martedì 30 settembre 2008

ANCORA SU ALITALIA (2)


“Il piano Cai per Alitalia? Non funzionerà”
di Alessandro D'Amato (Gregorj)


L’accordo è fatto, ma il piano industriale di Cai è poco credibile. Il professor Ugo Arrigo ci spiega perché

“Guardi, mettiamola così: se gli riesce tutto quello che hanno promesso di fare, allora Spinetta e Mayrhuber dovranno cedere le rispettive poltrone in Air France e Lufthansa a Colaninno e Sabelli, visto che riuscirebbero a fare meglio di qualunque vettore internazionale”. Non nasconde la propria ironia Ugo Arrigo, professore di Politica Economica all’università Milano Bicocca e membro dell’Istituto Bruno Leoni, think tank liberale, dopo aver analizzato i numeri del piano industriale presentato dalla Compagnia Aerea Italiana per il rilancio di Alitalia:“Il piano Fenice si regge su un’unica idea fondamentale, che purtroppo è sbagliata: la possibilità di aumentare in maniera consistente la produttività degli aerei della nuova Alitalia operanti sul breve e medio raggio, che, associata ad un incremento quasi equivalente della produttività dei dipendenti, permetterebbe un notevole miglioramento del rapporto ricavi operativi/costi operativi e il riequilibrio economico finanziario dell’azienda nell’arco di un triennio”.

E perché è sbagliata, professore?
“Perché è vero che non si aumentano in maniera consistente le tariffe per Alitalia, e questa è una buona notizia per i consumatori (o meglio: una notizia meno peggiore di quello che si immaginava). Ma l’idea generale che lo muove – quella di far volare di più gli aerei e gli equipaggi – è irrealizzabile”.

In quanto consisterebbe l’incremento? E perché è impossibile?
“Come ho spiegato qui, nel 2007 gli aerei Alitalia impiegati hanno volato in media per 2.500 ore. Il piano Fenice, stando ai dati forniti dalla Cai, prevede che questo valore aumenti dapprima a 3.000 ore anno e successivamente a 3.300, una crescita complessiva del 32%. Un risultato che si dovrebbe raggiungere spremendo al massimo le macchine impiegate sul breve e medio raggio a discapito di quelle sul lungo raggio. Ma la flotta, come tutti sanno, è destinata ad essere ridimensionata da 238 devono arrivare a 151, secondo i dati del luglio scorso, oppure 138 a leggere quanto scritto dai giornali in questi giorni”.

In questo modo crescerebbe la produttività degli aerei e i ricavi da passeggeri.
“Già. I passeggeri sono destinati a salire da 132mila a 186mila per aereo, con una crescita del 40%, e la stessa percentuale di incremento è prevista per i ricavi annui da passeggeri, che dovrebbero andare da 18 a 25 milioni di euro. Ma un aumento di queste dimensioni, per una compagnia, semplicemente non è realizzabile”.

Come mai?
“Mi segua: senza aumentare i collegamenti, si può volare di più solo se si fanno più voli, visto che la distanza tra un punto e l’altro è più o meno costante. E ovviamente, non si può incrementare il ricavo complessivo mettendo voli in fasce orarie economicamente inutili, come in piena notte o così via. Grosso modo, possiamo dire che la maggior parte dei voli deve stare tra le 7 del mattino e le 23”.

E quanti voli si possono effettuare in quella fascia oraria?
Lo standard per il breve raggio è di tre coppie di voli, ciò di sei voli quotidiani. Se si vuole volare di più si deve passare a quattro coppie di voli, cioè a otto voli quotidiani e in questo caso l’incremento è proprio del 33%.

E non è possibile realizzare quattro coppie di voli in una fascia complessiva di 16 ore?
“Certo che sì, ma solo a condizione che la durata di ogni volo sommata al tempo a terra per sbarco, verifiche della macchina, rifornimento e imbarco non ecceda in alcun modo le due ore. Questo vuol dire che sui collegamenti dall’Italia verso il resto d’Europa è sostanzialmente impossibile e che su collegamenti interni è forse possibile ma solo su tratte brevissime che utilizzano aeroporti non congestionati e in grado di non trattenere troppo a terra gli aerei. In sostanza è forse possibile ma solo su una percentuale limitatissima dei collegamenti e non sulla generalità, come invece incorporato nel piano Fenice”.

Quindi, secondo lei, Alitalia non riuscirà ad arrivare ai livelli delle altre compagnie?
“No, peggio: nemmeno le low cost riescono a fare quello che vorrebbero Colaninno, Sabelli e Passera. Applicando l’incremento di produttività tecnica previsto dal piano Fenice, i voli medi giornalieri per velivolo passerebbero dai 5,8 di Alitalia ai 7,5 della Cai. Purtroppo per Cai, persino Ryanair riesce a fare in media solo 6 voli al giorno. E se non ce la fa nemmeno il tirchissimo O’Leary, uno che per risparmiare sui costi nella sua compagnia si è inventato di tutto, credo che sia alquanto improbabile che ci riescano degli imprenditori che sono alla prima esperienza nel settore aereo”.

Il Fondo monetario internazionale ha detto che non intende entrare nel merito del salvataggio di Alitalia ma auspica che il piano non comporti ulteriori aggravi per i contribuenti italiani.
“Per come è stato disegnato, credo che sia un pio desiderio”.

In più, con l’accordo di ieri i piloti hanno strappato un maggior numero di riposi e maggiori retribuzioni.
E quindi la Cai risparmierà meno di quanto programmato sul costo del lavoro, rendendo imperativa la necessità di rivedere il piano industriale ancora una volta. A meno che non si consideri carta straccia quanto detto finora e si percorra un’altra strada. O, peggio che dietro i numeri dati in pasto alla stampa si nascondano strategie di altro tipo”.

