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mercoledì 25 marzo 2009

Berlusconi il politico più ricco, ma con redditi 'decimati'

Pd, Veltroni doppia Franceschini.
Tremonti primo fra i ministri
A Tradate, nonostante sia previsto da una norma specifica, gli amministratori pubblici continuano a non pubblicare i loro redditi. Hanno fatto eccezione i consiglieri Margutti e Tagliabue (FI), Uslenghi (Insieme per la Città), Luce, Carignola, Scrivo e Campanini (Gruppo Ulivo). Mancano quelli di AN, altri di FI e tutti quelli della Lega. I redditi di Roma, invece, si conoscono. Eccoli.
Roma, 24 mar. (Apcom) - Ricchi, invidiati, irraggiungibili, ma anche poveri, poverissimi, nullatenenti: la radiografia dei redditi dei politici italiani offre molte conferme e qualche sorpresa. Sono consultabili dai cittadini le dichiarazioni dei redditi 2008 (relative all'anno fiscale 2007) di parlamentari e personalità di governo. Silvio Berlusconi resta il più ricco anche se i suoi redditi calano vertiginosamente, seguito, sia nel governo che a Montecitorio, da Giulio Tremonti.
Al Senato invece è l'oncologo Umberto Veronesi a battere tutti.
Ma i partiti hanno candidato anche persone che nel 2007, almeno stando alle loro dichiarazioni, erano decisamente poveri, come l'imprenditore napoletano Massimo Nicolucci, Pdl, che dichiara 215 euro.
La prima sorpresa viene dal reddito del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che 'crolla' rispetto all'anno precedente: il premier ha un reddito imponibile di 14.532.538 euro, un decimo circa rispetto all'anno precedente quando dichiarava 139.245.570 euro (peraltro cinque volte in più rispetto alle dichiarazioni dei redditi del 2006). Cos'è accaduto? Ai commercialisti l'ardua sentenza. Ad ogni buon conto, il premier dichiara di aver pagato una imposta netta di 6.237.688 euro e denuncia il possesso di cinque appartamenti a Milano, di cui 2 per uso abitazione, 2 box, una comproprietà al 7,46% sempre nel comune di Milano, e un terreno ad Antigua nei Caraibi. Le ville? Evidentemente non sono intestate a lui personalmente, ma le barche (tre) e le auto (due) sì. Numerose le partecipazioni societarie dirette, in gran parte in aziende e holding finanziarie del suo gruppo.
Tra i leader politici e le cariche istituzionali, il presidente del Senato Renato Schifani batte quello della Camera Gianfranco Fini, avendo dichiarato 159.809 euro, più un'abitazione a Palermo. Il primo inquilino di Montecitorio si ferma ad un imponibile di 105.633, e non possiede case. Nel Pd l'avvicendamento alla segreteria ha comportato anche un calo del reddito: se Walter Veltroni dichiarava 477mila euro, il suo successore Dario Franceschini si ferma a 220mila. Meno del neosegretario del Pd dichiarano il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, con 142mila, e il leader della Lega Umberto Bossi con 134mila. Più ricco Antonio Di Pietro, con 218mila. La curiosità è che sia Franceschini che Casini sono scavalcati nella classifica dei redditi dai rispettivi portavoce, Piero Martino e Roberto Rao (223mila il primo, 190mila il secondo). Scendendo dai leader al livello immediatamente più basso, grandi differenze fra i 'triumviri' del Pdl: Denis Verdini nel 2007 ha guadagnato 728mila euro e predilige gli investimenti in azioni, Ignazio La Russa 490mila ma si rivolge più volentieri al mattone, visto che possiede diverse case e terreni fra Milano, Genova, il Piemonte e la Sicilia; ultimo fra i big azzurri Sandro Bondi: denuncia 126mila euro e solo una casa. Ad Arcore.
Tra i ministri, Giulio Tremonti, titolare dell'Economia, nel 2008 ha reso al fisco una dichiarazione da 4.536.164 euro. Al terzo posto tra i ministri al governo è il già citato La Russa, seguito dal ministro della P.a., Renato Brunetta, che dichiara 228.313 euro e poi dai leghisti Roberto Calderoli, con 223.199 euro, e Roberto Maroni, con un imponibile di 220.125 euro. Penultimo è il Guardasigilli Angelino Alfano con un imponibile di 123.939 euro, fermo a zero Franco Frattini, ma nel 2007 era commissario europeo ed ha pagato le tasse in Belgio. Più ricchi della gran parte dei ministri sono i sottosegretari alla presidenza del Consiglio: primeggia Gianni Letta con 1.154.962 euro. Di poco staccato Guido Bertolaso con 1.013.822 euro. Poi c'è Rocco Crimi con un reddito imponibile di 473.198 euro, quindi Michela Brambilla con 311.499 euro. La segue Gianfranco Miccichè con 228.696 euro.
Bar/Luc/Rea

