Per sapere esattamente se questo è vero, però, bisognerebbe conoscere quanti sono i ‘tradatesi’ (gli indigeni) che passano al giorno e quanti sono i ‘non tradatesi’ (gli allogeni).
Se fossero solo 3 i tradatesi a passare e su 100 multe solo tre fossero di Tradate, significherebbe comunque che il 100% dei tradatesi che transitano si beccano la multa! Ma la matematica è una opinione per l'assessore Bonasso che si diverte a sparare cifre.
Quindi rimaniamo comunque con questo dato astratto del 3% e lo prendiamo per buono nel senso di dire che: “i tradatesi sono prudenti”.
Torniamo al nostro paragone con il diritto penale. La dottrina ha distino tra i vari ‘agenti’ che possono commettere reati. A proposito del reato commissivo colposo (Fiandaca-Musco pag 482 e seguenti) è introdotta la figura dell'agente dotato di conoscenze superiori ovvero "nell'utilizzazione di un tipo oggettivo di agente-modello non si impedisce in certi casi di individualizzare ulteriormente la misura della diligenza imposta. Quindi se per avventura l'agente reale possiede conoscenze superiori rispetto a quelle proprie del tipo di appartenenza, queste dovranno essere tenute in conto nel riconoscere l'obbligo di diligenza da osservare".
E qui Fiandaca cita - con esempio perfetto per noi - la dottrina di Romano nel Commentario (cit 386): "Qualche autore distingue, in proposito, tra maggiori conoscenze causali (ad es. l'automobilista A conosce la particolare pericolosità di un incrocio vicino alla sua abitazione) e speciali capacità (ad es. l'automobilista B è un esperto pilota da corsa)". Nel primo esempio l'automobilista A sarà ritenuto dotato di conoscenze casuali che innalzano lo standard della diligenza richiesta nella situazione concreta; nel caso dell'automobilista B invece tale standard non viene innalzato, poiché il diritto penale non può imporre al soggetto sempre e comunque lo sfruttamento integrale delle sue doti eccezionale sotto la minaccia della sanzione.
Concludiamo il ragionamento affermando che:
- se effettivamente quel tratto di strada è ritenuto pericoloso soprattutto per la presenza in alcune ore del giorno di studenti;
- se l'autovelox è stato installato per garantire la sicurezza di questi studenti dissuadendo gli automobilisti a transitare a velocità superiore a quella consentita;
ne deriva che
- dai dati riportati è chiaro che solo i tradatesi (gli indigeni) sono a conoscenza della pericolosità del tratto di strada (conoscenza casuale);
- per ulteriore conoscenza casuale conoscono che in quel tratto è preferibile non superare il limite di velocità, per non incappare nella sanzione (quindi l'autovelox è solo in questo caso un deterrente).
Per tutti gli altri (gli allogeni) non dotati di tale conoscenza casuale, quel tratto di strada è affrontabile ad una velocità indipendente dal pericolo di sanzione.
Chi non è mai stato a Tradate, inoltre, non sa che in fondo a quella discesa ci sono degli studenti. Quindi in caso di incidente non sarebbe dotato di conoscenza casuale in grado di innalzare lo standard della diligenza richiesta.
L'autovelox, per questo motivo e proprio per il fatto che è ignorato dalla gran parte dei non residenti, non svolge assoluta funzione di tutela.
Non è un dissuasore di velocità ma un dissuasore del portafogli.
Grazie per i dati assessore Bonasso; ha confermato, se ce ne fosse stato bisogno, che è più efficace un dosso! Con quello i nostri ragazzi sarebbero davvero più sicuri.
A.M.