LA PIAZZA DEL PDParteciperete alla manifestazione? Spiegate il perché. Leggete l'appello de Il Riformista e intervenite nel dibattito (di Antonio Polito)
"Lo sappiamo, è gracile e incerto. Ma la democrazia ha bisogno di un'opposizione. Perciò, per favore, andate in piazza sabato.
Italiani, salvate il Pd. Può sembrare un appello insensato: perché mai gli italiani, due terzi dei quali non votano il Pd, dovrebbero avere a cuore il Pd? Ma il fatto è che ieri ho letto una dichiarazione di Massimo Cacciari sulla manifestazione del 25 ottobre: «Io non ci sarò, ci vadano i demagoghi». Poi ho letto che Guazzaloca si ricandida a Bologna. Poi ho letto che Berlusconi corteggia Gianni Lettieri, imprenditore napoletano, per prendersi il Comune o la Regione. Poi ho letto che Del Turco, dopo il carcere, preferisce Berlusconi a Veltroni. E non ce l'ho fatta più: qui si rischia che il Pd non ce la faccia a sopravvivere al percorso di guerra che l'attende. Qui bisogna fare qualcosa. Perché va bene criticare, ma buttare il bambino solo perché non è venuto bello e forte come si sperava, equivale a un omicidio. Il gioco a sparare contro il Pd è diventato un passatempo nazionale. Naturalmente, il Riformista vi ha preso parte, direi anzi che l'ha iniziato, quando tutti i critici di oggi non erano vergini di servo encomio. Restano intatte le nostre critiche. Sulla conduzione della campagna elettorale e sulla qualità della leadership, sulla linea ondivaga, sulle divisioni interne. Resta la nostra critica alla manifestazione del 25 ottobre: indetta troppi mesi fa, ha una parola d'ordine oggi inutilizzabile: salva l'Italia dal governo Berlusconi. Oggi l'Italia, che resta da salvare, combatte contro nemici ben più pericolosi del governo: la crisi finanziaria globale, l'imminente recessione, e il suo inarrestabile declino. La verità è che sabato più che salvare l'Italia, il Pd chiama i suoi militanti in piazza per salvare se stesso. Salvarsi dal rischio dell'irrilevanza, salvarsi dal pericolo che alle prossime amministrative perda per esempio Bologna, salvarsi dall'incubo che una partenza così tempestosa spezzi la scialuppa prima ancora di prendere il largo. E questo, secondo me, sarebbe un problema per tutti gli italiani, anche per quelli che non votano Pd. Per le deficienze dell'opposizione, per il magic moment di Berlusconi, per la crisi che spinge gli elettorati di tutta Europa a raccogliersi intorno al governo che c'è, si è determinata in Italia una situazione di grave squilibrio. Troppo potere a chi governa, troppo poco a chi controlla. Non è indice di salute in una democrazia. Un presidenzialismo di fatto senza i check and balances che in America costringono persino Bush a contrattare il voto del Congresso. Salvare il Pd, salvare cioè l'esistenza di un'opposizione autorevole e rispettata, è dunque nell'interesse della democrazia italiana. Se si sfascia, chi ci guadagna? Sarebbe migliore un'Italia in cui da un lato c'è un solo uomo al comando e dall'altro un nuovo arcipelago di forze frammentate, deboli, e in lotta l'una con l'altra? Una delle ultime occasioni per salvare il Pd arriva sabato. Consiglio ai suoi militanti di non ascoltare i professorini alla Cacciari, che ormai sembra Gino Bartali, e ripete solo «l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare». Se questo Pd non vi piace, avete molte ragioni. Ma sabato è il caso di turarsi il naso e andare in piazza. E' un rito trito, lo so; ma ad oggi è l'unico ricostituente che possa essere inoculato d'urgenza nel corpo flebile di questo partito sofferente. Poi deve comincire un'altra storia. Perché senza di quella non basterà un milione di persone in piazza per rianimare l'unica opposizione che abbiamo".