martedì 10 marzo 2009

Uso scriteriato del territorio

UNA RIFLESSIONE NECESSARIA

Proponiamo questo commento del Consigliere Carlo Uslenghi, perché contiene parecchi interessanti risvolti, da valutare attentamente.

Lista civica ha detto...
Si metta una volta per tutte un punto fermo, grande come tutti i pilastri di cemento armato della ex Fornace, e si attendano le indicazioni del Piano di Governo del Territorio che anche il Comune di Tradate si appresta ad approvare, dopo ampia consultazione popolare e dopo riunioni prossime future in sede istituzionale con tutti i gruppi consiliari e con la città, una volta archiviato il vecchio e ancora vigente Piano Regolatore Generale con le sue 70 varianti. (speriamo e confidiamo che l'Amministrazione Comunale segua tale iter n.d.r.). Alle tante critiche per l'uso speculativo del territorio, si è sempre risposto che occorre stare con i piedi per terra e fare i conti con la realtà, così si dice.
E così si fa, con i soldi degli oneri di urbanizzazione che si possono utilizzare per fare opere pubbliche, pagare servizi, ecc...
Dunque tanto cemento, tanti oneri, tanti soldi, tante opere, e ......tanti voti!
Questo però ha significato l'uso scriteriato del territorio, con agglomerati urbani che sono una sorta di mini alveari umani, nel totale disinteresse della cittadinanza, una sorta di bella addormentata, non più nel bosco ma nel cemento, mentre la città è stata costruita in ogni luogo, fino alla mostruosità ambientale ex Fornace che ha sostituito, per chi entra in Tradate, l'immagine delle montagne innevate alle montagne di cemento, frutto amaro dell'inciviltà e dell'insipienza umana a favore dell'esclusivo interesse patrimoniale, insomma ciò che conta è il portafoglio, soldi e grandi affari!
Conta ben poco se tutto ciò fosse relegato soltanto alla transitoria polemica politica; purtroppo il cattivo uso del territorio sarà pagato negli anni futuri dalle prossime generazioni.
Di pessimo stile istituzionale - l'ho più volte affermato pubblicamente anche con l'interessato in sede di commissione consiliare Territorio - la figura di un noto architetto, che da consulente in materia urbanistica, diventa poi assessore (in conto Lega n.d.r.), poi co.co.co del Comune di Tradate, oggi è professionista sul territorio e consulente per l'Urbanistica nominato dal sindaco nel suo ufficio di staff.
Il risultato è che in commissione Territorio per la stessa pratica urbanistica si pagano (i cittadini con i loro soldi) due figure, quella del responsabile dell'ufficio urbanistica e, appunto, quella del consulente del sindaco; insomma prendi una pratica e paghi due professionisti!
Oltre alla gran confusione di ruoli tra controllore e controllato, tra consulente, dunque un super partes, e professionista parte in causa.
Occorre pertanto una seria, rigorosa e aperta riflessione sull'Urbanistica e sul governo della stessa, cioè sul disegno futuro della città e del suo territorio, che è il luogo di vita dei cittadini, delle loro fatiche, dei loro traguardi di vita familiare e sociale; una città luogo di dialogo e di confronto, di sapere e di cultura, di rispetto per l'ambiente, di politica come servizio al prossimo.
Che la cittadinanza si risvegli dal lungo sonno dell'indifferenza, della responsabilità delegata, della rassegnazione agli eventi, e diventi protagonista per una città più giusta e migliore. - Carlo Uslenghi
9 marzo 2009 23.25 

