
NON C'E' LIMITE AL CATTIVO GUSTO INSUBRE
Varese: una città sequestrata da una organizzazione penosa. Sono mesi che i cittadini subiscono disagi per la preparazione dei Mondiali. Nuova segnaletica, rifacimento del manto stradale, strade interrotte, deviazioni, code, ingorghi, tutto in nome dello sport. Così dicono gli organizzatori. Il vero motore, invece, è la volontà, la smania di apparire da parte dell’establishment leghista nella sua enclave. Si possono - e si devono - organizzare manifestazioni sportive, ma non è pensabile obbligare i cittadini a sentirsi ostaggi di un evento. Lo scorso anno a Stoccarda la vita della città (ben più attiva di quella “bosina”) non risentiva minimamente di preparazione e svolgimento delle gare. A Varese sono state chiuse scuole, asili, licei persino il Tribunale! In molti hanno dovuto prendersi le ferie, altri utilizzeranno molte ore di permessi per coprire i ritardi. Questa la chiamano organizzazione?
Al peggio, però, non c’è mai un limite.
Le orrende “opere di bricolage artistico” (fatte nei giorni di ferie nel garage dietro casa) raffiguranti i capi politici della Lega in sella avrebbero potuto essere il “top dei flop”, e invece no! Peggio è stato fatto per la cerimonia di apertura dei Mondiali. Forse i cinesi ci hanno abituato troppo bene, i nostri gusti si sono raffinati con il made in Cina. Ora se ci propinano il made in Padania i nostri stomaci si rivoltano! Gli organizzatori si sono anche lamentati perché la cerimonia è stata snobbata dai network locali e nazionali. Fortuna loro! Il dubbio è che pezzi grossi della Rai (come i leghisti Marano, Bianchi e Ferrario) abbiano voluto fare un favore alla propria terra. Avrei davvero voluto che la trasmettessero subito dopo le veline di Ricci: l’Italia doveva vedere il palio insubrico.
Ho goduto dal ridere nel pieno della notte. RaiSport (su Rai Due) ha mandato in onda le immagini dello spettacolo di inaugurazione. Un carrozzone di “cose” raffazzonate, citazioni che andavano spiegate, metafore oscure anche, e soprattutto, allo stesso scenografo. Sono arrivato tardi (mezzanotte e mezza) e ho fatto appena in tempo a vedere: 4 ragazze in altrettante bocce d’acqua che simboleggiavano i laghi del varesotto; altre ragazze pendolanti come campane a rappresentare le campane e i paesi che da noi sono anche a “poche centinaia di metri l’uno dall’altro” (???), altre ragazze simili alle campane che, però, avendo sull’abito disegnate delle montagne rappresentavano i monti varesini; altre ancora (molto simili alle campane e ai monti n.d.r.) che rappresentavano la notte stellata. Il tutto mescolato con citazioni di Piero Chiara, una canzone di Van der Sfroos, Morricone e Beethoven. I testi letti dai commentatori erano un “delirio culturale” che parlava di macchiaioli o descriveva il territorio mentre sullo schermo nulla di tutto ciò era rappresentato. Dicotomia creativa tra “avrei voluto fare” e “ siamo riusciti a raffazzonare”??
Il top è stata la sfilata degli sport conclusiva. Se fino a quel punto il livello dello spettacolo era poco più che “un palio provinciale” ecco – Siori e siori! - il circo! In aria (il coreografo direbbe nell’aere) volteggiavano (si muovevano n.d.r.) appese a fili: una ragazza in sella ad una bici, un’altra che mimava una corsa al rallentatore, un’altra la boxe, una il canottaggio. Fin qui penoso ma, visto il livello, ero quasi assuefatto al non-senso e al dispregio per il bello. Quando la telecamera allarga, però, e mostra quello che sta capitando “a terra” i miei occhi non hanno voluto crederci! Il peggior palio dei rioni della provincia avrebbe fatto meglio! Una ragazza pedalava su un carretto in alluminio che aveva un canestro montato sul retro e altre due – che la inseguivano - mimavano una partita di basket! Altri due ragazzi, invece, sembravano fare un trasloco trascinando sulla strada un tavolo da ping-pong mentre giocavano con racchette da spiaggia senza pallina: il famoso tennis insubre (prossima disciplina delle olimpiadi padane?).
Altre assurdità che vi risparmio tranne una: una ragazza che, suo malgrado, pedalava su un altro carretto che aveva montata un’elica. Sì, avete capito bene: quella era la “parodia” per simboleggiare l’industria aeronautica varesina! Caproni, Siai Marchetti, Agusta e Aermacchi aziende che hanno fatto la storia pionieristica dell’aviazione mondiale rappresentate in quel modo! Peccato che non sia andata in prima serata! Peccato che sia stato uno dei pochi dopo la mezzanotte a vedere quello scempio!
Peccato che tutti i giornalisti “leccaculo” al seguito di questo evento non massacreranno minimamente questa manisfestazione vergognosa! Confido in qualche giornalista straniero.
Abbiamo il Teatro alla Scala a 20 minuti di auto: andare a chiedere una consulenza? Cercare coloro che hanno seguito l’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Torino? Ma no, facciamo tutto in casa, siamo insubri e senza gusto! Chi prova a dire che quello spettacolo era bello, anzi magnifico è gente che non ha visto nulla nella vita. Non ha girato il mondo e si è nutrita di cultura spazzatura. Sono cattivo ma è cosi!
Non possiamo accettare un livello culturale così basso, un senso del bello così limitato! Non possiamo accettarlo dalle istituzioni, da coloro che questi valori dovrebbero trasmettere anche per mezzo di questi eventi. Se il buon giorno si vede dal mattino (come hanno detto i commentatori di Rai Sport) spero che il senso dello sport non prenda la stessa piega in questi mondiali, altrimenti avremo il solito dopato sbattuto in prima pagina: e sarebbe un peccato!
W lo sport e W il ciclismo!
A.EMME

