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lunedì 7 settembre 2009

Expò e dintorni

Milano ha bisogno di un progetto insieme funzionale e di qualità estetica. (Contributo per FAR riflettere su Tradate).

Nella nostra piccola cittadina sono stati spesi decine di milioni di euro. C'è un disegno globale o si procede con lo "spannometro"? Basti pensare che l'ipotetica, assurda idea della pinacoteca ha un costo quasi paragonabile al nuovo museo che sorgerà nell'Arengario di Milano (e che esporrà ad un vasto pubblico internazionale tele di Boccioni & Co!). Questo articolo è interessante non perché parli di Tradate ma perché parla della necessità di un "progetto d'insieme".

Le ultime battute, proprio all’inizio della soglia estiva, sulla Expo milanese del 2015, dopo la riuscita convocazione degli “stati generali” - cioè degli esponenti più vari della società civile milanese - fatta da Roberto Formigoni, sono state di Stefano Boeri e di Claudio De Albertis.

Boeri è un ormai affermato studioso e organizzatore di urbanistica e architettura, con anche qualche progetto – pur non strepitoso- di edificio realizzato alle sue spalle, che ha assunto di fatto il ruolo di coordinatore di un pool di architetti di fama internazionale affiancando la So.ge guidata da Lucio Stanca nel preparare l’esposizione. Boeri è un intelligente lettore dell’urbanistica milanese, la sua idea di circondare il capoluogo lombardo con una cintura di verde è eccellente. E’ stato scelto anche per la sua influenza sull’opinione colta di sinistra milanese anche se il puntare su di lui è costato agli organizzatori dell’Expo l’odio perenne di Vittorio Gregotti, che è ormai roso da una superbia (sempre meno giustificata dai suoi recenti mediocri risultati) così invincibile da aggredire qualsiasi avvenimento che non lo veda protagonista. Nel caso in questione l’antico architetto, guru dei salotti gauchisti, è arrivato a chiedere addirittura la sospensione della manifestazione.

Boeri comunque, non confindando – con qualche buona motivazione – nelle sue doti di progettista, ha insistito a spiegare che la prossima Expo non dovrà puntare sulla magnificenza architettonica, padiglioni e progetti dovranno essere minimalisti, l’attrazione dovrà poggiare essenzialmente su interventi urbanistici di consolidamento del verde milanese e sull’offerta scientifica dell’esposizione.

De Albertis, erede di una solida famiglia di costruttori e moderno, intelligente rappresentante di questa categoria di imprenditori, prima a Milano poi in campo nazionale, ha polemizzato sia pure indirettamente e senza toni eccitati con Boeri. Come è pensabile un’Expo – si è chiesto questo esponente del mondo dell’edilizia - senza sperimentazione anche architettonica? Perché Milano che ha così bisogno di essere continuamente ridefinita da interventi modernizzanti deve rinunciare a nuovi esemplari di architettura d’avanguardia? Perché si demonizza un’attività così fondamentale come quella di costruire e ricostruire le città?

In particolare De Albertis ha spiegato che se anche non si vogliono costruire padiglioni straordinariamente d’avanguardia, si utilizzi almeno l’Expo per attrezzare opere di prestigio anche nell’immagine nel campo trasportistico e viabilistico. In particolare circola l’idea – sostenuta dall’assessore all’urbanistica di Palazzo Marino, Carlo Masseroli - di riqualificare il sistema ferroviario milanese (quello dedicato alle merci) ai fini di mobilità urbana.

La città di Ambrogio è stata percorsa nella sua lunga età industriale (dalla seconda metà dell’Ottocento a quasi alla fine del Novecento) da un innervamento di binari che servivano ad approvvigonare un rilevante sistema di aziende estremamemnte affamate di materie prime ed energetiche di tutti i tipi. Questi nervi della città industriale vanno ripensati per le esigenze di quella postindustriale e ridisegnati. Anche con trovate architettoniche. Chi visita New York non manca di imbattersi in sopraelevate ferroviarie, stazioncine, tunnel che sono diventati incantevoli luoghi di incontro quando non post moderni centri di nuovi commerci ricchi di valore aggiunto. Anche con non molti soldi, anche mobilitando capitali privati, un progetto insieme funzionale e di qualità estetica può (e deve) essere realizzato per la prossima esposizione. De Albertis ha perfettamente ragione.