Cioè? Quali?
“Questa vicenda mi fa venire in mente un parallelismo con quanto accaduto alle Poste Italiane durante l’era di Corrado Passera, oggi amministratore delegato di Banca Intesa, che poi è molto simile a quello che sta facendo Moretti alle Ferrovie. Ovvero far pagare di più quello che rimane, più o meno lo stesso servizio, non dando nel contempo possibilità all’offerta di incrementare e al consumatore di scegliere. L’incremento delle tariffe, una volta colpita con la mannaia la concorrenza, è in fondo la via più breve per riequilibrare i conti di un’azienda pubblica dissestata…”

Pensa quindi che a breve avremo sorprese da quel punto di vista?
“Ad oggi è l’unica strada praticabile”.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Vorri ricordare che due anni fa L'On Maroni,. Ministro del Welfare nel precedente governo Berlusconi, era contrario a "finanziare" L' ALITALIA...
Ora hanno fatto peggio l' hanno regalata ad una cordata di imprenditori guidati da Colaninno che tutti abbiamo visto già all' opera con Telecom Italia e
naturalmente i debiti a carico degli utenti italiani...
Costoro sono quelli della candela facile....

Contribuente Italiano

Anonimo ha detto...

Un tantino di fiducia in più per una nuova iniziativa industriale sesondo il sottoscritto NON GUASTEREBBE.
Preso atto dell'impegno dei 18 operatori(non capitani, ma imprenditori),accertato che la cordata C'E' e che non s'è scordata...che ci parteciperà pure qualche OPERATORE DEL SETTORE AELEO non improvvisato, che non abbiamo 13000 famiglie sul lastrico, che per altri si è indiviaduato un percorso di salvaguardia a spese della collettività, che anche il Principale leader del più importante partito di opposizione si è attivamente dato da fare per il buon esito dell'impresa, organizzando importanti incontri di...mediazione politica e sindacale intorno al caminetto,..che la TRIPLICE
sindacale ho ormai aperto i suoi vecchi confini verso...la QUADRUPLICE INTESA, benedetta anche dai PILOTI, DAL PERSONALE DI TERRA e DA quello di VOLO,che manca ancora...
VAI CAI....VAI.
Osservatore ottimista.

Anonimo ha detto...

per OSSERVATORE OTTIMISTA
un operatore aereo sarebbe la compagnia aerea di Toto piena di debiti fino al collo? probabilmente non è il tuo mestiere comprendere questioni economiche e quindi segui solo le questioni politiche della tua parte, che è chiara anche se non la dichiari. Pensa: probabilmente anche io ho votato come te, ma questo salvataggio Alitalia è fatto per gli amici degli amici e saranno loro a guadagnare. Per tenere tutto tranquillo e per potere fare la operazione, mettono il personale in mobilità anche a vita...il metodo è identico a quella della Fornace a Tradate: gli amici degli amici. Poi ti raccontano che con la Fornace ci saranno TANTI posti di lavoro. Ci sarebbero stati ugualmente se la Fornace avesse seguito seriamente ogni norma prevista, lo sai?... apri gli occhi, caro osservatore...non perdere l'ottimismo, MAI... ma leggi le questioni industriali e leggi le questiooni politiche e NON confonderle...il pezzo del professore che ho letto sopra è chiaro, secondo me...ciao!

Anonimo ha detto...

Ho trovato le foto della manifestazione fatta il 17 febbraio 2008 a Malpensa al grido di:
"Alitalia boicotta Malpensa? Varesino boicotta Alitalia!", "Il Nord difende Malpensa"
Ora la Lega tutta zitta! Hanno avuto anche uomini nel CdA di Alitalia, in teoria (senza teoria) non potevano non sapere. Avete presente: il famoso teorema più volte buttato addosso a quel Silvio Berlusconi con cui ora vanno d'amore e d'accordo.
E cosa dicono ora quelli che proprio a Malpensa erano andati a sventolare vessilli padani, insubri e celti?
Se volete dare una occhiata alla ridicolezza padana eccovi il link e ricordate che loro pensano che:
"Tradaa is not Italy"
VERGOGNA!
[http://climb-renz.spaces.live.com/photos/cns!B697E894311D84B3!740/]

Anonimo ha detto...

Mi sa tanto che la nuova cosiddeta compagnia aerea, creata con i soldi dei contribuenti (bad company), si possa chiamare davvero CAIMAN AIRLINES visto i caimani che fanno parte della cordata!!!!
Comunque cari amici e lettori siamo conciati proprio male e non capisco cosa hanno fatto di male gli italiani per meritarsi un governo così fatto!
E questi sarebbero i liberisti, quelli che sono contrari allo statalismo!!!
ma mi facciano il piacere e quanto prima tolgano il disturbo!!!


San Dunato,san Dunato, simmo tutte struppiate: sul''o meglio,puveriello,tène guallera e scartiello!!!!

Morena di Napoli

Anonimo ha detto...

CAIman airlines, bella questa!!!
;-)

Anonimo ha detto...

Avete messo la foto della manifestazione che vi ho segnalato (bene!), vediamo se qualche leghista ha il coraggio di commentare le scelte scellerate del governo romano. Ops, è vero ora governano anche loro a "Roma ladrona"...

Anonimo ha detto...

Ma dai! Lo sanno anche i muri che nella cordata di imprenditori allergici alla concorrenza, otto su dieci siedono nei cda delle società che si spartiranno la torta dell'Expo 2015. Caro Silvio, noi ti salviamo l'Alitalia (prendendoci il buono rimasto, ovvio) e tu ci dai mano libera sull'Expo. That's Italy.