5 commenti:
Continua la nuova rubrica 'CANTO & CONTROCANTO'.
La proponiamo da un po' di giorni.
Vediamo che effetto fa...
Scrivete pure la vostra!
notizie dal REGIME: Eccole virgolettate:
"La scuola si conferma il terreno scelto dalla sinistra per attaccare il governo Berlusconi, l’ultima spiaggia per cercare di mettere in difficoltà chi sta bene governando.
La loro tattica rimane la solita: spacciare falsità a ripetizione, obbligando noi e il governo a cercare di smentirle: occupare le scuole e cercare di allargare la protesta portando oltre la legalità le iniziative di protesta, allo scopo di cercare l’attenzione dei media e di provocare ulteriore confusione. Da ultimo rifugiarsi nel vittimismo se il premier Berlusconi dichiara di voler tutelare la libertà di quanti vogliono continuare a studiare e a lavorare in pace oppure se i carabinieri respingono una manifestazione non autorizzata prima che blocchi una stazione ferroviaria, come avvenuto due giorni fa a Milano. Politicizzazione, falsità, vittimismo: la tattica della sinistra non cambia mai.".................
MA VAFFA.....
Premesso che non sono un iscritto al PD, sono un uomo di sinistra io, avrei partecipato volentieri a questa manifestazione (preannunciata circa 5 mesi fa) di opposizione al governo Berlusconi.
Ma purtroppo il Pd ha fatto sapere che questa è la loro manifestazione...
E' probabile comunque che ci vada con le mia bandiera.
E di quanto ci sia bisogno di opposizione in questo paese in questo momento è evidente a tutti.
Sulla cosiddetta "riforma Gelmini" e in merito alla legge 133 che riguarda il mondo universitario approvata alla chetichella e zitti zitti nel mese di luglio , quando le scuole e le università erano praticamente chiuse, in Italia è esplosa la contestazione...erano anni che non si vedeva questa mobilitazione convinta e partecipata....
Piuttosto che entrare nel merito, e per evitare che i cittadini siano informati dei tagli, dei disoccupati che ci saranno, del tentativo di privatizzare le università pubbliche etc... il presidente del consiglio per distrarre l' opinione pubblica s' inventa lo scontro con la polizia, trasforma la contestazione ad una questione di ordine pubblico... S'inventa situazioni pericolose anche dove non esistono per esempio l' università di Bologna...
Opporsi, opporsi, opporsi per la democrazia tutti in piazza e chi non si oppone.... B........ è!
Un po' di informazione 'laica'....
dal Corriere della Sera - Sulla questione classi separate Mario Porqueddu intervista l’ex ministro Tullio De Mauro: «La Lega non ha individuato un problema reale, pensare che le classi dove si mescolano gli alunni che partono da livelli di conoscenza diversi sia un problema è una sciocchezza solenne. Le ricerche condotte nel mondo dicono che più le classi sono eterogenee e migliori sono i risultati degli alunni. Di tutti; dei più bravi e dei peggiori». Sul caso il Corriere riporta anche la dissonanza fra la testata di An “Il Secolo” che titola «Scordatevi l’apartheid» e Fini che invece apre alla Lega: mozione condivisibile.
A mio avviso tutti quelli che non si riconoscono nel pensiero che oggi governa l'Italia dovrebbero andare per dimostrare che ci siamo.
Un'altra tradate è possibile ma lo è anche un'altra Italia.
Non amiamo la stupidità dei furbi, pensiamo che la cosa pubblica sia una risorsa per tutti e non uno strumento da piegare alle proprie esigenze personali, vogliamo una informazione senza veline ed autocensure, alla sicurezza percepita preferiamo quella reale, pensiamo che sia assurdo spendere un milione di euro per formare un ricercatore e poi regalarlo ad un'altro paese.
Noi siamo quì e non abbiamo paura.
Posta un commento