Prendendo spunto dai temi di architettura sollevati, vorrei ricordare la memoria di Guido Canella, spentosi mercoledì 2 settembre, che è l’ultimo grande architetto di una generazione fantastica, quella dei Franco Albini, degli Aldo Rossi, dei Marco Zanuso, dei Vico Magistretti, dei Piero Bottoni. Una covata che ha dato fama mondiale a Milano. In particolare Canella era il più brillante degli allievi di quell’Ernesto Rogers che seppe saldare la linea modernista dell’architettura novecentesca all’attenzione al contesto storico milanese. Modernità e contesto: quanto è attuale l’impegno a coniugare questi due termini. Che bisogno c’è della ripresa di una vague di progettisti che si sperimentino su questa linea. Anche a questa esigenza dovrebbe rispondere l’Expo.

di Lodovico Festa

giovedì 21 maggio 2009

Non deve essere demolita la parte antistante l'ex convento del Crocifisso!

LA SOVRINTENDENZA PONE UN VINCOLO
SIAMO SODDISFATTI


Riceviamo e pubblichiamo
"Come consigliere comunale solo oggi, leggendo Varese Notizie, vengo a conoscenza di un vincolo posto anche dalla Sovrintendenza dei beni culturali nei riguardi del fabbricato antistante l'ex Convento del Crocifisso. Io ne avevo parlato anche nell'ultimo Consiglio Comunale: avevo proposto l'utilizzo di quel fabbricato e non la sua demolizione.Qualche consigliere leghista (e non solo) aveva sorriso in modo malizioso, ritenendomi il solito guastafeste. In pratica avevo affermato: mettiamo in sicurezza l'ex Convento, discutiamone il ruolo e la futura destinazione (che non può essere una Pinacoteca con una cafeteria e un ristorante con costi assurdi che alla fine sfioreranno i 5 milioni di euro) e salvaguardiamo anche la parte antistante: che non sia demolita. Si tratta di volumi residenziali pubblici, già esistenti, che potremmo sfruttare al meglio, anche per edilizia sociale. Insomma: se i privati fanno una operazione immobiliare, a Tradate spessissimo si fanno varianti al PRG per 'assecondare' e aggiungere metri cubi di cemento. Se invece il Comune fa una operazione immobiliare, addirittura demolisce ciò che ha! Ovviamente, anche questa volta, sono informato di questioni comunali a mezzo stampa, perché questa Amministrazione comunica con i Consiglieri a mezzo 'stampa e propaganda'; e poi si irrita se i consiglieri ne seguono le orme per avere un minimo di risonanza sulle proprie proposte sempre accantonate, derise, bloccate. Per vostra comprensione allego il testo dell'articolo che ho letto. Vi spiegherò, appena avrò un po' di tempo, come l'ex Convento è stato acquistato (contestualmente all'area dietro la Chiesa parrocchiale) senza avere idee chiare sul futuro ruolo. Grazie per l'ospitalità" - (Gianluigi Margutti)

da Varese Notizie:Tradate: 350 mila euro per far rinascere il convento
Trecentocinquantamila euro. Questa la cifra prevista nel bilancio comunale per rifare il tetto e mettere in sicurezza lo storico edificio, già convento dei Padri Serviti, di via Crocefisso.
Nei giorni scorsi la commissione territorio ha esaminato il progetto preliminare illustrato dai tre tecnici incaricati dall'Amministrazione comunale di studiare l'ipotesi migliore per rivalutare lo storico edificio del 1400, ossia uno dei più antichi presenti in città. Lo stesso ha subito nel corso dei secoli una serie di trasformazioni che testimoniano l'evoluzione economica e sociale di Tradate e che come tali andranno adeguatamente preservate. Ed è su questo filone che la sovraintendenza e i progettisti si sono ispirati per il restauro e il recupero dell'immobile.

IL VALORE STORICO DELL'EDIFICIO- L'edificio presenta delle significative peculiarità architettoniche e storiche, come il colonnato del cortile, risalente alla metà del quindicesimo secolo, gli affreschi nella sala del refettorio, lo stemma raffigurante i padri serviti, e la scalinata risalente probabilmente al seicento. I progettisti hanno sottolineato il valore storico di questo edificio, ultima importante vestige che testimonia il periodo a cavallo tra il quattrocento e il cinquecento e la necessità d'intervenire urgentemente sulla copertura (in parte ormai crollata) per conservare quanto rimasto.

LE FASI DI RESTAURO - Grazie ai 150mila euro erogati dalla Fondazione Cariplo che vanno ad aggiungersi ai 200mila stanziati dal comune, quanto prima si provvederà ad indire una gara d'appalto per la sistemazione del tetto. Ben più articolata, complessa e costosa sarà la fase di restauro dell'intero immobile, ormai quasi interamente di proprietà comunale. L'idea progettuale (che sarà sottoposta ai vari enti, nonchè al Ministero al fine di ottenere sostanziosi contributi) è quella di creare ampi spazi espositivi per attività didattiche, museali, culturali e ricettive (sarebbe stata ipotizzata anche l'apertura di una caffetteria al pian terra e di un ristorante al primo piano). Rispetto ai precedenti progetti l'edificio che si affaccia su via Crocefisso non sarà demolito per far posto ad una piazza. Lo ha stabilito la Sovraintendenza dei beni culturali che ha ritenuto di pregio storico anche quest'ala dell'immobile. Stando ai primi calcoli il recupero e la riqualificazione di tutto l'immobile si assesterebbe su 3milioni e 500mila euro.

martedì 27 gennaio 2009

Un museo al Monastero? E l'altra sul parco Robinson?