martedì 25 novembre 2008

Un Consiglio Comunale quasi tranquilllo...

PAN PER FOCACCIA!

Ci scrivono e come sempre diamo voce a chi si interessa alla cosa pubblica. Ecco due commenti di due persone diverse, sullo stesso argomento: il Consiglio Comunale di ieri sera.
"Loro si aspettavano che capitasse il finimondo, invece quasi tutto è filato liscio. Ma sono consapevoli che sotto la cenere c'è fuoco e divisioni. Questo ho captato da alcuni consiglieri di maggioranza, che parlavano della seduta assembleare di ieri sera. Peccato che non ho potuto essere personalmente presente, ma ho orecchiato con curiosità alcuni dialoghi in un luogo che non voglio svelare, per non smentire le persone e soprattutto me stesso".

A questa prima sussurrata notizia, ad AltraTradate ne è giunta un'altra in una successiva mail nella quale la minoranza consiliare, nel proprio comportamento di ieri sera, viene definita "una compagnia di dilettanti allo sbaraglio mal interpretata dai consiglieri stessi".
La mail continua e afferma: "Lorsignori, non trovando di meglio da fare che andare a sedersi tra il pubblico per protestare sulla mancata convocazione del Consiglio come da loro richiesto, consentivano alla maggioranza di esaurire in nemmeno quaranta minuti l'ordine del giorno. Persino al punto 6, le quello sulle ‘NORMATIVE TECNICHE’ (che avevano particolare valenza nei riguardi della questione Fornace n.d.r) era consentito all'assessore Accordino di negare che la maggioranza in commissione avesse assicurato di portare l'intero argomento in un successivo Consiglio Comunale... La minoranza è rientrata in aula al punto riguardante la mozione sull'autovelox di costa Del Re. Ai malcapitati non restava però che assistere attoniti all'uscita dalla sala della maggioranza che, disordinatamente abbandonava l'aula. A questo punto mancava i numero legale e con questa mossa la Lega restituiva 'pan per focaccia'. Quanto capitato io lo chiamerei oltre il danno la beffa. Se va avanti così ci terremo la Lega Lombarda almeno fino al 2022". 

AltraTradate fa commenti? Nessuno.
Tocca a voi!

venerdì 29 agosto 2008

Dividere almeno per due...


Il problema della nostra Pubblica Amministrazione?
Molto molto semplice.
Rispolveriamo le divisioni imparate alle elementari e dividiamo tutto per due.
Proviamoci, dall’alto al basso.

Camera dei deputati (n. 630) e Senato della Repubblica (n. 315).
Diviso due, cioè togliamo il Senato: resterebbe solo la Camera dei deputati, nel numero di trecentoquindici onorevoli (infatti abbiamo diviso per due 630).
(Si vorrebbe trasformare il Senato della Repubblica in Senato federale della Regioni:
non siamo negli gli Stati Uniti d’America e purtroppo non ci sono ancora gli Stati Uniti d’Europa!).

Indennità parlamentare complessiva: 15 mila euro mensili.
Provate voi a dividere per due...


Venti Regioni (di cui cinque a statuto speciale).
Anche in questo caso dividiamo per due.
Ne restano 10, beh, facciamo pure 12, non di più, senza alcuno statuto speciale.
Ottanta sono i consiglieri regionali: dividiamo per due, dunque ne restano quaranta per regione.

