venerdì 3 luglio 2009

UNIVERSAUSER: presentazione del libro di Gualtiero Gualtieri

OGGI, 3 LUGLIO ORE 20
presso il Circolo Familiare”Cose di altri tempi”
in Via Monte Generoso, 7 - Varese

si terrà la presentazione del libro"CANTAR DI BLU"  di Gualtiero Gualtieri. La serata potrà continuare poi con una cena rustica (€ 10,00) e  anche ... col “CANTAR DI BLU” del gruppo "I ciucatt".
Riceviamo e pubblichiamo
CANTAR DI BLU
LESSICO FAMILIARE DEL TEMPO PERSO
Ed. Ulivo, Balerna CH 2007
(reperibile nelle maggiori librerie di Varese)
di Gualtiero Gualtieri


Gualtiero Gualtieri, come già in “Suonavamo l’allegria – Lessico familiare del tempo scuro” (Balerna, Ulivo 2003), segue un percorso segnato da parole, detti, espressioni dialettali intorno a cui costruisce una cinquantina di racconti con leggerezza, affettuosa ironia, ma anche, dove occorre, con attendibilità storica.
Questa volta il “Lessico familiare” è quello del “tempo perso”, ambigua espressione che può essere interpretata in almeno due modi: “tempo perso” nel senso che è passato, perduto, non c’è più e mai più ritornerà; oppure “tempo perso” nel senso di tempo perduto, sprecato, sciupato, mal impegnato... Il “tempo perso” in questione era quello passato all’osteria, luogo comune e luogo di perdizione, almeno secondo i moralisti più severi, per fortuna poco ascoltati nella quotidianità del passato.
Una quotidianità fatta, nel mondo popolare che ci siamo lasciati alle spalle appena ieri, di sacrifici, di povertà diffusa, di rari momenti di spensieratezza.
La metà della popolazione, quella maschile, quei momenti li trovava all’osteria più che in casa. All’osteria affogava nel vino i fastidi che pesavano sul cuore. Vino, gioco e chiacchiere alleggerivano la vita, la rendevano più facile o un po’ meno difficile.
Non è fuori luogo sostenere che le generazioni del passato hanno ricevuto la loro educazione sentimentale e sociale e a volte perfino politica, proprio all’osteria.

L’autore recupera le parole del “tempo perso”, soffermandosi soprattutto sulla vita che si svolgeva all’osteria.
Così ecco i capitoli dedicati al vino buono e a quello cattivo, al vino di uva americana, e naturalmente ai vari tipi di ubriachezza...
Ed ecco poi i giochi da osteria: le bocce, con le interminabili partite condite di scherzi e prese in giro. Ecco le urla della morra. Ecco il biliardo e i suoi campioni. Ecco i giochi con le carte, in cui l’obbligo del silenzio era aggirato dalla mimica e dall’astuzia dei contendenti, che però non evitavano discussioni e insulti immaginifici, rimasti per sempre nella memoria dei presenti, e liti accesissime, malgrado la posta fosse solo un mezzo di rosso...
E poi quel che si beveva oltre al vino e quel che si mangiava...
E poi i personaggi da osteria, i “raccontatori”, i trascinatori...
E soprattutto i discorsi da osteria, dominati, nella giusta stagione, da quelli sulla caccia, e, sempre, da quelli sul folball, passione e ragione, mania e follia...
 
 
tel Auser: 0332-341843 cell. 333-4169612

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