SPECIALISTI IN BUFALE...

Leggete questi due vostri commenti. Noi non scriviamo più nulla, perché oramai sapete sostituirci molto bene. Anzi...

pierin gnucheta ha detto...
A proposito di musei... (si riferisce al fantomatico Museo all' ex convento Crocifisso, con un costo preventivato sui 5 milioni di euro... n. d.r.) ho visto in che condizioni è il convento che il comune vorrebbe trasformare in pinacoteca (foto nel sito cartolinevaresine.com). Ma sono pazzi?? E' praticamente un rudere ! (Sapete che) vive a stento e con l'aiuto di volontari il museo Cardinal Branda di Castiglione Olona che - se mi permettete - ha una storia un poco più importante... il sindaco di Tradate vorrei proprio vedere cosa metterebbe in mostra.... con tutto il rispetto per i pittori Tradatesi da Restelli a Cortelezzi e Parmigiani ed altri... creare un museo ha dei costi, già avete quello della Frera sul quale stenderei un velo pietoso...

L'assurdo è che ad alcuni appassionati di storia - che volevano fotografare non le parti esterne del convento ma solo gli affreschi per motivi di studio - ad oggi nessuno ha dato loro il permesso; anzi gli è stato intimato di girare alla larga altrimenti sia loro, sia l'amico del sito delle cartoline varesine avrebbero passato guai.

Questo è fascismo!!

Scusate poi la domanda provocatoria... ma non siete capaci di ribellarvi a chi vi comanda come un duce? Forza Italia e AN a Tradate sono in maggioranza: come mai restano muti con la testa bassa invece di prendere a pedate sui testicoli chi li comanda a bacchetta?
I leghisti, si sa, non hanno né testa né coda ed ogni commento sarebbe solo uno spreco di parole... Ma Forza Italia ed AN sono una delusione; attenzione a non perdere voti in futuro per colpa di chi oggi vostro alleato fa solo danni (clicca qui, per conoscere altro sul monastero)
26 gennaio 2009 12.44 

Maalox ha detto...
Ma voi non sapete l' ultima...
Vogliono eliminare il parcheggio antistante la scuola elementare di via Manzoni... Lo vogliono chiudere per farlo nell'area parco Robinson... cioè circa 100 metri più in là... Al posto del parcheggio un giardinetto e di fronte alla chiesa dell' oratorio una bella rotonda...

A lor signori della Lega, che dove sono all' opposizione danno degli spreconi agli amministratori, vorrei ricordare che il parcheggio è stato realizzato da un' amministrazione leghista, che è costato soldi pubblici e che il parco Robinson andrebbe riqualificato e non asfaltato per far posto a 90 posti macchina!!!
Il parcheggio di Via Manzoni/via Crosti è utile oltre che per la scuola anche per la chiesa di Via S. Stefano dove hanno eliminato i parcheggi, per via Matteotti dove hanno eliminato i parcheggi...

Mi sembra di avere a che fare con gente che del denaro pubblico non ha rispetto....

Altra perla simbolo dello spreco a cui sta lavorando la giunta leghista è la rotonda dell' area ex-mulino...Voglio segnalare e ricordare che anche qui è stato fatto già un primo intervento per allargare Via Sopranzi e che le cappellette sono state spostate...
da quello che mi è stato raccontato le cappellette dovrebbero essere spostate ancora...
E se così fosse altro spreco di denaro pubblico....

Indignamoci gente indignamoci
26 gennaio 2009 20.20 

sabato 10 gennaio 2009

La Pinacoteca al Crocefisso: megalomania! (2)

COSTI E RICAVI
INVESTIMENTO ASSURDO SOTTO OGNI ASPETTO
Per affermare che l'idea della pinacoteca a Tradate è assurda, è sufficiente fare un paragone. E perché mai direte voi?
Perché fare paragoni aiuta a capire; ci fa comprendere quali sono i modelli da seguire, ma anche i contesti giusti in cui questi modelli si possono realizzare. Fare altro, costruire cattedrali nel deserto o piani quinquennali di lavori forzati e forzosi, invece,  significa spendere i soldi e le risorse del territorio in maniera sconsiderata. A giugno 2010 verrà inaugurata a Milano la nuova sede del "Museo del 900".
Dove? In piazza del Duomo.
Sede? Il Palazzo dell'Arengario.
Vabbhe , direte voi, stai parlando di una metropoli europea, non ha senso. Invece il senso ce l'ha!
Avete ragione: è un esempio da serie A dei musei; ma quello che voglio sottolineare è il costo di questa operazione fatta in uno dei palazzi più importanti d'Italia in una delle piazze più famose del mondo.

