarà sollecitato (da noi questa volta) anche per il Direttore Responsabile.

COMUNICAZIONE DELL'ORDINE NAZIONALE, FIRMATA DAL PRESIDENTE DEL BOCA
Roma, 29 luglio 2009. Il Comune di Tradate ha lanciato un “avviso pubblico per la costituzione dell’albo dei collaboratori per la redazione dell’informatore comunale ‘Città di Tradate’”. Pronta la reazione del Consiglio nazionale dell’Ordine dopo l’allarme dato dal nostro sito. Il bando pare fortemente irregolare perché istituisce un elenco professionale senza tener conto che le collaborazioni giornalistiche sono prestazioni professionali protette da un Albo governato da un Ordine retto da una legge istitutiva. Nulla questio se per l'elenco dal quale vuole attingere il Comune avesse previsto l'iscrizione all'albo. Un problema è anche quello della laurea. La 150 la prevede solo per i responsabili dell'ufficio stampa e non anche per i semplici addetti. Di conseguenza la richiesta della laurea per i semplici collaboratori è eccessiva. Inoltre, non può essere, in assenza di figura professionale definita dall'ordinamento o da un Ccnl quella in Scienze della comunicazione e basta. Se il comune vuole selezionare un elenco di collaboratori per la rivista da cui attingere, deve "accontentarsi" dell'iscrizione all'Albo mentre la laurea può essere titolo per la graduatoria. Un problema giuridico è questo: se il comune non cambia idea, gli interessati dovrannoimpugnare la delibera della selezione o il bando? C'è un precedente della Regione Abruzzo che ha indicato la delibera.

Ed ecco il testo della lettera, firmata dal presidente del Cnog, Lorenzo del Boca, diretta al sindaco di Tradate, Stefano Candiani: “In riferimento all’avviso pubblico in oggetto, si rappresentano i profili di illegittimità riscontrati dallo scrivente Consiglio in qualità di ente pubblico preposto alla sorveglianza ed alla tutela della professione giornalistica.
La selezione in questione concerne prestazioni professionali che nel vigente ordinamento sono di appannaggio esclusivo di iscritti all’albo dei giornalisti, quale è la “stesura di articoli legati alla redazione del periodico comunale Città di Tradate”, specificatamente compensata in relazione alle pagine realizzate.

Non prevedere tra i requisiti d’accesso alla selezione l’iscrizione all’Albo dei giornalisti, significa violare le vigenti disposizioni di legge, in particolare l’art. 45 della legge n. 69/1963 che espressamente prevede: “Nessuno può assumere il titolo né esercitare la professione di giornalista, se non è iscritto nell’albo professionale. La violazione di tale disposizione è punita norma degli artt. 348 e 498 del codice penale, ove il fatto non costituisca reato più grave”.
Si invita, pertanto, codesta Amministrazione a prevedere, per l’effettuazione delle prestazioni indicate dall’avviso, il requisito dell’iscrizione all’Albo dei giornalisti.

Per quanto attiene la laurea, premesso che tale requisito non è previsto per l’esercizio della professione giornalistica (e che anche il richiesto indirizzo in scienze della comunicazione non costituisce titolo abilitante per la professione) si fa presente che il Dipartimento della funzione pubblica con parere n.51/08 relativo agli incarichi individuali conferiti dalle pubbliche amministrazioni ai sensi dell’art. 7, comma 6 del D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 ha precisato che “l’iscrizione all’Albo attesta, ai fini del conferimento dell’incarico, una specializzazione di per sé idonea allo svolgimento dell’incarico medesimo, consentendo di prescindere dal possesso tanto della laurea magistrale quanto di quella triennale”.

Nel restare in attesa di cortesi notizie circa le iniziative che codesta Amministrazione intende attuare in merito a quanto segnalato, si resta a disposizione per ogni ulteriore chiarimento."

Volete un ulteriore nostro commento? Candiani sarà felicissimo di poter diventare ancora più noto, perchè oltre a Roma Ladrona ora va contro l'Ordine Nazionale dei Giornalisti. Un consiglio: cave canem, attento al cane, perchè questi mordono e per Candiani la questione diventerebbe troppo ardua!”.

domenica 26 luglio 2009

TRADATE....GUIDA SICURA!

SE HAI UNA FERRARI, AL VENERDì SERA VIENI A SGOMMARE A TRADATE!

