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giovedì 26 novembre 2009

Una idea che 'sveglierebbe' il mortorio del centro città


UNA INIZIATIVA DI TONO
Però valutiamone i costi
Preleviamo da CartolineVaresine (un blog amico) questo post, perchè molto interessante. "Pubblico due foto che un'amico mi ha pregato di inserire nel blog anche se con le cartoline d'epoca non centrano nulla. Si tratta delle fiat 500 modo fioriere (che potete visionare dal vero in via Montenapoleone a Milano) che al posto dei soliti vasi con pino potrebbero essere posizionate lungo corso Bernacchi; una cosa nuova in un centro città ''morto'' come è Tradate. Da come dicono tali auto/fioriere vengono date in noleggio al comune; non conoscendo però i costi non so se sia fattibile nella nostra città. Nel blog altratradate leggevo tempo fa che le precedenti fioriere sono costate 800 euro cadauna (a noi risulta di più... n.d.r.); chissà chiedere non costa nulla magari costano meno".

PUBBLICATO DA CARTOLINEVARESINE A 18.25
ETICHETTE: FOTO SPEDITE DA ADRIANO R.

giovedì 19 novembre 2009

Arte in strada...continua! (3)

ARTE POVERA
O ARTE BARBONA?
L'opera d'arte che avevo commentato in un mio post “il post moderno guarda alla prima modernità” (http://www.altratradate.com/2009/06/tradate-ovvero-arte-in-strada.html) è stata rimossa.

Ad accorgersene alcune vecchiette che uscivano dalla Messa mattutina.

Ancora non si sa se sia stata rubata o rimossa dall'Amministrazione Comunale. Alcune fonti ritengono che sia stata prestata ad altre Amministrazioni leghiste.
Resta l'ipotesi che invece questo Blog sia seguitissimo a Palazzo....

(Dott. Arch. Celtik DìMèBàl)

giovedì 2 luglio 2009

Tradate, ovvero 'Arte in strada' (2)


RUDERI IN VIA GALLI
L'opera è “esposta” in Via Galli ad Abbiate Guazzone. Acquisita al patrimonio comunale dall'Amministrazione leghista del Sindaco Candiani costituisce una parte stessa della città. 
Per questo non possiamo parlare di esposizione ma di “valorizzazione” o con un termine caro all' Arte Moderna di “integrazione culturale meta territoriale”.
Rappresenta la caducità delle costruzione umane, il logorio del tempo e delle intemperie. Collocata in pieno passaggio privato pubblico vuole rammentare al passante la peregrinazione della vita e i suoi pericoli. Soprattutto quelli incidentali (qui invece la precedente acquisiszione per la pinacoteca comunale n.d.r.)

Gli autori sono sconosciuti, ma si tratta certamente di un'opera che ha visto l'intervento di diverse scuole d'arte. Dalla scuola contadina del primo '700, a quella detta “dei tacunei” * fino ad arrivare all'ultimo intervento di tipo virtuale con la scuola “immobiliarista/mediatoria” . 

L'ultimo intervento di poche settimane fa con la demolizione della facciata ha inteso mettere in luce i reconditi aspetti della antica vita quotidiana. La semplicità del luogo, le piccole ingenue decorazioni alle pareti testimoniano di una vita semplice che scorreva senza scosse tra le umili pareti del quotidiano. I cavi, lasciati penzolare, ci rammentano i primi interventi di modernizzazione.

L'opera è visitabile in qualunque momento. Per la particolare fragilità dell'opera si raccomanda attenzione e assoluto silenzio durante la visita. Ingresso libero.
Dott. Arch. Celtik DìMèBàl

* nel volgo celtico intendesi per “tacuni” o, diminutivo, “tacunei” i piccoli interventi di manutenzione straordinaria o di piccolo ampliamento degli immobili. Alla scuola dei “tacunei” appartennero sicuramente il “Maister d'Abià” e il “Garzun de la Bartulora” cui è attribuita con assoluta incertezza l'opera di piazza San Pietro in Abbiate Guazzone. Sempre a questa scuola si devono i molti “cessi pensili” che si notano nei cortili più antichi. 

martedì 16 giugno 2009

Tradate, ovvero 'Arte in strada' (1)


IL POST MODERNO
GUARDA ALLA PRIMA MODERNITA'
In attesa della nuova Pinacoteca la città diventa un grande Museo vivente di Arte Moderna.
La prima opera è esposta ad Abbiate Guazzone in Piazza San Pietro. Inquadrata nel tema “IL POST MODERNO GUARDA ALLA PRIMA MODERNITA'” l'opera, di autore sconosciuto, ma attribuibile secondo gli esperti interpellati dall'Amministrazione Comunale, al “Maister d'Abià” o forse al suo allievo “Garzun du la Bartulora” richiama ai bisogni essenziali della persona.
Collocata in posizione pensile ed alla giusta altezza per non sfuggire alla vista, ma allo stesso tempo celata dentro una facciata dismessa e rappresentativa di un passato che si vorrebbe cancellare, l'opera riporta alle prime fatiche dell'uomo. L'Artista ha fermato la sua opera prima di collocarvi l'elemento essenziale: LA TAZZA. In questo modo ha inteso lanciare un messaggio ai posteri. L'assenza della tazza, infatti, rimanda certamente ad uno sforzo collettivo di creatività e immaginazione: ciascuno è infatti libero di collocarvi virtualmente un modello di propria scelta. Allo stesso tempo rammenta la Pre Modernità dove la tazza era sostituita da un buco in un pavimento.

L'opera è ben visibile da ogni punto della Piazza, ma la posizione migliore e che meglio interroga ed emoziona il visitatore è dai gradini della Chiesa Parrocchiale con la cui facciata, in cotto, contrasta in modo stridente. Forse l'artista ha voluto provocare il fedele richiamandolo a valori certamente più vicini alla terra che al cielo.

L'opera è visitabile in qualunque momento. Ingresso libero.

Dott. Arch. Celtik DìMèBàl.