Costo dell'opera di Milano 20.664.000 euro.
A Tradate si spenderà 'appena' un terzo per non avere assolutamente nulla di paragonabile!

Direte voi: "Chissà, importante com'è quel palazzo, metterci mano... con quei soldi avranno fatto una o due sale, tanto per testimoniare il novecento".
Invece no!
Il museo avrà una superficie di 6.000 metri quadri di cui ben 3.000 destinati ad esposizione. Le opere esposte (la collezione permanente) sarà costituita da 400 opere di livello museale.

Un paragone? Questa è come una Formula Uno che gira in pista a Monza e non sfigura con altre F1... Noi, invece, per un terzo del costo di una Formula Uno, avremo una costosissima e lussuosissima utilitaria che terremo in cortile, con il bagagliaio pieno di... cianfrusaglie... ;-)

E poi non ci si improvvisa collezionisti, perché c'è il rischio di diventare rigattieri!
La città di Tradate sta rischiando di andare incontro ad una spesa di quasi 6 milioni di euro per creare una struttura inutile, senza senso, sovradimensionata alle esigenze turistiche della zona. Soldi e risorse che potrebbero, invece, essere più utili ad esempio per sovvenzionare interventi di edilizia popolare, oppure riammodernare... interi reparti dell'ospedale di Tradate. O per stare, invece, in investimenti propri del Comune, si ristrutturino ALL'INTERNO (non solo sulla facciata o con le illuminazioni) realmente le scuole elementari e medie, siano dotate di veri strumenti didattici, i migliori sul mercato; si creino tantissime borse di studio per cittadini residenti a Tradate, e vedrete che Tradate diverrà appetibile anche per la istruzione e la cultura.
Ma la Lega con certi concetti non viaggia? Sono sempre tutti bocciati agli esami... i suoi paladini. (A.M.)

iconografia: la facciata dell'Arengario a Milano - piazza Duomo

venerdì 9 gennaio 2009

Da Convento a Pinacoteca (1)

SI STA GIOCANDO CON LA CITTÀ
E' NECESSARIO SPENDERE QUESTI SOLDI?
CHI VERREBBE A TRADATE PER QUESTA PINACOTECA?
Leggiamo che sono arrivati 150 mila euro dalla Fondazione Cariplo per l'ex Convento del Crocifisso.
Bene. Ce vorranno almeno altri 4 milioni di euro per metterlo tutto a posto!
Ma per avere così tanti soldi, occorrerà cementificare ANCORA e DI PIÙ Tradate, perché i soldi si trovano solo con gli oneri di urbanizzazione. Avanti di questo passo si va in bancarotta. E le manutenzioni degli immobili? E i costi di gestione? E le strade? E le scuole? E gli interventi per l'edilizia economica e popolare? E gli aiuti a chi ha bisogno? E i servizi pubblici essenziali alla mobilità? E i costosissimi interventi infrastrutturali (la nuova strada, la 'tangenzialina' a nord già prevista negli strumenti urbanistici) per dare mobilità alle scuole superiori di piazza Gramsci? Dimenticati! 
Ma che cosa vuole fare questa volta nell'ex convento il sindaco di Tradate? Quando lo acquistò parlava di 'sala consiliare'. Poi (grazie a Dio) ci ripensò e ora la vorrebbe fare nella Villa Inzoli; altra sciocchezza! Nell'ex convento del Crocifisso invece vuole realizzare una pinacoteca: una idea, SPROPORZIONATA per Tradate, almeno al momento, perchè ci sono altre necessità.
Su Varesenews abbiamo anche letto: "Il progetto dell’amministrazione comunale, all’interno della struttura, dopo il primo intervento di recupero che porterà tutte le risorse finora messe a disposizione, prevede la trasformazione del Convento in una galleria civica di esposizioni, con tanto di book shop, ristorante, sala espositiva e collezione permanente di un noto collezionista tradatese". Volete scommettere di chi sarà questa collezione? Di un bravo e ricco collezionista, che ve la farà vedere a nostre spese ma con i quadri sempre suoi. Perché non ristrutturare con tutti quei soldi la seconda parte del fabbricato della ex Frera? A noi sembra molto più agibile e utile tale strada. E io pago!