Abbiamo messo insieme questo filmato per tutti coloro che non avessero visto o sentito. Su "la Provincia" di oggi leggiamo che al comando della Polizia Municipale "risulta un solo passaggio con tanto di staffetta dei Carabinieri"... Non è proprio così; i filmati lo dimostrano.
Sono andati avanti per un paio di ore; la sicurezza era affidata a chi guidava, nè più nè meno! Una "cosa" organizzata da una amministrazione, invece, dovrebbe garantire un EXTRA di sicurezza. O no? La Casa Velini? Sono vecchi sordi, chi se ne frega! Tutti gli altri, ma sì, siamo a Tradaaaaaa!
Consigliamo di guardare il filmato fino in fondo con volume alto perchè la registrazione con telefonino non è ottima...e poi abbiamo deciso che se ci devono prendere per il culo...i culi ce li scegliamo da noi...buona visione ;-)

lunedì 20 luglio 2009

Cavalieri e Direttori

Città di Tradate errata corrige..secondo noi;-)

Oggi ci limitiamo a segnalare due post di maggio che trattano due argomenti attuali: il direttore responsabile e il cavalierato. Attuali perché? Perché ce lo avete detto voi..;-) Abbiamo girato i link anche a chi di dovere..chissà!

1) art.498 codice penale
Usurpazione di titoli e onori

Abbiamo ricevuto un interessante (e documentato) commento nei giorni scorsi. Ci è stato chiesto di proporlo come post visto che non era agevole da ritrovare in mezzo ai numerosi commenti. Si parla di titoli e di onori e della loro usurpazione. Spesso capita di leggere o sentire davanti ai nomi di alcuni personaggi titoli e onori che non si sono mai guadagnati. Ci si passa sopra con superficialità e leggerezza quando invece il quadro normativo a riguardo è piuttosto chiaro e rigido.

Riceviamo e pubblichiamo

il laureato ha detto...
Art. 498 Usurpazione di titoli o di onori 

Chiunque abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale e' richiesta una speciale abilitazione dello Stato, ovvero indossa abusivamente in pubblico l'abito ecclesiastico, e' punito con la multa da lire duecentomila a due milioni. 

Alla stessa pena soggiace chi si arroga dignita' o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, ovvero qualita' inerenti ad alcuno degli uffici, impieghi o professioni, indicati nella disposizione precedente. 

La condanna importa la pubblicazione della sentenza.



Per completezza si leggano anche gli articoli 7 e 8 della legge del 3 marzo 1951, n.178

Gli ordini che NON sono riconosciuti dallo stato italiano (anche se l'elenco è continuamente aggiornato dalla Farnesina dietro segnalazioni da parte di istituti di araldica, giudici, ecc.) sono riportati a questo link http://www.heraldica.org/topics/orders/itbgord.htm.

Coloro che non hanno conseguito una laurea non possono fregiarsi pubblicamente e in modo ufficiale di un titolo che non hanno; stessa cosa valga per i presunti insigniti di onoreficenze che non siano della Repubblica o di ordini ufficialmente riconosciuti dal Presidente della Repubblica per decreto.



Chi ha orecchie per intendere intenda.

Iconografia tratta da [http://www.quirinale.it/qrnw/statico/onorificenze/insegne/insegne_omri.htm] rappresenta il nastro del Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nello stesso sito è anche possibile, inserendo nome e cognome, consultare l'elenco VERO dei cavalieri della Repubblica Italiana.


2) REVISIONE ALBO DEI PUBBLICISTI

Pubblichiamo alcune informazioni che ci sono state inoltrate da un lettore

"Su invito dell’Ordine nazionale, il Consiglio dell’Ordine della Lombardia ha deciso di avviare la revisione dell’Albo dei pubblicisti. I termini della revisione riguardano tutti coloro che sono iscritti nel periodo compreso dal 1995 al 2006 mentre sono esclusi coloro che risultano iscritti da prima del maggio 1994 e quelli dopo il maggio 2007.
I pubblicisti riceveranno una comunicazione per presentare il materiale giornalistico dell’ultimo biennio (tutto il lavoro deve essere pubblicato su testate registrate in Tribunale con un direttore responsabile iscritto nell’elenco dei professionisti o pubblicisti), i pagamenti che certificano l’attività svolta nel biennio e la dichiarazione del direttore responsabile iscritto nell’elenco professionisti o pubblicisti. Nell’ambito della revisione si procederà anche a spedire una lettera a tutti i morosi che entro 30 giorni dalla ricevuta della comunicazione devono sanare la passività pena la cancellazione dall’elenco".

Quindi è bene ricordare a tutti coloro che sono già iscritti a tale albo professionale (e soprattutto per coloro - nuovi al mestiere - che intendono farlo in futuro) che è buona cosa informarsi sempre sulla reale iscrizione all'albo del proprio direttore responsabile poiché in caso contrario gli articoli e gli anni non avranno alcun valore ne per la revisione e nemmeno per l'iscrizione all'albo.
In tale caso, tra l'altro, colui che esercita una professione per la quale è necessaria l'iscrizione ad un albo professionale incappa in ulteriori sanzioni anche penali.

Riguardo la revisione l'ordine ha recentemente aggiunto alcune precisazioni: potete leggerle qui.