LA SOVRINTENDENZA PONE UN VINCOLOSIAMO SODDISFATTI
Riceviamo e pubblichiamo
"Come consigliere comunale solo oggi, leggendo Varese Notizie, vengo a conoscenza di un vincolo posto anche dalla Sovrintendenza dei beni culturali nei riguardi del fabbricato antistante l'ex Convento del Crocifisso. Io ne avevo parlato anche nell'ultimo Consiglio Comunale: avevo proposto l'utilizzo di quel fabbricato e non la sua demolizione.Qualche consigliere leghista (e non solo) aveva sorriso in modo malizioso, ritenendomi il solito guastafeste. In pratica avevo affermato: mettiamo in sicurezza l'ex Convento, discutiamone il ruolo e la futura destinazione (che non può essere una Pinacoteca con una cafeteria e un ristorante con costi assurdi che alla fine sfioreranno i 5 milioni di euro) e salvaguardiamo anche la parte antistante: che non sia demolita. Si tratta di volumi residenziali pubblici, già esistenti, che potremmo sfruttare al meglio, anche per edilizia sociale. Insomma: se i privati fanno una operazione immobiliare, a Tradate spessissimo si fanno varianti al PRG per 'assecondare' e aggiungere metri cubi di cemento. Se invece il Comune fa una operazione immobiliare, addirittura demolisce ciò che ha! Ovviamente, anche questa volta, sono informato di questioni comunali a mezzo stampa, perché questa Amministrazione comunica con i Consiglieri a mezzo 'stampa e propaganda'; e poi si irrita se i consiglieri ne seguono le orme per avere un minimo di risonanza sulle proprie proposte sempre accantonate, derise, bloccate. Per vostra comprensione allego il testo dell'articolo che ho letto. Vi spiegherò, appena avrò un po' di tempo, come l'ex Convento è stato acquistato (contestualmente all'area dietro la Chiesa parrocchiale) senza avere idee chiare sul futuro ruolo. Grazie per l'ospitalità" - (Gianluigi Margutti)
Trecentocinquantamila euro. Questa la cifra prevista nel bilancio comunale per rifare il tetto e mettere in sicurezza lo storico edificio, già convento dei Padri Serviti, di via Crocefisso.
Nei giorni scorsi la commissione territorio ha esaminato il progetto preliminare illustrato dai tre tecnici incaricati dall'Amministrazione comunale di studiare l'ipotesi migliore per rivalutare lo storico edificio del 1400, ossia uno dei più antichi presenti in città. Lo stesso ha subito nel corso dei secoli una serie di trasformazioni che testimoniano l'evoluzione economica e sociale di Tradate e che come tali andranno adeguatamente preservate. Ed è su questo filone che la sovraintendenza e i progettisti si sono ispirati per il restauro e il recupero dell'immobile.
IL VALORE STORICO DELL'EDIFICIO- L'edificio presenta delle significative peculiarità architettoniche e storiche, come il colonnato del cortile, risalente alla metà del quindicesimo secolo, gli affreschi nella sala del refettorio, lo stemma raffigurante i padri serviti, e la scalinata risalente probabilmente al seicento. I progettisti hanno sottolineato il valore storico di questo edificio, ultima importante vestige che testimonia il periodo a cavallo tra il quattrocento e il cinquecento e la necessità d'intervenire urgentemente sulla copertura (in parte ormai crollata) per conservare quanto rimasto.
LE FASI DI RESTAURO - Grazie ai 150mila euro erogati dalla Fondazione Cariplo che vanno ad aggiungersi ai 200mila stanziati dal comune, quanto prima si provvederà ad indire una gara d'appalto per la sistemazione del tetto. Ben più articolata, complessa e costosa sarà la fase di restauro dell'intero immobile, ormai quasi interamente di proprietà comunale. L'idea progettuale (che sarà sottoposta ai vari enti, nonchè al Ministero al fine di ottenere sostanziosi contributi) è quella di creare ampi spazi espositivi per attività didattiche, museali, culturali e ricettive (sarebbe stata ipotizzata anche l'apertura di una caffetteria al pian terra e di un ristorante al primo piano). Rispetto ai precedenti progetti l'edificio che si affaccia su via Crocefisso non sarà demolito per far posto ad una piazza. Lo ha stabilito la Sovraintendenza dei beni culturali che ha ritenuto di pregio storico anche quest'ala dell'immobile. Stando ai primi calcoli il recupero e la riqualificazione di tutto l'immobile si assesterebbe su 3milioni e 500mila euro.


2 commenti:
Quando leggo che il Comune o, più in generale i Comuni, acquistano immobili, mi proccupo sempre un po'. Prima di acquistare bisogna avere chiare le idee su cosa si vuol fare, sull'uso dell'opera, sul suo costo e sui costi di manutenzione.
Sarò un po' cattivo, ma se un privato vende o svende a un Ente Pubblico non è sicuro che ti stia facendo fare un affare ... ma di certo lo sta facendo lui.
Qualche esempio: prendiamo la piazza di Abbiate, fabbricati acquistati con lunghi giri e adesso tutto fermo. Prima bisognava avere un progetto, in base a questo decidere quali fabbricati acquistare e poi abbatterli e fare la piazza. E' vero che le elezioni erano vicine e il popolo dovevarssere abbagliato ma adesso? Meglio le rovine di oggi o i vecchi fabbricati che c'erano?
Pare che anche il fatiscente edificio di via Galli, parzialmente demolito in questi giorni, quello dove esisterebbe il muro romano del V secolo che avrebbe fatto parte del Castrum romano pare sia del Comune...beh andate a vederlo. Che senso ha aver speso dei soldi? (per cortesia qualche Consigliere Comunale controlli....
Il Parco di villa Inzoli? Anche qui... beh però lo scriverò sotto quel post!
Beati i Paesi che non hanno bisogno di monumenti.
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