Indennità mensile dei consiglieri regionali, 15 mila euro: anche per loro il sacrificio di dividere per due.


Comuni (8103) e Province (110).
Due tipi di enti locali, troppi, dunque dividendo per due, restano i Comuni.
Infatti tutti lo pensano, tutti lo dicono (anche il Cavaliere in campagna elettorale), nessuno lo fa: abolire le Province (non concorda la Lega Nord).

E poi ancora...
Corre da sempre la voce dell’abolizione delle prefetture, dei segretari comunali e delle Camere di Commercio; ma tutto resta immutabile, come prima, come sempre........

Il controllo.
Il problema del controllo immediato e diretto, che a livello dei Comuni attualmente non esiste se non con ricorso in sede di giudizio di legittimità (TAR), contabile (Corte dei Conti) e penale (Procura della Repubblica), potrebbe essere risolto con la trasformazione delle prefetture in sezioni territoriali di un efficiente consiglio superiore della Pubblica Amministrazione, a cui spetterebbe l’espletamento dei concorsi pubblici per l’assunzione del personale in sede periferica, la nomina dei dirigenti e dei funzionari capo, e il controllo preventivo sugli atti, in caso di dubbia legittimità, come un tempo fu l’organo regionale di controllo.

Occorre anzitutto dividere rigorosamente, di diritto e di fatto, la funzione politica di indirizzo da quella gestionale dei dirigenti, dei funzionari capo e del personale.
Oggi il sindaco, primo cittadino democratico, spesso dai contenuti di sovrano assoluto o di piccolo dittatore, se così lui stesso si vuole, ma anche se così gli altri lo lasciano fare, nomina in proprio assessori, segretario, direttore generale (carica di solo spreco di denaro pubblico per comuni medio-piccoli), dirigenti o funzionari capi di settori: li paga, determina l’indennità accessoria, li sposta, li nomina, li dimette, a suo piacere, a sua convenienza, a suo capriccio.
Ciò è assolutamente sbagliato, e rappresenta una sorta di cancro in metastasi nella Pubblica Amministrazione, in cui tutto viene acquistato secondo le convenienze e le opportunità, mentre nulla si rispetta secondo l’ordinamento vigente.
Il federalismo è anzitutto divisione di poteri e possibilità rigorosa ed autonoma di controllo.

Nessuna ricetta potrà contenere soluzioni efficaci rispetto i tanti problemi della Pubblica Amministrazione se anzitutto i cittadini non diventano protagonisti della vita pubblica, sentinelle di onestà, di correttezza, di rispetto dell’istituzione, e se i politici dapprima, i funzionari e gli impiegati poi, si dimenticano che la loro azione, il loro lavoro, viene svolto nell’interesse della civica comunità, nel rispetto delle norme, secondo uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, e con l’onore di esseri servitori dello stato e dell’istituzione pubblica (Carlo Uslenghi, lista civica).

giovedì 5 giugno 2008

FORNACEpoli: OGGI IN REGIONE

I Presidenti della Commissioni IV e V del Consiglio Regionale della Lombardia (Carlo Saffioti e Marcello Raimondi) stanno ascoltando i Gruppi Consiliari tradatesi dell' Ulivo, del Partito Democratico, della Sinistra-Arcobaleno e della Lista Civica. La riunione è puntualmente iniziata alle ore 14.30 di oggi a Milano presso la sede del Consiglio Regionale.
La Regione constaterà che essa fa 'anche' buone leggi, ma che il Comune di Tradate (ad esempio) - consigliato da tecnici a volte improponibili - se ne frega.
La questione ex Fornace è stata portata avanti SENZA interloquire con la Regione, mentre non doveva essere così.
Vi informeremo appena tornano.
A meno che abbiano 'bocche cucite'. Non si sa mai. Tra una inchiesta e l'altra...